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¡Hasta la victoria siempre!

¡Aqui no se rinde nadie!


Indice


Iniziative politiche e comunicati 2015:

Un giorno di ordinaria repressione a Firenze: solidarietà alla "spina nel fianco" e ai lavoratori della sanità!

In questi giorni abbiamo assistito a vari episodi di violenza poliziesca a Firenze, episodi sempre meno rari in città come sul resto del territorio nazionale.

Dopo una notte di resistenza sui tetti, è stato sgomberato lo spazio sociale "La Spina" in via Bellosguardo nei pressi di Piazza Tasso e, nella mattinata di ieri, il presidio dei lavoratori in protesta contro l'approvazione della legge per la riorganizzazione del sistema sanitario toscano è stato caricato da agenti in antisommossa. Le modalità repressive espresse dagli agenti in divisa e non, visto il protagonismo della digos nel praticare le più varie forme di abuso, sono state caratterizzate da una brutalità che lascerebbe allibiti se non si avesse coscienza del ruolo svolto da questi servi: proteggere lo stato di cose presenti, preservare un sistema che si basa sullo sfruttamento, sulla menzogna e sulla prevaricazione.

Ci preme sottolineare, oltre che esprimere solidarietà a coloro che hanno subito queste ennesime angherie, come ormai ogni qualvolta si pongano problemi politici relativi alla sostenibilità della società capitalista, lottando contro questo modello ingiusto e barbaro, le uniche risposte siano rappresentate dalle manganellate dei poliziotti.

La chiusura di ogni canale di mediazione rappresenta l'unica direttiva padronale in risposta alla forza crescente di chi lotta contro un sistema di ingiustizie: dal mondo del lavoro, in cui assistiamo ad un incremento dello sfruttamento e dei licenziamenti politici, alle problematiche sociali quali l'emergenza abitativa gestita sempre più come mero problema di ordine pubblico, dalla lotta alla scuola dell'obbedienza passando alle lotte contro le nocività che animano molti territori, l'opposizione politica allo stato di cose presenti si trova a confrontarsi contro una repressione poliziesca degna di un sistema autoritario e fascista.

CONTRO OGNI FORMA DI REPRESSIONE E SFRUTTAMENTO!
LA LOTTA E' L'UNICA VIA, SOLIDARIETA'!

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Solidarietà agli studenti del Liceo artistico di Porta Romana

E' di questa mattina la notizia che alcuni studenti del liceo artistico di porta romana hanno ricevuto dei provvedimenti di sospensione per l'occupazione della propria scuola.
Provvedimenti che arrivano fino a 21 giorni di sospensione, i quali rischiano di far perdere l'intero anno scolastico agli studenti colpiti..
E già si parla anche di denunce penali in arrivo dalla Questura, per una occupazione, lo ricordiamo, che è durata 9 giorni e che non ha arrecato danni alle strutture, ma che ha invece contribuito al mantenimento e al recupero delle stesse.
Una occupazione che rivendicava una scuola migliore per tutti e tutte.
Ma la lezione che si vuole impartire a questi studenti, indipendentemente da come andrà a finire, è che alzare la testa, organizzarsi, lottare e pretendere un futuro migliore ha un prezzo.
La "buona scuola" di Renzi pretende obbedienza. E non potrebbe essere diversamente in un paese sempre più assuefatto alle modalità di chi in questi anni sta provvedendo sempre più a criminalizzare, controllare e reprimere ogni forma di dissenso.
Che si tratti di scuole, piazze, stadi o posti di lavoro. Che si tratti di antifascismo, lotte in difesa del territorio o contro lo sfruttamento.

Per questo, come Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, esprimiamo massima solidarietà agli studenti colpiti da queste subdole manovre repressive e rilanciamo il presidio di giovedì 17/12 alle ore 16:00 presso il giardino del liceo a Porta Romana.

SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI!

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Sabato12 Dicembre 2015 in piazza contro Renzi e il suo governo! Ore 15.30 San Lorenzo

Volantino 12 Dicembre 2015 in piazza contro Renzi e il suo governo! Ore 15.30 San Lorenzo


Venerdì 11 Dicembre 2015 Presidio Arpat - Manifestazione 12 Dicembre 2015

Volantino 11 Dicembre 2015 Presidio Arpat - Manifestazione 12 Dicembre 2015


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Riceviamo e pubblichiamo

Comunicato sullo sgombero del palazzo in viale della Toscana - Solidarietà agli occupanti del Movimento di Lotta per la Casa!

Ieri, Mercoledì 9 Dicembre 2015, è andato in scena l'ultimo atto dell'opera di macelleria sociale del governo Renzi e dell'amministrazione comunale di Firenze: circa cento persone in emergenza abitativa, che avevano occupato pochi giorni fa uno stabile
vuoto di una grande società immobiliare, sono stati sgomberati con la forza. Digos e agenti della celere, in grande numero, si sono distinti un'altra volta per la violenza utilizzata contro gli occupanti, compresi donne e bambini, e i solidali accorsi per dare sostegno alle famiglie in difficoltà. Scandaloso poi il comportamento dell'amministrazione comunale: nessuno del comune si è presentato, e solo dopo ore e dopo ripetute richieste (come se non toccasse a loro occuparsi dei bisogni della gente, come se fosse solo una "scocciatura") gli assistenti sociali hanno proposto una "soluzione" che solo a chiamarla tale ci vuole coraggio: 5 posti letto in una struttura d'accoglienza!
Oramai siamo tristemente abituati al comportamento di queste persone che si dovrebbero occupare dei bisogni della collettività che amministrano: il comportamento dei loro omologhi campigiani non è molto dissimile. Quello che non siamo abituati a fare e che non ci abitueremo mai a fare è lasciare che tutto ciò passi sotto silenzio, abbassare la testa di fronte a queste ingiustizie mascherate da "legalità". Continueremo a rivendicare i nostri diritti, a sostenere e difendere le famiglie in emergenza abitativa, a occupare se e quando necessario.

Solidarietà agli occupanti del Movimento di Lotta per la Casa!
Basta sgomberi! Blocco degli sfratti subito! Case subito!

Gruppo Casa di Campi Bisenzio


Comunicato stampa No Amianto Publiacqua - L'amianto c'è ma non fa male!

Amianto nell'acqua di Pistoia, Livorno, Agliana, Piombino, Forte dei Marmi (e altri comuni ancora) Grazie alle pressioni della Campagna finalmente i risultati delle analisi in Toscana

Ad un anno dal lancio della Campagna No Amianto Publiacqua arrivano i risultati delle prime analisi imposte alle istituzioni dalla mobilitazione popolare sul tema. E grazie a quanto si evince dal documento diffuso dall'Autorità Idrica Toscana si viene sapere che il fenomeno non si ferma solo all'area gestita da Publiacqua (Firenze, Prato, Pistoia, Medio Valdarno) ma che è purtroppo diffuso anche in altri territori della regione. Nero su bianco AIT ci informa che l'amianto è stato trovato nei comuni di Agliana e Pistoia (Publiacqua spa), Camaiore, Forte dei Marmi (Gaia spa), Livorno, Cecina, Piombino, Rio Elba (Asa spa), San Giuliano Terme, Santa Croce sull'Arno (Acque spa).

Qui è possibile scaricare il documento con le date di analisi e i valori riscontrati: http://www.autoritaidrica.toscana.it

Ricordiamo che le fibre di amianto provocano il cancro nell'organismo umano. Una recente classificazione compiuta dall'Agenzia Internazione Ricerca sul Cancro (IARC) si concentra e analizza tutte le forme di asbestosi sicuramente cancerogene compresa quella derivante dall'amianto ingerito.
I cancerogeni del gruppo 1 IARC, infatti, non hanno soglia: l'unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero.
Pertanto nell'acqua 'potabile' la concentrazione deve essere zero.

Nonostante ciò Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana (ovvero l'associazione dei "padroni" dell'acqua, con fare arrogante fa sapere che "Non c'è nessun problema nell'acqua toscana. Si può bere tranquillamente dal rubinetto e non esistono rischi di salute pubblica. Basta, dunque, con questi allarmismi sull'amianto". Nessuno che voglia approfondire la questione, che ponga domande confutando quanto erroneamente dichiarato: l'opinione pubblica va tranquillizzata e deve continuare a bere acqua pericolosa, nessuno deve pretendere che le società per azioni eliminino le pericolose tubature che scopriamo addirittura essere lunghe ben 1.900 chilometri, lo confessa lo stesso De Girolamo nella foga di stoppare il diritto dei cittadini ad un'acqua salubre.

Ricordiamo infine alla Regione Toscana e all'Autorità l'impegno preso nel dicembre del 2013 per l'eliminazione dei tubi a carico delle società per azioni a cui è permesso di speculare sul bene comune per eccellenza: "L'Autorità Idrica Toscana informa che non ci saranno aumenti in bolletta per affrontare lavori di sostituzione delle reti in cemento-amianto [...]. Ogni intervento futuro in questo ambito rientrerà nel piano degli investimenti già previsti e concordati con i gestori del servizio idrico integrato [...]".

Il tempo stringe e le popolazioni toscane continuano a bere pericolose fibre di amianto nonostante paghino le bollette più care d'italia
(Amianto, altra vittoria: via i tubi senza aumenti in bolletta. Risparmio di 182 euro ad utente)

No Amianto Publiacqua


Appello di solidarietà per i lavoratori di montedomini ingiustamente licenziati

Il giorno 20 novembre 2015 il tribunale del lavoro di Firenze ha emesso una sentenza vergognosa, rigettando il ricorso presentato da Cristian e Olivia, entrambi operatori della Residenza Sanitaria Assistita (RSA) San Silvestro di Firenze.

I lavoratori erano dipendenti della cooperativa Agorà Toscana, che gestisce l'RSA per conto dell'Azienda di Servizi alla Persona (ASP) Montedomini, a sua volta amministrata da dirigenti nominati dal Comune di Firenze. Nel dicembre 2014, subito dopo Natale, i lavoratori sono stati licenziati in tronco, essendosi rifiutati di servire il primo pasto della cena del giorno di Santo Stefano, giunto (per l'ennesima volta) in ritardo, e quindi inevitabilmente scotto e colloso, immangiabile. Cristian e Olivia si sono comunque confrontati coi pazienti, che hanno acconsentito a ricevere una dose più abbondante del secondo e a "rinunciare" alla pasta, divenuta ormai colla, anche perché nel pomeriggio avevano
ricevuto una merenda natalizia in più. La cooperativa Agorà ha ritenuto sufficiente questo gesto per mandarli via dal lavoro. Contro il licenziamento, Cristian e Olivia sono immediatamente ricorsi in tribunale.

Al giudice è bastato concentrarsi sui lavoratori intenti a gettare la pasta nella pattumiera per accusarli di comportamento "lesivo nei confronti della dignità dei pazienti" (ex art. 42 CCNL cooperative sociali), nonostante questi ultimi fossero stati interpellati e fossero d'accordo (!) e rigettare la richiesta di reintegro!Come se non bastasse, il giudice per umiliarli ed inibire l'accesso alla "giustizia" ha condannato Cristian e Olivia al pagamento di una penale di circa 4.000 euro (più un 15% di spese legali e IVA) che faranno lievitare il costo a quasi 6000 euro.Il giudice era così impegnato a puntare il dito contro di loro da non vedere la luna: non si è accorto per esempio che Agorà toscana aveva già provato a licenziare un'altra lavoratrice di sessant'anni, Antonietta, poi reintegrata per la palese inconsistenza delle argomentazioni aziendali.

Non si è accorto che Agorà paga i salari regolarmente in ritardo, che non rispetta l'orario lavorativo fissato, che adotta atteggiamenti autoritari al lavoro, e non solo a Firenze e in Toscana, ma anche nelle altre sedi sparse per l'Italia, presenti in ben 8 regioni. Non si è accorto soprattutto che Cristian, Olivia e Antonietta facevano parte di un gruppo di lavoratori iscritti ai Cobas che avevano denunciato i comportamenti dell'azienda, e che il loro licenziamento è stato un atto chiaramente ritorsivo nei loro confronti!La sentenza riflette un clima politico segnato dall'attacco che il Governo Renzi sta portando ai diritti dei lavoratori.

L'art. 18 - definitivamente abolito dal Jobs Act - non è infatti un semplice dispositivo giuridico, ma riflette la possibilità per i lavoratori di dire la propria e di organizzarsi per far valere i propri diritti. Purtroppo il giudice ha deciso di adeguarsi allo spirito dei tempi.Non si tratta però solo di questo: Olivia e Cristian infatti lavoravano all'interno degli appalti della pubblica amministrazione, ossia all'interno di quei servizi che vengono dati in gestione a cooperative o società private. È sui lavoratori degli appalti che si regge ormai l'intera offerta in servizi delle amministrazioni pubbliche.
Basti pensare che la ASP Montedomini - che teoricamente dovrebbe gestire l'assistenza pubblica di un comune di 350.000 abitanti come Firenze - ha solo 40 dipendenti diretti (!). Tutto i resto diviene monopolio naturale delle cooperative, legate a doppio filo agli amministratori da un fiume continuo di denaro pubblico e da accordi quantomeno opachi.

Non siamo certo noi di aver scoperto l'acqua calda, cioè l'esistenza endemica e strutturale di appalti truccati nelle grandi città metropolitane.Così i lavoratori sono doppiamente vessati. Da un lato ci sono le cooperative che intercettano i finanziamenti pubblici e cercano di trarne il massimo vantaggio: il risultato sono turni massacranti, costante carenza di organico, precarietà sistematica (dati i continui cambi appalti) e autoritarismo aziendale. Proprio quello che Cristian e Olivia hanno vissuto sulla propria pelle. D'altra parte, il recupero di risorse per il pagamento del debito pubblico viene effettuato per la gran parte tagliando sui servizi pubblici e in particolare quelli comunali: tutti bravi a dire che non ci sono i soldi, ma nessuno ci è mai venuto a dire una piccola verità, ossia che le esternalizzazioni costano di più rispetto alla gestione pubblica diretta. Sta di fatto che per pagare questo benedetto debito (ma di chi e per chi??) gli utenti vedono peggiorare - o peggio scomparire - il servizio, mentre i lavoratori vengono licenziati da un giorno all'altro.

Costruiamo la solidarietà!

Il licenziamento di Cristian e Olivia diventa dunque un monito per i loro colleghi e tutti quei lavoratori che vogliono e possono reagire a questa condizione di doppio ricatto. Non è un caso che Montedomini si sia subito schierata al fianco della Cooperativa Agorà, avallando i licenziamenti. I dirigenti di Montedomini nominati dalla Giunta e i capetti della Cooperativa sanno infatti benissimo che lo sviluppo di una coscienza sindacale e politica tra i lavoratori può essere un potenziale pericolo per i loro giri d'affari.
Noi invece pensiamo che, nonostante la sentenza in primo grado abbia dato ragione ad Agorà, i lavoratori siano nel giusto. Noi pensiamo che quanto successo la sera del 26 dicembre 2014 sia la diretta conseguenza delle politiche di Montedomini e del Comune di Firenze, dei tagli e delle speculazioni costruite sulla pelle dei lavoratori.

Che il licenziamento di Cristian e Olivia sia un messaggio rivolto ai loro colleghi - ora in stato di agitazione contro i ritardi nei pagamenti e l'autoritarismo aziendale.Sappiamo anche, però, che è possibile ribaltare questa sentenza.Oltre a percorrere le vie legali, siamo convinti che quello per cui Olivia e Cristian stanno lottando è nelle corde di ciascuno di noi, dei nostri.
Migliori condizioni di lavoro e maggiore qualità del servizio pubblico. Siamo convinti che intorno a questa vicenda si possa e si debba raccogliere la solidarietà di altri lavoratori e di altri utenti.Per questo lanciamo un appello a tutti i lavoratori, agli utenti e alle loro famiglie, alle organizzazioni sindacali, alle realtà politiche di base: aiutateci a diffondere questo messaggio, sosteniamo insieme le iniziative di solidarietà e di lotta dei due lavoratori e dei loro colleghi. Una sconfitta per Cristian e Olivia è una sconfitta per tutti.
Non lasciamoli soli!

Se toccano uno, toccano tutti!esprimi
La tua solidarietà condividendo quest'appello e partecipando anche con
Un piccolo contributo alla raccolta fondi per la copertura delle spese legali
Iban it64f0616037930000003208c00
CAUSALE "Io sto con Cristian e Olivia"

Per adesioni scrivi a nojobsactfirenze@gmail.com

Assemblea NO Jobs Act Firenze


Firenze Antifascista sulle ultime denunce

Nei mesi scorsi gli antifascisti fiorentini sono stati colpiti da due ondate repressive. nella prima 16 manifestanti sono stati denunciati per travisamento in relazione al corteo del 16 novembre 2013 organizzato in risposta all'aggressione di casa pound ai danni di due compagni. nella seconda i denunciati sono stati 11, con 3 misure cautelari, in relazione ai fatti del 6 dicembre scorso, quando alle piagge fu impedito il presidio che i fascisti di forza nuova avevano convocato "contro il degrado".

Le denunce contro gli antifascisti non rappresentano certo una novità per Firenze, visto che in città sono aperti al momento ben tre processi per antifascismo. Sappiamo bene che alla lotta corrisponde un prezzo da pagare a cui chiunque di noi si espone quando fa questa scelta, e per questo non vogliamo certo piangerci addosso. Pensiamo però che, perché la risposta solidale contro la repressione diventi sempre più forte, il contesto repressivo più generale in cui queste denunce arrivano debba essere oggetto di discussione, affinché tutti siamo più consapevoli e preparati.

In una situazione di crisi e di guerra, che non comincia certo oggi ma che gli attacchi di Parigi hanno reso nuovamente e con più forza evidente, gli apparati dirigenti cercano di mobilitare l'opinione pubblica a proprio favore, creando insicurezza e paura delle minacce esterne. Per questo affidano sempre maggiore spazio alla propaganda fascista e razzista che crea comode valvole di sfogo verso i rom, gli immigrati, i profughi, gli islamici, i diversi.. mentre, allo stesso tempo, cercano di ridurre al silenzio tutte le voci di dissenso. Questo vale per chi sciopera, per chi occupa una scuola o una casa, così come per chi si oppone ai fascisti o alle politiche di aggressione militare.

In questo quadro è fondamentale il consenso che si crea intorno alla repressione, ne abbiamo avuto esempio con la delazione durante i cortei, grazie alla cooperazione attiva dei giornalisti, che si è verificata ripetutamente negli ultimi anni, ultimo in ordine cronologico per gli arresti eseguiti in relazione al corteo no expo del maggio scorso.

Il fronte interno è stato oggetto di nuove attenzioni legislative dopo gli attentati a Parigi del gennaio scorso, e lo sarà senz'altro nuovamente dopo gli attacchi di due settimane fa. Pensiamo che questi passaggi debbano essere discussi in termini preventivi, occorre porre attenzione alle nuove normative e sviluppare il dibattito e l'iniziativa rispetto ai passaggi già attuati e a quelli in preparazione

Il "decreto Alfano" del febbraio 2015 introduce modifiche all'art. 270, includendo tra le condotte terroristiche chi va a combattere in altri paesi, una modifica adottata a livello europeo che ha colpito, guarda caso, i militanti antifascisti spagnoli che hanno combattuto a sostegno del Donbass mentre Fontana, militante di casapound arruolato nei battaglioni nazisti ucraini, è potuto tornare in Italia senza problemi.. Vengono introdotte nuove limitazioni della libertà di espressione attraverso i mezzi informatici, con aggravanti specifiche e elenchi di siti da oscurare, e la possibilità di effettuare intercettazioni preventive, in assenza di specifiche ipotesi di reato. A tutto questo si aggiunge un ulteriore aggravamento delle pene e un allargamento delle possibilità di controllo e infiltrazione a disposizione degli apparati di polizia. Tutti questi strumenti potranno riversarsi all'occorrenza, con la scusa del terrorismo islamico, contro chiunque si opponga ad una qualche decisione governativa, come dimostra il precedente dell'accusa di terrorismo sollevata contro i militanti no tav.

Nella bozza di ddl sulla sicurezza urbana, attualmente in dicussione, si prevede invece una pena fino a cinque anni di carcere per chi ai cortei «fa uso di caschi protettivi ovvero di ogni altro mezzo atto a rendere impossibile o difficoltoso il suo riconoscimento». Il testo prevede anche da 2 a 5 anni di pena e una multa da mille a 5mila euro per chi lancia o utilizza razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, bastoni, mazze, scudi, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti.

L'obiettivo della norma è chiaro: i manifestanti devono essere completamente indifesi rispetto alla violenza poliziesca, pronta a colpirli non appena escono da compatibilità prestabilite dall'alto che vengono continuamente ridefinite e si restringono sempre di più, mano a mano che si sviluppa la logica dell'emergenza e della guerra.

Con la nuova accelerazione rappresentata dallo "stato di assedio" e "dall'emergenza" dichiarati in Francia, con riflessi immediati sull'Italia del Giubileo in prima linea, diventa di fatto incompatibile lo stesso riunirsi in piazza. Mentre si distraggono le coscienze con i presunti valori da difendere, ci si muove in realtà per svuotare progressivamente, e in prospettiva cancellare del tutto, diritti individuali e collettivi fondamentali, e si affidano agli apparati polizieschi compiti e poteri sempre più estesi, respingendo ogni opzione di mediazione, anche solo formale, rispetto ai conflitti sociali e politici.

Di fronte alla guerra, alle tensioni autoritarie e alla propaganda di fascisti e razzisti, il ruolo di Firenze Antifascista è lottare contro queste derive e rilanciare la solidarietà verso tutti i compagni denunciati o sotto processo, a partire dalla serata benefit per le spese legali che si terrà il prossimo sabato 5 dicembre al Cpa fi-sud, https://www.facebook.com/events/999900546741133/

Firenze Antifascista


Domenica 29 Novembre 2015 Firenze in piazza al fianco della Resistenza Palestinese

In risposta all'appello dei giovani palestinesi in esilio
Firenze in piazza al fianco della Resistenza Palestinese
Ore 16.00 Piazza dei Ciompi

Volantino 29 Novembre 2015 Firenze in piazza al fianco della Resistenza Palestinese


Appello internazionale dei giovani palestinesi a sostegno dell'intifada

Noi, Giovani palestinesi in esilio, chiediamo a tutti i palestinesi e le persone solidali con la nostra causa di difendere la nostra terra e sostenere la resistenza e la determinazione del nostro popolo in Palestina. Da settimane la moschea di Al Aqsa è vittima di assalti brutali mentre i coloni e l'esercito sionista compiono omicidi arbitrari e arresti di massa in tutta la Palestina. In risposta alla violenza sionista, dobbiamo ribadire che la resistenza è una strategia necessaria e obbligatoria per sopravvivere alla perpetrazione del progetto di pulizia etnica ai danni dei palestinesi.
La repressione militare sionista e le inaccettabili violazioni dei coloni, insieme ad una leadership palestinese collusa che agisce ormai come garante dell'occupazione e non più come guida del progetto di liberazione, tentano di garantire la liquidazione totale della resistenza palestinese e l'accelerazione della pulizia etnica. In questa lotta sbilanciata tra un'ideologia razzista e istituzionalizzata, e l'eroica resistenza del popolo palestinese, Israele gode ancora del sostegno dei suoi alleati internazionali, che noi riteniamo parimente responsabili di questi crimini.
Noi giovani palestinesi dobbiamo assumerci la piena responsabilità e il diritto di difendere il nostro popolo e la nostra terra e mobilitarci ovunque ci troviamo. La lotta in corso in tutta la Palestina è nostra: è una lotta per far prevalere la giustizia su un progetto coloniale, è una lotta contro il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Questa è la rivolta di una nuova generazione di palestinesi, uniti ovunque essa siano, intorno a principi di dignità, di ritorno e di liberazione di tutta la Palestina!
Condividiamo la voce della resistenza palestinese. Denunciamo i crimini sionisti e la complicità dei loro alleati. Rompiamo l'isolamento dei palestinesi sotto occupazione.
Ci appelliamo a tutti i palestinesi in esilio, i movimenti di solidarietà e tutte le persone che credono nella giustizia, a proseguire gli sforzi di mobilitazione ed ad unirsi a noi nel sostegno alla resistenza palestinese che culminerà con una mobilitazione internazionale il 29 Novembre 2015 e continuerà fino a che la Palestina non sarà libera.
Scegliendo la "giornata internazionale di solidarietà con la Palestina indetta dall'ONU intendiamo ribadire che la solidarietà è genuina solo se rispetta la totalità dei principi nazionali palestinesi, il ruolo di tutte le comunità palestinesi ovunque esse siano nella lotta di liberazione e la legittimità della resistenza palestinese.

Stop all'occupazione e alla colonizzazione sionista di tutta la Palestina
Sostegno incondizionato alla resistenza palestinese
Libertà per i prigionieri palestinesi
Ritorno dei profughi palestinesi
No al silenzio complice della Comunità Internazionale
Sì al BDS - Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele

Firenze per la Palestina


Le vostre guerre, i nostri morti. Basta NATO!

Ieri pomeriggio a Firenze oltre 800 persone, in un pomeriggio infrasettimanale, sono scese in piazza rispondendo all'appello dell'Assemblea Fiorentina contro il Vertice Nato.

Dietro lo striscione iniziale, "VOSTRE LE GUERRE, NOSTRI I MORTI - BASTA GUERRE, BASTA NATO", che ribadiva con forza l'opposizione alla ricetta di un'ennessima "guerra necessaria" nella quale tutti dovremmo arruolarci nel nome delle vittime della strage di Parigi, in tanti hanno chiaramente espresso il rifiuto alle politiche belliche.

Se il sindaco di Firenze Nardella ha cercato di definire il vertice NATO come un "convegno di pace", vanto per la città di Firenze e per i fiorentini, le centinaia di persone scese in piazza hanno dimostrato come questa propaganda ipocrita non sia servita denunciando invece il ruolo della NATO come principale strumento di aggressione dell'occidente, ieri nei balcani, poi in Afghanistan, Iraq e adesso in Siria. Un vertice di guerra, presieduto da chi le guerre le fa, le foraggia, le finanzia, arma bombardieri ed eserciti e proprio dalle guerre trae affari e benefici.

Il corteo ha espresso la propria solidarietà a chi lotta nei territori contro l'occupazione militare, come in Sardegna con le numerose e nocive basi Nato, ed in Sicilia dove da anni i comitati popolari No Muos si battono contro l'installazione dei radar statunitensi.

Il numeroso spezzone studentesco ha denunciato i continui tagli all'istruzione e al diritto allo studio, mentre ogni anno aumento le spese militari e dove è sempre più presente la cultura della guerra, della "difesa" e della collaborazione con le industrie militari, ribadendo con lo striscione "Fuori le divise dalle scuole" la solidarietà agli studenti del liceo Alberti sgomberati "manu militari" -giustappunto- da Digos e celere.

Forte e chiaro è stato anche l'appoggio a chi in MedioOriente resiste e combatte l'ISIS pagandone un duro prezzo di sangue, come la resistenza della sinistra rivoluzionaria curda in lotta per la costruzione di un modello sociale inclusivo, che rifiuta le differenze etniche, religiose, di genere, basato sulla solidarietà e la cooperazione, libero dalle maglie degli stati e del fondamentalismo religioso, così come si è ribadito il diritto del popolo palestinese a vivere in pace sulla propria terra, occupata e strangolata dal sempre più feroce apartheid dello stato d'Israele.

Se qualcuno pensava, come il questore di Firenze, che il sentimento di "paura", la logica dell'emergenza e dell'unità nazionale, avesse fatto il gioco di chi cerca di creare consensi per nuove guerre, per fomentare xenofobia, retate e razzismo e mettere a tacere qualsiasi voce non allineata, mentre chi ci governa si riunisce e banchetta decidendo nuove missioni militari, nuovi tagli ai servizi e nuovi sacrifici, la manifestazione di ieri sera è stata la dimostrazione di come in tanti non siano disposti a tacere, a credere alle loro menzogne, ad "arruolarsi" nelle loro guerre.

Assemblea fiorentina contro il vertice NATO


Solidarietà agli studenti dell'alberti occupato!

Quanto successo ieri 23 Novembre 2015 al Liceo Artistico Alberti è di una gravità estrema: una scuola superiore, occupata da pochi giorni dai suoi studenti in lotta contro la "buona scuola" di Renzi e le politiche del suo governo, è stata sgomberata dalla DIGOS e dalla celere.
Gli agenti in borghese hanno poi identificato gli studenti (quasi tutti minorenni), li hanno filmati, e ora minacciano una cinquantina di denunce.
Un'impennata repressiva portata avanti dalla Questura di Firenze, sempre più protagonista in prima persona nella "gestione" del conflitto sociale: dalle mobilitazioni sul lavoro a quelle per il diritto alla casa, a quelle antifasciste come quelle studentesche, le istituzioni si dimostrano sorde a qualsiasi rivendicazione e delegano, in maniera sempre più autoritaria, alla polizia la repressione delle stesse.
Ci troviamo costretti a constatare che i vari gradi di mediazione (ad esempio professori e presidi, nel caso delle scuole occupate), con i quali già con fatica ci si relazionava in passato, sono definitivamente saltati: piovono denunce, sgomberi, arresti; neanche il diritto a manifestare è garantito in pieno: sempre più spesso ci troviamo a confrontarci con zone rosse, prescrizioni e divieti.
E' il cosiddetto fronte interno della guerra che l'Italia, assieme ai suoi alleati e in particolare alla NATO e all'UE, sta portando in Ucraina, in nord Africa e in Medio Oriente per mantenere ed ampliare gli interessi del capitale occidentale. Mentre i venti di guerra soffiano sempre più forti all'esterno, non ci si può certo permettere un'opposizione interna esplicitamente incompatibile con questo sistema.

Per questo invitiamo TUTTI a mobilitarsi in difesa degli spazi di democrazia e di agibilità politica, contro la guerra imperialista che genera e alimenta il terrorismo e contro il governo Renzi e le sue politiche autoritarie ed antipopolari:

Solidarietà agli studenti dell'Alberti occupato!

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Basta guerre, basta morti. Le vostre guerre non le vogliamo!

Quanto successo in Francia, dove una serie di attentati ha mietuto oltre 100 vittime, è di una gravità estrema; dopo lo sconcerto e la condanna di quanto accade occorre però ricordare che la strage di Parigi arriva dopo una serie di altre stragi in paesi che sentiamo lontani dall'Europa, ma che invece ne sono alle porte, sono dentro il Mediterraneo: pensiamo agli ultimi attacchi suicidi in Iraq, in Libano, in Turchia contro gli oppositori, in Afghanistan, in Yemen, l'abbattimento di un aereo russo, tutte estensioni terribili della guerra che insanguina la Siria e il Medio Oriente da quattro anni.
Quello che sta accadendo a Parigi - e che potrebbe accadere anche in altri paesi - indigna particolarmente i media perché risulta colpito un paese europeo, mentre dimentichiamo le responsabilità degli stessi paesi occidentali che hanno coccolato, finanziato, addestrato, armato quei ragni velenosi che oggi mordono cittadini inermi.
È bene ricordare proprio in questo drammatico momento che il terrorismo dell'ISIS non nasce dal nulla, ma gli USA e UE stessi ed i loro alleati sono i promotori dell'ISIS e della guerra che sta insanguinando il Medio Oriente: paesi come l'Arabia Saudita, vari Emirati del Golfo Persico, la stessa Turchia, protagonista di bombardamenti efferati contro la guerriglia curda, i cui miliziani hanno combattuto tra i primi e stanno resistendo tutt'ora strenuamente all'avanzata del mostro reazionario dell'Isis, hanno responsabilità enormi, ma addirittura il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato recentemente ad omaggiarli, abbagliato solo dalle riserve finanziarie di quelle bellicose petromonarchie. Queste sono guerre create, volute e portate avanti dai nostri stessi governanti, ma i morti sono i nostri, persone comuni, ragazzi, lavoratori fuori per il venerdì sera. Non sono le nostre guerre e noi non vogliamo esserne arruolati, rifiutiamo da subito la logica del combattere tutti insieme questi nemici, ieri Al Qaeda, oggi ISIS, domani chissà. Rifiutiamo che le nostre città siano teatro di guerra. Non accettiamo che venga fatto un accostamento strumentale fra terroristi e profughi, le prime vittime di queste guerre.
E allora è ancora più importante oggi dire che Firenze non può ospitare il vertice NATO del 25/26 novembre, un vero e proprio vertice di GUERRA, con la nostra città militarizzata, praticamente al fronte.
Il dolore per le tante vittime è difficile da placare, ma solo l'abbandono di folli politiche di guerra può dare una giustizia a queste morti.

NO alla guerra, basta morti

Rifiutiamo il vertice NATO a Firenze

25 novembre ore 17.30 MANIFESTAZIONE a Firenze Piazza Unità d'Italia

Assemblea Fiorentina contro il vertice NATO di Firenze


No al Vertice NATO di Firenze del 25/26 novembre

Volantino manifestazione No al Vertice NATO di Firenze del 25 26 novembre


Firenze città di pace? firenze vetrina di guerra

No al Vertice NATO di Firenze del 25/26 novembre

Firenze si prepara ad ospitare un vertice NATO aperto ai paesi del Mediterraneo, il Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente (Gsm) dell'Assemblea parlamentare della Nato. La Firenze, tante volte demagogicamente descritta come città ambasciatrice di pace, la Firenze di La Pira, la Firenze che, diciamo noi, si è mobilitata tante volte contro le guerre, sarà al centro di un vertice dello strumento di guerra per eccellenza: la NATO. Quella NATO che, solo guardando ad oggi, ha compiuto l'ennesima strage in Afghanistan, con i 21 morti tra personale e pazienti dell'ospedale di Medici Senza Frontiere, strage già dimenticata su cui nessuno tornerà più. La stessa NATO che ha nella Turchia il suo secondo esercito di terra, quella Turchia che sta schiacciando l'opposizione interna ed il movimento kurdo, tra stragi nelle piazze, arresti e bombe sulla guerriglia. La stessa NATO, alleata strategica di Israele, che, sempre per stare all'oggi, sta quotidianamente, e democraticamente, ammazzando decine di palestinesi. La stessa NATO che ha addestrato ed appoggiato i neonazisti ucraini nel golpe del 2013, e che ha nell'espansione ad est una suo priorità.
Se solo nel 1999, con la guerra nella ex Jugoslavia, ha fatto il primo intervento "esterno", che ha segnato anche lo sviluppo della storia successiva, non possiamo dimenticare il ruolo nella strategia della tensione in Italia ed in Europa, la struttura nascosta di GLADIO, l'utilizzo e la copertura dei neofascisti, il sostegno alle dittature peggiori, l'occupazione militare di decine di paesi, tra cui il nostro, con centinaia di basi militari sparse nel globo. E potremmo continuare citando le bombe all'uranio impoverito, le guerre in Irak, le stragi ripetute e sempre senza colpevoli. La NATO, che compie ben 66 anni di attività dal 1949, in tutta la sua storia ha sempre agito nella tutela degli interessi delle classi dominanti, utilizzando gli strumenti peggiori, per mantenere l'egemonia strategica del capitale occidentale, contribuendo alle politiche di rapina e di distruzione dell'ambiente e del territorio. Appare ridicolo, detto questo, la sortita di Nardella sul vertice come messaggio di pace!!!! Che lo dica ai dottori morti in Afghanistan o ai morti per uranio impoverito della Jugoslavia!
Si continua a tagliare le spese sociali, la sanità, la scuola, i servizi di ogni tipo ma i soldi per le spese militari e le guerre aumentano sempre. Solo per il mantenimento della basi NATO in Italia sono 50 MILIONI al GIORNO. La legge di stabilità 2015 prevede per l'anno venturo quasi 18 miliardi di spese militari, di cui oltre 5 miliardi per l'acquisito di nuovi armamenti. Nel 2015, ennesimo anno di tagli, per le spese militari non è stato tagliato niente. Per le guerre dei padroni i soldi si trovano sempre.
Questo vertice rappresenterà un momento di passaggio nella definizione di nuove strategie, e nuovi equilibri, con la gestione degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, per determinare il futuro dell'area. In un momento in cui i venti di guerra sono fortissimi e si parla di scontro tra potenze, di guerre mondiali, di guerre senza fine, in cui anche l'Italia si unisce, nella tutela degli interessi delle proprie elites, ai bombardamenti, con il minacciato intervento in Medio Oriente, perché chi non bombarda oggi non avrà tutele dei propri interessi domani. In questo momento quindi, questo vertice rappresenta un vertice di GUERRA in uno scenario veramente pericoloso, di scontro tra potenze regionali e mondiali.
Ancora una volta quindi la nostra città vivrà le sue zone rosse, saranno interdetti ponti e strade, si circolerà con il documento in mano, pieni di militari e polizia nelle strade, finanche con i cecchini appostati sui tetti. Militarizzati, saremo ancora una volta invitati a passare il week end fuori città, avremo ancora divieti e repressione per tutti coloro che vogliono manifestare il loro dissenso. Si può chiudere Ponte Vecchio per una sfilata, palazzo Vecchio per una cena di lavoro, mezza città per fare vertici di guerra ma non si può manifestare in Piazza della Signoria ed appena uno sciopero chiude per due ore una qualsiasi galleria allora è uno scandalo.

La Firenze contro la guerra sarà invece e comunque ancora nelle piazze, a denunciare il ruolo della NATO, degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e del nostro paese, nelle politiche di guerra e sfruttamento

11 novembre ore 21.00 - Polo Universitario di Novoli Assemblea Regionale

25 Novembre Manifestazione e corteo dalle 17.30 a Firenze contro il vertice NATO

Assemblea contro il vertice NATO di Firenze


Sabato 31 Ottobre 2015 A fianco delle Resistenze Anticapitaliste e Antifasciste

Volantino 31 Ottobre 2015 Manifestazione Toscana per il Kurdistan

Corteo regionale ore 15.30 P.zza Santa Maria Novella

Dal kurdistan alla palestina, dalla turchia al donbass, a fianco delle resistenze anticapitaliste ed antifasciste

Il 31 ottobre ed il 1 novembre le Comunità kurde e la solidarietà internazionale manifestano in tutto il mondo per sostenere la Rivoluzione del Rojava e la ricostruzione di Kobane, contro la repressione e gli attacchi militari della Turchia verso le organizzazioni popolari e rivoluzionarie kurde e turche ed a sostegno dell'esperienza del PKK-PYD di anticapitalismo, ecologismo, emancipazione di genere e rifiuto della società gerarchica e patriarcale, di superamento dello stato-nazione ed abbattimento delle frontiere nazionali, etniche e religiose. Anche in Toscana, a Firenze, la Comunità kurda Toscana ed il Coordinamento Toscano per il Kurdistan, promuovono un corteo regionale per sabato 31 ottobre.
Mentre la guerra e lo scontro militare tra interessi diversi domina lo scenario del Medio Oriente e non solo, oggi il nostro sostegno deve andare alle esperienze rivoluzionarie ed alle forze della sinistra che agiscono in quei territori e che possono rappresentare un punto di riferimento determinante rispetto ai mutamenti in corso nell'area. Questi sono per noi gli interlocutori necessari allo sviluppo di un confronto internazionalista. Non esistono fronti antimperialisti che passano da Iran o Russia, ma bensì una situazione complessa in cui i nostri interlocutori non sono genericamente i popoli o le masse ma quelle organizzazioni e movimenti che, dal Kurdistan alla Turchia, dalla Palestina fino alle forze antifasciste del Donbass, da Cuba al Venezuela, si pongono in termini di anticapitalismo ed antimperialismo, che cercano nelle loro aree di intervento di rivoluzionare i rapporti scoiali ed economici. Dalle organizzazioni popolari in Palestina, che stanno oggi riprendendo protagonismo con la cosiddetta Intifada dei Coltelli, alle organizzazioni rivoluzionarie turche, dall'antifascismo del Donbass al movimento kurdo guidato dal PKK-PYD, questo è il nostro internazionalismo.
Dopo la liberazione di Kobane e l'affermazione elettorale in Turchia del partito della sinistra kurda e turca del HDP, il regime turco da una parte ha continuato la sua politica di isolamento di Kobane e del Rojava, dall'altra ha accentuato la repressione e gli attacchi militari nei confronti dei militanti delle organizzazioni delle sinistre rivoluzionarie. Oltre 1400 arresti, decine di morti nei quartieri popolari delle città kurde e di Istanbul, attacchi continui con caccia e tank nei confronti della guerriglia del PKK e delle organizzazioni giovanili che hanno organizzato la resistenza e l'autodifesa contro lo stato d'assedio dichiarato in numerose città a maggioranza kurda. Le bombe nelle piazze, gli assalti e la pesante censura nei confronti di giornali e tv dell'opposizione, le irruzioni nelle sedi delle organizzazioni della sinistra kurda e turca che, sia nel Kurdistan che in molti quartieri delle grandi città turche stanno dando vita ad iniziative di autogoverno e di aperto rifiuto delle istituzioni turche in risposta alla brutale repressione dello Stato. Migliaia sono ormai le vittime del terrorismo di stato e della strategia della tensione che il regime dell'AKP sta conducendo in vista del nuovo turno elettorale del 1 novembre, in un estremo tentativo di superare le grandi difficoltà, sia all'interno del paese che in politica estera, cancellando l'HDP e conquistando finalmente la maggioranza assoluta. Le forze combattenti stanno rispondendo con azioni in tutto il Kurdistan, infliggendo all'esercito turco notevoli perdite e nella stessa Turchia sono numerosi coloro che scelgono la lotta armata. I lavoratori delle grandi fabbriche dell'Anatolia hanno proclamato scioperi e mobilitazioni per chiedere la fine degli attacchi del regime e nelle carceri i detenuti turchi e kurdi sono scesi in lotta con scioperi della fame ed iniziative di sostegno alle mobilitazioni.

Raccogliamo e rilanciamo l'appello delle organizzazioni kurde.
Per la liberazione di Ocalan e di tutti i prigionieri politici rivoluzionari, a sostegno del PKK, a fianco dei giovani che in Palestina sono protagonisti della resistenza all'occupazione sionista, a fianco delle organizzazioni rivoluzionarie che in tutto il mondo mettono in discussione il dominio capitalista, costruiamo la solidarietà internazionalista contro le guerre del capitale.

Centro Popolare Autogestito Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche.


Riceviamo da spazio autogestito - polo universitario di novoli
Con invito a diffondere e partecipare

Con la Palestina nel cuore!

Proiezione del docu-film "Israele, il cancro".

In merito alla proiezione del docu-film "Israele, il cancro", allo Spazio Autogestito di Novoli, apprendiamo con preoccupazione dalla stampa che dietro la lettera di diffida firmata dal Magnifico Rettore Alberto Tesi c'è l'ambasciatore di Israele in Italia. Non è la prima volta che si tenta di imbavagliare la libera espressione delle idee all'interno dell'Università di Firenze. Ancor più grave è il fatto che la censura avvenga a causa dell'indebita igerenza da parte di un rappresentante di uno stato straniero all'interno di un luogo deputato «al confronto fra prospettive e analisi differenti».

Ci teniamo a precisare che lo Spazio Autogestito non è assolutamente sovrapponibile al Collettivo Politico di Scienze Politiche, come riportato dai giornali. Più e più volte si è tentato di delegittimare, con campagne mediatiche diffamatorie, l'esperienza di autogestione - partecipativa e orizzontale - dello Spazio Autogestito e altrettante volte abbiamo dovuto precisare la verità dei fatti. Pertanto, sollecitiamo i giornalisti a fare il proprio lavoro, verificando le fonti per non incorrere in ripetuti errori. A scanso di equivoci e per l'ennesima volta, ripetiamo che lo Spazio Autogestito è uno spazio aperto a tutti gli studenti, gestito da un'assemblea autonoma che nessun legame ha con qualsivoglia collettivo o realtà politica. Quello che facciamo è portare avanti, attraverso iniziative aggregative e culturali, i valori dell'antifascismo, dell'antirazzismo e dell'antisessimo.

La scelta di proiettare "Israele, il cancro" è certamente di parte: ci scheriamo, infatti, dalla parte degli oppressi contro gli oppressori. Il docu-film testimonia l'occupazione e le violenze illegali perpetrate delle forze armate israeliane nei confronti della popolazione civile palestinese, trattando i fatti per i quali l'attivista italiana Samanta Comizzoli ha subito violenze, l'arresto e l'espulsione in totale violazione delle norme di diritto internazionale. Non ci stupisce, quindi, il disappunto dell'ambasciatore né il suo tentativo di tapparci la bocca...

Con cognizione di causa e dopo continui confronti e dibattiti, riteniamo utile nonché necessario prendere posizione e aprire il sipario su ciò che sui canali mainstream viene sempre celato dietro un'ipocrita imparzialità. Infatti, Israele, definito come "l'unica democrazia del Medio Oriente" è, invece, uno Stato fondato sulla guerra che, in spregio di qualsiasi norma di diritto internazionale, persegue da più di settant'anni una politica terroristica di genocidio e pulizia etnica nei territori palestinesi occupati militarmente. Tutto ciò è storicamente accertato da autorevoli intellettuali e storici anche israeliani (ad esempio vedi: Ilan Pappe, "La pulizia etnica della Palestina").

L'accusa di antisemitismo che ci è stata mossa contro non ci tocca, in quanto è fin troppo facile delegittimare chiunque critichi Israele con questi stratagemmi. Troviamo disgustoso il fatto che si tenti di far passare i carnefici come vittime.

Per queste ragioni invitiamo il Magnifico Rettore Alberto Tesi alla proiezione del film e al dibattito che seguirà. L'invito è rivolto, ovviamente, anche a tutti coloro che condividono i valori antifascisti e antirazzisti su cui si fonda lo Spazio Autogestito.

Ci vediamo giovedì 29 ottobre alle ore 16.00

Spazio Autogestito - Polo Universitario di Novoli


Venerdì 23 Ottobre 2015 Mobilitazione in solidarietà con la Resistenza palestinese

Riceviamo, pubblichiamo ed invitiamo a partecipare.

Volantino 23 Ottobre 2015 mobilitazione in solidarietà con la Resistenza palestinese


Firenze per la Palestina


Firenze Antifascista sul corteo di Sabato 17 Ottobre 2015

Volantino Corteo antifascista Sabato 17 Ottobre 2015


Oggi la firenze antifascista è scesa in piazza per esprimere la propria solidarietà ai compagni raggiunti da denunce e misure cautelari.

Hanno risposto all'appello più di 500 persone.

Molti gli slogan e gli interventi che hanno caratterizzato la manifestazione e che hanno saputo parlare in modo chiaro e diretto a tutti coloro che affollavano il centro cittadino su quale sia il ruolo dei neofascisti in questa fase: provocatori ed elementi di divisione tra gli oppressi e gli sfruttati.

Oltre i viali, in Piazza Savonarola, si sono concentrati invece alcune decine di fascisti (provenienti praticamente tutti da fuori città).

Una città completamente bloccata e blindata, divisa in due da un ingentissimo schieramento di forze di polizia per consentire ad una realtà neofascista, avulsa dal contesto cittadino, di sbraitare contro tutti coloro che considerano "diversi" e invocare "ordine contro caos".

Non sappiamo bene se quando parlano di CAOS si riferiscano alle guerre, alle devastazioni, alle disuguaglianze e allo sfruttamento che produce questo sistema, ma abbiamo chiaro che il loro ORDINE non fa altro che legittimare e riprodurre tutto questo.

La Firenze Antifascista anche oggi ha saputo dare una risposta importante che, coinvolgendo tanti studenti e lavoratori, ha ribadito che la presenza di questi figuri e della loro propaganda non è gradita.

Ogni qualvolta tenteranno di sfilare per le strade della nostra città, noi saremo sempre ai nostri posti!

Firenze Antifascista


Sabato 17 Ottobre 2015 Corteo Antifascista piazza S. Marco ore 15

Volantino 17 Ottobre 2015 Corteo Antifascista piazza S. Marco ore 15


Solidarietà agli antifascisti fuori i fascisti da Firenze!

Nei giorni scorsi, in relazione ai fatti delle Piagge di un anno fa, la digos ha notificato a 11 antifascisti fiorentini altrettante denunce e 3 misure cautelari contestando i reati di resistenza pluriaggravata, lesioni, adunata sediziosa, danneggiamento e porto d'arma: un obbligo di dimora, due obblighi di firma e sette compagn* denunciati a piede libero a fronte di una richiesta del PM di addirittura 3 arresti in carcere e 7 ai domiciliari. Il compagno per cui non erano state chieste misure cautelari invece è stato denunciato per manifestazione non autorizzata in quanto "organizzatore" del presidio e che, come tale, avrebbe dovuto impedire a tutti gli altri di partire in corteo!
I fatti. Era il 6 dicembre dell'anno scorso. I fascisti di Forza Nuova avevano convocato un presidio "contro il degrado" nella periferia delle Piagge con l'intento di cavalcare i recenti fatti di Tor Sapienza.
Il loro presidio però fu spostato e blindato a Peretola. Il presidio antifascista infatti era riuscito a prendersi la piazza impedendo il loro concentramento. Quando il presidio antifascista si trasformò in un corteo che avrebbe voluto percorrere via Pistoiese polizia e carabinieri bloccarono la strada: una scelta che produsse poi i tafferugli oggetto dell'indagine.
Queste denunce arrivano in coincidenza di una nuova mobilitazione convocata proprio da Forza Nuova. Infatti per il prossimo 17 ottobre i fascisti hanno indetto due manifestazioni: nel mattino a Bologna, nel pomeriggio a Firenze.
Il tempismo ci pare quantomeno sospetto e sembra un chiaro monito nei confronti di chi in questa città, lontano dalle solite litanie sul "diritto di tutti a parlare e manifestare" che tanto hanno contribuito allo sdoganamento dei neofascisti, non si è mai rassegnato a vederli sfilare, anche se sempre pochi e tristi, standosene con le mani in mano. Un tempismo che allo stesso tempo rassicura i fascisti, se mai ne avessero avuto bisogno, che la loro compatibilità e l'asservimento a questo sistema è premiato con protezione e agibilità politica, specialmente in questa fase in cui fingono di sbraitare contro banche e austerità ma nella pratica agiscono solo ed unicamente per impedire che i lavoratori italiani e immigrati si uniscano nella lotta contro lo sfruttamento.
Tutto ciò dopo che nell'ultimo mese 11 militanti di Firenze Antifascista erano già stati raggiunti da altrettante denunce per travisamento in relazione al corteo del 16 novembre 2013 organizzato dopo un'aggressione di Casa Pound ai danni di due compagni in piazza Repubblica.
Per questo la Firenze Antifascista fa appello a tutte le forze che si riconoscono nell'antifascismo perché sin da subito sia chiara ed esplicita la solidarietà nei confronti dei compagn* colpiti dalla repressione e si mobilitino per impedire che questi sporchi figuri tornino a insozzare le strade della nostra città.

Ora e sempre Resistenza!

Firenze Antifascista


Martedì 13 Ottobre 2015 alle ore 18.00 Manifestazione a Firenze sotto la Prefettura

Basta con il terrore di stato in Turchia, Erdogan assassino!

Nella mattina di sabato 10 ottobre con due diverse esplosioni è stata attaccata una manifestazione ad Ankara, convocata dai sindacati, di sostegno al partito della sinistra kurda e turca dell'HDP, per chiedere la fine degli attacchi contro il PKK, la smilitarizzazione delle città kurde sotto coprifuoco e la fine della repressione verso militanti della sinistra, attivisti, giornalisti, schierati contro il governo di Erdogan.

Dopo le bombe di Amed e Suruc con altre decine di morti il terrore di stato della Turchia, secondo esercito NATO, che il nostro sindaco si vanta di ospitare il 25 e 26 di novembre, ha causato 128 morti e centinaia di feriti tra i militanti di sinistra e dell'HDP. Non ha molta importanza chi siano gli autori materiali della strage, ISIS o altri settori foraggiati fino ad oggi dal regime di Erdogan. Questa strage vuole fermare lo sviluppo di un movimento kurdo e turco che sta seriamente mettendo in discussione il futuro della Turchia e dell'area, attraversata da guerre e conflitti profondi. Come sostenuto dai rappresentanti dell'HDP e del movimento kurdo questa bomba non fermerà questo processo.

Dal Kurdistan alla Turchia, da Parigi fino a Tokio, le comunità kurde e la solidarietà internazionale stanno scendendo in piazza. In italia, da Bologna, Milano, Pisa, Torino, Roma, decine sono le manifestazioni contro la strage di Ankara.

A Firenze Martedì 13 ottobre Manifestazione dalle ore 18.00 sotto la Prefettura

A fianco delle organizzazioni sindacali, dei movimenti politici e sociali turchi e kurdi che si oppongono al regime di Erdogan

Basta con il terrore di stato di Erdogan

Fuori il PKK dalla lista antiterrorismo

Denunciamo il sostegno al regime turco del nostro governo e dell'Unione Europea

Firenze in solidarietà con la resistenza kurda e turca


Solidarietà agli antifascisti fuori i fascisti da Firenze!

Ieri, in relazione ai fatti delle piagge di un anno fa, la digos ha notificato a 11 antifascisti fiorentini altrettante denunce e 3 misure cautelari contestando i reati di resistenza pluriaggravata, lesioni, adunata sediziosa, danneggiamento e porto d'arma: un obbligo di dimora, due obblighi di firma e otto compagn* denunciati a piede libero a fronte di una richiesta del pm di addirittura 3 arresti in carcere e 7 ai domiciliari. il compagno per cui non erano state chieste misure cautelari invece è stato denunciato per manifestazione non autorizzata in quanto "organizzatore" del presidio e che, come tale, avrebbe dovuto impedire a tutti gli altri di partire in corteo!

I fatti. Era il 6 dicembre dell'anno scorso.I fascisti di Forza Nuova avevano convocato un presidio "contro il degrado" nella periferia delle Piagge con l'intento di cavalcare i recenti fatti di Tor Sapienza.

Il loro presidio però fu spostato e blindato a Peretola. Il presidio antifascista infatti era riuscito a prendersi la piazza impedendo il loro concentramento.

Quando il presidio antifascista si trasformò in un corteo che avrebbe voluto percorrere via Pistoiese polizia e carabinieri bloccarono la strada: una scelta che produsse poi i tafferugli oggetto dell'indagine.
Queste denunce arrivano a poco più di una settima da una nuova mobilitazione convocata proprio da Forza Nuova. Infatti per il prossimo 17 ottobre i fascisti hanno indetto due manifestazioni: nel mattino a Bologna, nel pomeriggio a Firenze.

Il tempismo ci pare quantomeno sospetto e sembra un chiaro monito nei confronti di chi in questa città, lontano dalle solite litanie sul "diritto di tutti a parlare e manifestare" che tanto hanno contribuito allo sdoganamento dei neofascisti, non si è mai rassegnato a vederli sfilare, anche se sempre pochi e tristi, standosene con le mani in mano. Un tempismo che allo stesso tempo rassicura i fascisti, se mai ne avessero avuto bisogno, che la loro compatibilità e l'asservimento a questo sistema è premiato con protezione e agibilità politica, specialmente in questa fase in cui fingono di sbraitare contro banche e austerità ma nella pratica agiscono solo ed unicamente per impedire che i lavoratori italiani e immigrati si uniscano nella lotta contro lo sfruttamento.

Tutto ciò dopo che nell'ultimo mese 11 militanti di Firenze Antifascista erano già stati raggiunti da altrettante denunce per travisamento in relazione al corteo del 16 novembre 2013 organizzato dopo un'aggressione di Casa Pound ai danni di due compagni in piazza Repubblica.

Per questo la Firenze Antifascista fa appello a tutte le forze che si richiamano ai valori della Resistenza e alla pratica dell'antifascismo perché sin da subito sia chiara ed esplicita la solidarietà nei confronti dei compagn* colpiti dalla repressione e si mobilitino per impedire che questi sporchi figuri tornino a insozzare le strade della nostra città.

Ora e sempre Resistenza

Firenze Antifascista


Sabato 26 Settembre 2015 - Torneo di calcetto dai un calcio al razzista - Presentazione del libro Sankt Pauli siamo noi

Volantino 26 Settembre 2015 Torneo di calcetto dai un calcio al razzista Presentazione del libro Sankt Pauli


Dalle ore 10.30 al Circolo Arci Dino Manetti (via Baracca 2a, Campi Bisenzio) 8° edizione del torneo di calcio a 5 "Dai un calcio al razzista"

Alle ore 21.30 al K100fuegos Premiazione e presentazione del libro "Sankt Pauli siamo noi" con l'autore Marco Petroni


Mercoledì 16 Settembre 2015 - Manifestazione sotto il Consolato Turco a Firenze

Contro la repressione e gli attacchi del regime turco sosteniamo le forze della sinistra popolare e rivoluzionaria in Kurdistan e Turchia
dalle ore 18 manifestazione da Porta Romana al Consolato Turco

Dopo la vittoriosa liberazione di Kobane e l'affermazione elettorale in Turchia del partito della sinistra kurda e turca HDP, il regime turco ha drasticamente accentuato la repressione e gli attacchi nei confronti dei militanti e delle organizzazioni delle sinistre rivoluzionarie. Da luglio 2015 oltre 1200 arresti, decine di morti e feriti nei quartieri delle città kurde e nei quartieri popolari di Istanbul, città sotto coprifuoco ed assediate, attacchi continui con caccia e tank nei confronti della guerriglia del PKK e delle organizzazioni giovanili YDG-H che hanno da subito organizzato l'autodifesa dei loro quartieri per difendere la popolazione da raid ed arresti.
Le forze combattenti stanno rispondendo agli attacchi dell'esercito turco con azioni in tutto il Kurdistan, riuscendo ad infliggere notevoli perdite ad esercito e forze di polizia, mentre le organizzazioni sociali e popolari kurde e turche, stanno dando vita nelle città ad iniziative di autogoverno. Sia nel Kurdistan del nord che ad Istanbul ed Adana, dove la collaborazione tra le forze delle sinistre turche e kurda assume una sempre maggiore importanza e determinazione, le assemblee popolari hanno pubblicamente dichiarato di non riconoscere più alcuna legittimità alle istituzioni turche. Anche nelle carceri i prigionieri politici della sinistra kurda e turca sono scesi in lotta con scioperi della fame ed iniziative a sostegno delle mobilitazioni.
Decine di sindaci e cosindaci sono stati arrestati, l'esercito e la gendarmeria turca intervengono quotidianamente nelle diverse città che hanno dichiarato l'autogoverno e dove più forte è la resistenza popolare, come a Cizre, 150.000 abitanti, completamente isolata ma dove la resistenza non accenna a diminuire. Coprifuoco, aggressioni ed uccisioni di civili, incendi di sedi politiche e quotidiani di opposizione ad opera della manovalanza fascista ed ultranazionalista si verificano da giorni nelle maggiori città.
Se la Resistenza di Kobane ha suscitato, anche strumentalmente, tanta simpatia, solidarietà e attenzione da parte dei media, lo stesso non si può dire rispetto a quanto accade in Turchia. Anzi, come tradizione, i paesi occidentali, da sempre in prima fila nei proclami democratici ed anti-ISIS, stanno di fatto sostenendo il regime turco di Erdogan, concedendo alla Turchia di bombardare indisturbata sia in territorio iracheno che siriano e di gettare i presupposti ad una occupazione turca del nord Siria, nel tentativo di neutralizzare la rivoluzione del Rojava.
Kobane continua ad essere isolata e solo grazie alle proprie forze di autodifesa, YPG e YPJ, i kurdi sono riusciti a mantenere l'autogoverno ed a rafforzare il proprio controllo del territorio.
Nella settimana tra il 14 ed il 18 settembre, ad un anno dall'inizio dell'assedio di Kobane, una delegazione internazionale si recherà al confine tra Turchia e Rojava per sostenere la creazione di un corridoio umanitario per consentire la ricostruzione di Kobane. Negli stessi giorni il presidente turco Erdogan sarà a Milano per la sua passerella in Expo.
In questa settimana crediamo sia importante anche a Firenze manifestare, insieme alla Comunità Kurda della Toscana, il nostro sostegno alla Resistenza kurda e a tutte le forze della sinistra rivoluzionaria in lotta contro il regime turco, per la creazione di un corridoio umanitario per la ricostruzione di Kobane, sostenendo la rimozione del PKK dalla lista anti terrorismo di Usa e UE, la liberazione del presidente Ocalan e di tutti i prigionieri politici, e denunciando le azioni dei governi occidentali e della Turchia nella repressione e nella guerra.

Mercoledì 16 settembre dalle ore 18 manifestazione da Porta Romana al Consolato Turco

A fianco dei combattenti kurdi e turchi - Erdogan assassino - Libertà per tutti i prigionieri politici

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche


Venerdì 11 Settembre 2015 Che succede in Kurdistan?

Volantino 11 Settembre 2015 Che succede in Kurdistan


Venerdì 11 Settembre 2015 e Sabato 26 Settembre 2015 - Resistenza e Liberazione

Volantino Resistenza e Liberazione


Venerdì 28 Agosto 2015 Netanyahu non sei gradito a Firenze

Presidio ore 18.00 in Piazza de' Ciompi a Firenze

A poco più di un anno dall'ultimo massacro israeliano a Gaza, quando le strade di Firenze si riempirono di manifestanti per chiedere la fine dell'aggressione sionista contro la popolazione della Striscia, quella stessa città che ha a cuore la pace, i diritti umani e il rispetto del Diritto Internazionale, dichiara ospite non gradito il criminale Netanyahu, che nell'estate del 2014 ordinò l'operazione "Margine Protettivo" contro Gaza, costata la vita a più di 2000 civili palestinesi e un numero incalcolabile di feriti.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu visiterà Firenze su invito del premier Renzi, che nel suo recente viaggio in Israele ha ribadito i legami eccellenti tra i due paese in materia di sicurezza e cooperazione scientifico-militare. Nel suo tentativo di revisionismo del conflitto israeliano- palestinese Renzi non ha mancato di sottolineare come Israele, nato nel 1948, rappresenti addirittura le nostre radici e il nostro futuro. La Firenze antifascista, antirazzista e antisionista ritiene di non aver niente in comune con chi ha fatto delle aggressioni militari, dell'apartheid, della pulizia etnica e dell'occupazione la cifra della propria azione politica.

Benjamin Netanyahu, a capo del governo più oltranzista nella storia di Israele, sostenuto dall'ultra destra e dal partito dei coloni ampiamente rappresentato nel suo esecutivo, è fervido sostenitore della politica aggressiva degli insediamenti illegali in Cisgiordania che rubano terra e risorse ai palestinesi, contravvenendo al Diritto Internazionale e a qualsiasi possibilità di un futuro stato unico, multietnico e democratico. Entrambi i governi Netanyahu, responsabili di aver promosso l'odio razziale e messo in atto una lunga serie di norme contro l'eguaglianza tra ebrei e non ebrei, che hanno contribuito a determinare lo stato di apartheid in cui vivono oggi i palestinesi, hanno trascinato la società israeliana in un abisso razzista.

Renzi ha invitato questo criminale nella città del David di Michelangelo, simbolo di lotta per la libertà dichiarando:"In questo momento tutti siamo un David contro il Golia della barbarie". Renzi e Netanyahu: Il David di oggi è il ragazzo palestinese che rappresenta la resistenza palestinese e lancia pietre contro l'apparato distruttivo militare e contro la barbarie dello stato razzista di Israele!
Invitiamo la Firenze antifascista ed antirazzista ad esprimere il 28 agosto il suo dissenso alla visita di Netanyahu, ma anche per chiedere la fine dell'occupazione in Palestina e il rispetto da parte di Israele dei diritti del popolo palestinese, del Diritto Internazionale ed Umanitario.

Siamo sì antisionisti ma rigettiamo ogni possibile accusa di antisemitismo. Ribadiamo che anche i palestinesi sono semiti. Il sionismo non ha nulla a che vedere con la religione ebraica, ma cerca di sfruttare la memoria dell'olocausto per giustificare la propria esistenza e ogni barbarie che commette nei confronti del popolo palestinese.

Renzi nel suo discorso servile alla Knesset ha garantito che "l'Italia sarà sempre in prima linea contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido". Noi rispondiamo:"sterile e stupido" non è il boicottaggio di Israele, ma non far rispettare il diritto internazionale!

http://bdsitalia.org/index.php/ultime-notizie-sulbds/1822-netanyahu-firenze

Firenze per la Palestina


Quel che è successo martedí sera al Ponte di Mezzo

A FIRENZE NON SI PASSA!

Quel che è successo martedí sera al Ponte di Mezzo.
Qualche giorno fa è uscito l'elenco dei luoghi che potrebbero ospitare alcuni profughi a Firenze tra cui un edificio della ASL a Ponte di Mezzo e alcuni giornali cittadini, oltre ai soliti fascistelli, hanno iniziato a fare il loro meticoloso lavoro di propaganda becera e razzista.
Cosí alcuni abitanti di un condominio di Ponte di mezzo hanno deciso di chiedere all'amministratore di convocare una RIUNIONE DI CONDOMINIO per capire meglio ció che stava accadendo.

I fascisti, venuti a sapere da fonte certa della riunione, hanno pensato bene di cavalcarla e l'hanno trasformata di loro iniziativa in una ASSEMBLEA DI QUARTIERE con tanto di volantino affisso per le vie della zona. I condomini presenti a quella che per loro era una semplice riunone di condominio, ignari di quanto si stesse giocando sulle loro spalle, si sono ritrovati in mezzo alla provocazione fascista!
C'erano tutti: Forza Nuova, Progetto Dinamo, Casa Pound e due camice verdi... 20 in tutto.
La pronta reazione degli antifascisti ha disinnescato la gazzarra fascista e i QUATTRO condomini presenti per la riunione hanno tenuto a precisare che loro con i fascisti non c'entrano nulla.

A quel punto i fascisti, scortati dalla polizia, si sono spostati di un centinaio di metri facendosi ospitare da un "cittadino" del quartiere, tale MONICA MANZO: capetta dei forconi fiorentini, proprietaria di decine e decine di appartamenti sfitti o affittati a prezzi esorbitanti, responsabile di numerosi sfratti e della chiusura del cinema Manzoni che, schiacciato dalla concorrenza delle multisala, le aveva chiesto di abbassare l'affitto e si è visto chiudere le porte in faccia, talmente "onesta" da affittare fondi di 20 metri quadri a 800 euro al mese a famiglie di immigrati, che evidentemente a lei piacciono solo quando puó lucrarci.
La Manzo avrà approfittato dell'occasione per salutare tutti i suoi amici fascisti invitandoli nel suo attico forse prima di partire per le vacanze nella sua villa in Sardegna. Sono questi i momenti in cui capiamo il "profondo significato" dello slogan PRIMA GLI ITALIANI, con i fascisti a far da manovalanza ai soliti palazzinari, speculatori e padroni.

Per quanto ci riguarda invece vengono prima gli interessi delle classi subalterne, dei lavoratori, dei disoccupati, italiani o immigrati che siano, che cercheremo di far valare con la nostra lotta.

Ieri una parte di questi era in piazza per cacciare i fascisti che li guardavano dall'alto dell'attico di Monica Manzo mentre la polizia era in strada a proteggerli... una fotografia perfetta della realtà che abbiamo davanti ogni giorno!

Firenze Antifascista


Venerdì 24 Luglio 2015 Iniziativa e cena contro la repressione

Volantino 24 Luglio 2015 Iniziativa e cena contro la repressione


Giovedì 23 luglio 2015 dalle ore 18.30 ai giardini dell'area pettini (zona cure)

Volantino 23 luglio 2015 festa antifascista area pettini cure


Assemblea Permanente Antifascista del Quartiere 2
Firenze Antifascista


Domenica 19 Luglio 2015 Serata Fronte Palestina

Volantino 19 Luglio 2015 Serata Fronte Palestina


Venerdì 10 Luglio 2015 ore 20 Iniziativa e dibattito No Jobs Act

Volantino 10 Luglio 2015 Iniziativa e dibattito No Jobs Act


La resistenza È viva! viva la resistenza!

Firenze Antifascista esprime la proprio solidarietà ai ragazzi aggrediti da alcuni fascisti di Casapound in via Cimatori.

Non torniamo sulla dinamica dei fatti ormai già ampiamente descritta in altri comunicati e suoi giornali locali. Ci preme invece sottolineare alcuni aspetti.

Da una parte pensiamo sia necessario porre l'accento sulla maggiore agibilità che i fascisti stanno ottenendo anche a Firenze. Apertura di finte librerie e finti locali che di fatto sono gestiti da questi gruppuscoli (Casapound o la Fenice o altri....), qualche iniziativa, sempre ben nascosta e non pubblicizzata certo, in giro per la provincia. Presenza in centro in occasioni di massa, magari appoggiati al localino di turno come in questo caso, sono il segnale di come non sia possibile sottovalutare questi fenomeni.

Questo non vuol dire dare eccessiva enfasi a questo episodio o, come accade, parlare di fascismo a Firenze come un fenomeno radicato e socialmente presente. I fascisti in città continuano svolgere le loro iniziative a porte chiuse, blindati e protetti dalla polizia, non possono pubblicizzare le iniziative e, come accaduto varie volte, dalle nostre piazze sono stati mandati via a pedate nel sedere. E questo accade grazie proprio alla PRATICA e non alla RETORICA dell'Antifascismo: una pratica che sta costando cara in termini repressivi a molti antifascisti (denunce, processi, perquisizioni, arresti) ma indispensabile perché i fascisti non prendano campo in questa città, una pratica che tanti, anche nella sinistra, condannano con vigore.

E non a caso su questo episodio è stato riversato troppo stupore: cadere dalle nuvole quando i fascisti fanno i fascisti vuol dire non rendersi conto di ciò che appunto ci sta accadendo attorno, degli omicidi, degli accoltellamenti, degli assalti squadristi, dell'impunità e dell'agibilità di cui godono i gruppi neofascisti; e questo stupore è il frutto di decenni di abbandono dell'antifascismo da parte della sinistra democratica ed istituzionale, dai partiti ai sindacati, che, in nome di una falsa pacificazione nazionale che di fatto da legittimità proprio ai gruppi fascisti, da tempo tendono a relegare l'antifascismo, e le sue pratiche, nell'angolo della storia, ignorando come, in particolare in Europa, sia forte e radicato un sentimento reazionario di massa. I ragazzi si sono stupiti, la CGIL parla di episodio brutto proprio a Firenze, dimenticando che in questa città, solo 4 anni fa un omicida di Casapound uccideva due lavoratori senegalesi.

In questo senso invece a noi non stupisce neanche l'atteggiamento del servizio della FIOM che giovedì ha allontanato da Pizza Annigoni dei compagni che avevano esposto lo striscione "CHIUDERE I COVI FASCISTI" visto che l'unica reazione che si è avuta all'aggressione è stata quella di invocare la Questura e quelle istituzioni che, se in questo caso sono intervenute anche a tutela della CGIL stessa, sono di fatto conniventi con gli ambienti di destra neofascista.

Da parte nostra episodi come questo confermano la giustezza e l'importanza di una presenza antifascista coerente, che sappia indicare con chiarezza ruoli e responsabilità di fascisti ed istituzioni, denunciandone i legami ed i sostegni, anche economici su scala nazionale, e che sappia rilanciare allo stesso tempo la memoria storica e l'attualità dell'antifascismo.

Firenze, 20 giugno 2015

Firenze Antifascista


Non possono continuare ad ignorarci. Per contestare le scelte di questa politica lanciamo 2 appuntamenti

Volantino Volantino iniziative axpcn 16 e 18 Giugno 2015


La grande partecipazione popolare al corteo dell'11 Aprile e lo straordinario concerto dell'11 Giugno alle piagge dicono quanto chiaro e diffuso sia il rifiuto delle nocività e delle grandi opere che rischiano di compromettere il futuro di firenze e della piana.
Ad ignorare le migliaia di persone che si stanno mobilitando con forme e modi diverse e ad essere Sordi e Ciechi nella loro arroganza restano ancora le maggioranze politiche che amministrano i nostri territori.
A sostenere la politica ci sono, ben più determinanti dei consensi elettorali come hanno dimostrato le elezioni regionali, le grandi imprese che ricaveranno utili immensi dalle infrastrutture pubbliche; il gigante delle utilities Gruppo Hera per l'inceneritore, Corporacion America per l'aeroporto, ecc...
Le dichiarazioni pubbliche che "annunciavano" il via all'Inceneritore per l'estate si stanno avverando.
Il lungo percorso tecnico-amministrativo per AUTORIZZARE L'INCENERITORE DI CASE PASSERINI raggiungerà il termine il 18 Giugno quando si riunirà la conferenza dei servizi dei comuni della provincia di firenze.
Non possono continuare ad ignorarci.
Per contestare le scelte di questa politica lanciamo 2 appuntamenti:
Martedi 16 Giugno dalle 16.30 in p.zza del Comune a Sesto
Per sostenere una Mozione Contro l'Inceneritore che porterebbe il Comune di Sesto con parere contrario alla conferenza del 18 Giugno.
Giovedi 18 Giugno ore 9.00 in P.zza Puccini
Per contestare questa Conferenza dei servizi specchio di una politica insopportabile che ignora e disprezza le volontà delle stesse persone che sostengono costi e conseguenze delle loro
decisioni.

Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Lega + casapound = Andrea Barabotti

Crediamo che il ruolo svolto dalla Lega in questo momento sia sotto gli occhi di tutti: un partito che cerca di far leva sulle paure e l'insicurezza (che loro stessi hanno contribuito a creare) delle classi subalterne, con l'utilizzo delle categorie più populiste, razziste, reazionarie e guerrafondaie. Non è un caso che in Toscana e specialmente nella circoscrizione di Firenze si sia assistito alla candidatura di personaggi che frequentano le iniziative del Ghibellin Fuggiasco, si sia andati a cercare i voti alle Piagge con l'appoggio di alcuni militanti di Forza Nuova e Andrea Barabotti fosse sostenuto e espressione dell'alleanza con Casa Pound. Proprio su Andrea Barabotti vogliamo soffermarci per un attimo perchè venga compresa a pieno l'infamia che contraddistingue questo personaggio e di conseguenza di Casa Pound che lo ha sostenuto come fosse a tutti gli effetti il suo candidato alle regionali.

Andrea Barabotti è responsabile della denuncia nei confronti di alcuni compagni e delle misure cautelari cui essi sono stati sottoposti con arresti domiciliari e obblighi di firma alcuni anni fa. Andrea Barabotti con i suoi compari della Lega si è costituito parte civile nel processo che vede imputati 85 compagni* e in parallelo nel processo che ha visto come imputati altri compagni giudicati dal tribunali dei minori. Il processo per i compagni giudicati dal tribunale dei minori si è già concluso con l'assoluzione dei compagni proprio perchè la testimonianza dei leghisti è stata considerata inattendibile, mentre l'altro processo, quello contro il Movimento fiorentino, è ancora in corso. Andrea Barabotti contribuisce attivamente alla repressione di quegli studenti e di quei lavoratori che in questi anni a Firenze hanno lottato contro le politiche di austerità, di tagli ai servizi, di sfruttamento sul lavoro, per il diritto alla casa e allo studio. Lo ha fatto anche per puro interesse personale cercando di ottenere soldi e risarcimenti proprio da chi fa parte di quella larga schiera che "suda" per arrivare alla fine del mese.

Questo dovrebbe chiarire, anche se solo in parte, di che pasta siano fatti personaggi come Andrea Barabotti, viscidi, falsi, mantenuti dal partito, dalle sue ruberie e da fondi pubblici e allo stesso tempo dei suoi sostenitori di Casa Pound che tanto si ammantano e vantano di un'etica che nella realtà a loro non appartiene: divisi o assieme rimangono quello che la storia ci ha insegnato a farci conoscere, SERVI ed INFAMI!

Solidarietà ai compagni e alle compagne sotto processo!

Firenze Antifascista


Giovedì 11 Giugno 2015 Musica ed artisti contro gli inceneritori - Basta Nocività

Volantino 11 Giugno 2015 Musica ed artisti contro gli inceneritori - Basta Nocività


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Venerdì 29 Maggio 2015 Presidio in Via di Novoli ore 20.00 contro inceneritori, aeroporto, speculazioni e precarietà - Difendiamo ambiente salute e lavoro sostenendo le alternative.

Volantino 29 Maggio 2015 Presidio contro inceneritori, aeroporto, speculazioni e precarietà


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Sabato 23 Maggio 2015 Una giornata in difesa del territorio e della salute

Volantino 23 Maggio 2015 una giornata in difesa del territorio e della salute


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Venerdì 22 Maggio ore 19.00 Manifestazione antifascista alle Cure

Volantino 22 Maggio Presidio antifascista alle Cure


Fuori i fascisti da Firenze!

E' durata veramente poco la facciata ipocrita con cui i fascisti de La Fenice si sono presentati al quartiere delle Cure. Venerdì 22 maggio la loro sede, il Ghibellin Fuggiasco in via Pagano 12, ospiterà il responsabile nazionale di "lealtà azione", Stefano del Miglio. Non è una sorpresa, solo poche settimane fa fuori Firenze si è tenuto l'ultimo concerto organizzato in collaborazione con questo movimento nazista, una collaborazione che è diventata sempre più stretta negli ultimi anni.

Dietro "lealtà azione" si nasconde un manipolo di fanatici che credono nella supremazia della razza bianca. A questa sigla fa riferimento infatti la rete degli "Hammerskin", nata negli anni '80 a seguito di una scissione con il Ku Klux Klan statunitense. Questa realtà, che ha in Lombardia la sua base di militanti, è stata pro­mo­trice di raduni e con­certi anche a carat­tere internazionale, il più impor­tante si è svolto del 15 giu­gno 2013 alla peri­fe­ria di Milano, con dele­ga­zioni nazi­ste da mezza Europa ed espo­nenti del Ku Klux Klan. Hanno aperto sedi a Milano (quar­tiere Cer­tosa), Bol­late, Lodi e Monza, con una dispo­ni­bi­lità di risorse finan­zia­rie deci­sa­mente supe­riori a quella delle altre organizzazioni neofasciste. La sede milanese di Certosa è stata concessa in comodato d'uso gratuito da Michelangelo Tibaldi, imprenditore in odore di Ndrangheta.

I suoi aderenti si sono resi responsabili negli anni di diverse aggressioni contro chiunque la pensi diversamente da loro. Stefano del Miglio vanta nel proprio "curriculum" un duplice tentato omicidio e aggressioni armate ai danni di militanti dei centri sociali milanesi. Insieme a lui, nell'aggressione che nel 2004 a Milano lasciò sul terreno ben 6 feriti, Giacomo Pedrazzoli, altro camerata di "lealtà azione" che è venuto a festeggiare l'uscita dal carcere proprio a Firenze con un concerto organizzato dai fascisti de La Fenice.

Come gli altri gruppi neofascisti, "lealtà azione" rivendica con orgoglio l'esperienza della repubblica sociale eapprofitta della propaganda istituzionale revisionista sulle foibe e il cosiddetto "olocausto italiano" per fomentare l'odio anticomunista e antislavo. Lo scorso 25 aprile erano in prima fila a commemorare al cimitero monumentale di Milano i caduti della RSI e dei volontari italiani SS con una sfilata in stile militare e sfoggio di bandiere e saluti romani. Così come ogni anno sono in prima fila, nella giornata in cui il ricordo della "vittima" Ramelli diventa l'occasione per cancellare la violenza dei fascisti negli anni Settanta contro proletari e studenti: stragi (piazza Fon­tana, piazza della Loggia) e un'impressionante esca­la­tion di vio­lenze squa­dri­ste: tra il gen­naio 1969 e il mag­gio 1974, solo in Lombardia, 180 aggres­sioni, 46 deva­sta­zioni, 36 lanci di bombe a mano o ordi­gni simi­lari, 63 lanci di bombe molo­tov, 14 esplo­sioni di bombe carta, dieci atten­tati esplosivi, 25 casi di ritro­va­menti di armi o esplo­sivi, 35 aggres­sioni a colpi di pistola, dieci accol­tel­la­menti e 30 incendi.

Si tratta della stessa retorica ipocritamente vittimista che Stefano del Miglio porterà a Firenze nell'iniziativa del 22, dedicata appunto a Ramelli. Una retorica che non può cancellare la realtà storica del fascismo e la propaganda razzista con cui oggi i fascisti vogliono dividere le classi popolari, contrapponendo italiani e immigrati, a tutto beneficio dei padroni e delle logiche di guerra di cui l'Unione Europea, con l'Italia in prima fila, si rende promotrice con sempre maggiore aggressività.

Invitiamo perciò tutti gli antifascisti a scendere in piazza venerdì 22 maggio per ribadire che per questi lugubri personaggi a Firenze non c'è spazio.
Fuori i fascisti dai nostri quartieri!
Firenze è antifascista!

Firenze Antifascista


25 Aprile 2015 in Piazza S. Spirito

25 Aprile 2015 in Piazza S. Spirito


A partire dalle 15.00 banchini informativi, musica, interventi, cibo e bevande

Alle 17.00 CORTEO fino a Piazza Tasso e ritorno in S. Spirito

Al ritorno i canti del MENESTRELLO

A seguire CENA in piazza e CONCERTO con
IVANOSKA e BANDA K100

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

A 70 anni di distanza dal 25 Aprile 1945, le ragioni che portarono i partigiani a prendere le armi sono più attuali che mai. Durante la Resistenza gran parte delle formazioni partigiane affrontavano fascisti e nazisti armi in pugno non solo per farla finita con la dittatura, ma per un mondo libero da ingiustizia, sfruttamento e guerra. La loro era una battaglia contro i padroni non meno che contro i loro tirapiedi fascisti. Oggi affrontiamo gli stessi nemici. I padroni che approfittano della crisi per sfruttarci sempre di più, e ci minacciano o ci licenziano se lottiamo per i nostri diritti. Il governo Renzi che, come tutti quelli che si sono succeduti nei decenni, attacca le condizioni di vita e di lavoro di operai, pensionati, disoccupati, studenti con controriforme come il Jobs act o la cosiddetta "buona scuola", con il piano casa, i tagli alla sanità, le grandi opere. Le forze della repressione, sempre pronte a colpire con denunce, arresti, processi chi si oppone a tutto questo. E infine i fascisti, che mai sono scomparsi dal panorama politico di questo paese, e dal 1945 hanno continuato ad occupare posti chiave nello Stato, dalla magistratura, alla polizia, all'esercito, coprendo le bombe, gli omicidi, le aggressioni degli squadristi che mai sono cessate contro lavoratori, migranti e antifascisti.

Il compito che i fascisti sono chiamati oggi a svolgere dal capitale è di dividere le classi popolari, fomentando l'odio contro l'immigrato con parole d'ordine populiste e razziste, e scatenando così una guerra tra poveri, mentre non una parola viene spesa contro chi sfrutta o delocalizza all'estero, contro le aggressioni militari e il saccheggio delle risorse che spingono migliaia di proletari ad emigrare. Ricordiamo che proprio in questa città il fascista Casseri, militante di Casapound, ha messo in pratica le sue idee razziste uccidendo due lavoratori senegalesi e ferendone gravemente un terzo. E ora Casapound sta cercando di mantenere aperta una sede a Coverciano, camuffata da libreria, la cui presenza è stata chiaramente rifiutata dal quartiere. La questura ha risposto alla mobilitazione antifascista prima proteggendo notte e giorno la sede e militarizzando il quartiere, e poi con le denunce contro gli antifascisti.

I fascisti alzano il tiro anche perché si sentono legittimati da decenni di propaganda revisionista e dalla sistematica diffamazione della Resistenza alimentata da tutti i partiti istituzionali. In particolare Casapound cerca oggi una piena agibilità istituzionale attraverso l'alleanza elettorale con la Lega di Salvini. Non si può negare il diritto di parola a chi si presenta alle elezioni, dicono istituzioni e giornalisti, e così la "libertà di espressione" dovrebbe diventare, secondo questi soggetti, lo scudo per far circolare liberamente nei quartieri popolari la propaganda fascista di Lega, Forza Nuova, Casapound, e per coprire le loro azioni squadriste.

Secondo le istituzioni chi si oppone ai razzisti si pone contro la legalità, e questo non può meravigliarci perché la legge è sempre e soltanto uno strumento nelle mani delle classi dominanti. L'unico antifascismo che conosciamo, e l'unico che realmente produce risultati, è quello quotidiano, vissuto nei quartieri, che non conosce deleghe. Un antifascismo che non ha nulla a che spartire con chi nel giorno della Liberazione vorrebbe provocatoriamente sfilare a Milano accanto agli oppressori del popolo palestinese, sotto le bandiere sioniste responsabili dei massacri di Gaza; né con chi, dal governo e dall'opposizione, promuove e sostiene le aggressioni militari in Siria, Libia, come già in Jugoslavia, e appoggia i gruppi nazisti in Ucraina. Per questo il nostro 25 Aprile non avrà nulla di rituale, ma sarà una giornata di solidarietà militante verso tutti gli antifascisti, e in particolare Emilio, del centro sociale Dordoni di Cremona, gravemente ferito dagli squadristi di Casapound, e sarà una giornata di mobilitazione anticapitalista, perché la Liberazione arriverà veramente solo quando gli ideali sociali che hanno guidato la Resistenza saranno realizzati e lo sfruttamento cancellato definitivamente dalla Storia.

Firenze Antifascista


25 Aprile 2015 in Valibona

Volantino 25 Aprile 2015


Mercoledì 22 Aprile 2015 Presidio ore 18 Piazza Piave Firenze

Volantino 22 Aprile 2015 Presidio ore 18 Piazza Piave Firenze


Assemblea NO Jobs Act Firenze


Lunedì 20 Aprile 2015 assemblea pubblica a Villa Montalvo a Campi Bisenzio

Volantino 20 Aprile 2015 assemblea pubblica a Villa Montalvo a Campi Bisenzio


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Domenica 19 Aprile 2015 ore 15.00 - Ultimo laboratorio su Freepto

Volantino laboratori Freepto


Domenica 19 Aprile 2015 ore 15.00
Presentazione di freepto con il collettivo Avana.
Strumenti utili per la posta, la navigazione web, l'uso dei social network, chat, instant messaging.


Sabato 18 Aprile 2015 Corteo Antifascista - No Casa Pound Coverciano

Volantino 18 Aprile 2015 Corteo Antifascista


Nessuno spazio a chi soffia sul fuoco della crisi
Via i fascisti, fuori Casapound dalle città!


Da quasi tre mesi a Coverciano è stata aperta una sede dei fascisti di Casapound, un fondo di 25 mq ufficialmente riconducibile ad una sedicente "libreria Il Bargello".
Come Assemblea Permanente Antifascista ci siamo subito mobilitati per informare gli abitanti del quartiere circa il ruolo di questi soggetti, i quali pubblicamente si presentano come "associazione culturale di promozione sociale", ma in realtà sono i soliti fascisti nostalgici della RSI (Repubblica di Salò) da tempo coinvolti in aggressioni contro studenti e lavoratori.
Il nome della "libreria" aperta in Via D'Annunzio si ispira direttamente all'omonima rivista fondata da Pavolini, colui che istituì le Brigate Nere della RSI e organizzò i franchi tiratori a Firenze, cecchini che sparavano dai tetti contro chi prendeva parte alla Resistenza o, semplicemente, la sosteneva.
I responsabili locali di Casapound (come Saverio di Giulio) e nazionali (Simone di Stefano) rappresentano in modo emblematico i loro adepti: il primo lo ricordiamo accanto al killer Gianluca Casseri, autore della strage di piazza Dalmazia nel dicembre 2011, il secondo è attualmente il portaborse ufficiale di Mario Borghezio, europarlamentare razzista della Lega Nord di Salvini.
Il 28 febbraio scorso, durante una manifestazione a Roma, la Lega ha pubblicamente sdoganato Casapound ed i fascisti tutti, compresi quelli di Fratelli D'Italia di Giorgia Meloni. Come vediamo, in tempi di crisi economica non solo a pagare sono sempre lavoratori, pensionati e disoccupati, ma i grandi interessi organizzati utilizzano i gruppi reazionari per fare il lavoro sporco, soffiando sul fuoco del malcontento sociale.
Da parte nostra intendiamo respingere questa strategia da "guerra tra poveri", portata avanti su scala nazionale come nella nostra città: mentre chi perde il lavoro viene lasciato a se stesso, gli attacchi ai salari generalizzati e i bisogni dei senza casa ignorati, i fascisti vengono legittimati come "parte del gioco democratico".
Noi la pensiamo diversamente ed è per questo che invitiamo il quartiere e tutta la città a partecipare al corteo di sabato 18 aprile, con ritrovo ore 15 al sacrario dei caduti di Campo di Marte, viale Paoli (zona stadio), per ribadire che:
- nessuna agibilità politica può essere concessa a Casapound e ai fascisti tutti
- diciamo no alla militarizzazione del quartiere, presente da quando è aperta la sede in Via D'Annunzio
- respingiamo le intimidazioni della Questura, che ha recapitato diverse denunce a chi fino ad oggi si è opposto ai fascisti, in base alle stesse leggi del ventennio.
Sì alla solidarietà e al coordinamento delle forze sociali colpite dalla crisi, contro ogni razzismo, nazionalismo e xenofobia, per una società senza la barbarie del presente.

Assemblea Permanente Antifascista di Quartiere


Grande partecipazione popolare alla manifestazione dell'11 aprile!

Comunicato stampa
Grande partecipazione popolare alla manifestazione dell'11 aprile!
Prossimo appuntamento il 20 aprile a Villa Montalvo

Grande partecipazione popolare, ben oltre le previsioni, alla manifestazione dell'11 aprile per dire basta nocività nella Piana Firenze-Prato-Pistoia, No a tutti gli inceneritori, al nuovo aeroporto di Firenze ed alla logica delle grandi opere inutili e dannose, Sì alle alternative, all'acqua bene comune pubblica e non inquinata, ai basilari diritti sociali delle popolazioni.

Oltre 6.000 persone hanno partecipato ad un vivace, colorato e combattivo corteo che ha percorso il lungo itinerario dalla Casa Rossa dell'Osmannoro (Sesto Fiorentino), nei pressi di Case Passerini dove vorrebbero costruire il nuovo inceneritore, passando dentro all'abitato di Peretola, vicino all'aeroporto, fino alla Regione Toscana, presieduta da Enrico Rossi, controparte politica dei movimenti, insieme a Renzi e Nardella. Nel Parco di San Donato, in via di Novoli a Firenze, si è tenuto un appassionato e importante intervento conclusivo di Rossano Ercolini, storico attivista della Strategia Rifiuti Zero, premio Goldman per l'ambiente.

Quattro km e mezzo di volontà popolare per affermare e riprendersi il diritto alla salute, al territorio ed al lavoro, cittadini/e, lavoratori/trici, studenti, famiglie intere, bambini/e, anziani provenienti da tutta la Piana, da Campi, Sesto, Calenzano, Signa, Firenze, Prato, Pistoia, dal Mugello, che hanno manifestato con cartelli, striscioni, bandiere, tamburi, maschere, palloncini, autoprodotti con fantasia (c'erano anche due capre), abitanti delle diverse "periferie e centri minori" che hanno voluto così riprendere la parola. Significativo e importante l'incontro in viale Gori tra chi lotta per il diritto alla casa ed i manifestanti.

La manifestazione è stata promossa ed autogestita da ben 24 realtà sociali e territoriali: vari comitati no inceneritori e no aeroporto, l'Assemblea per la piana, il Forum toscano movimenti per l'acqua, associazioni ambientaliste, agricole, per i beni comuni, esperienze di cittadinanza attiva, le mamme no inceneritore, grande novità e forza di questo corteo, No Tav, sindacati come i Cobas e la CUB che hanno indetto sciopero per sottolineare il rapporto stretto tra salute e lavoro, la Flc Cgil, i collettivi studenteschi. Tra le numerose adesioni importante sottolineare Medicina Democratica, Medici per l'ambiente, gruppi di acquisto solidale, la Comunità delle Piagge, i centri sociali Camilo Cienfuegos, next Emerson e Centro Popolare Autogestito-Fi Sud, ANPI, Stop TTIP, WWF, Rete Toscana dei Comitati, le forze politiche Movimento 5 stelle, Rifondazione Comunista, Altra Europa con Tsipras, Pcl, gruppi consiliari "Firenze a sinistra" e "Sesto bene comune".

La mobilitazione ha lanciato una sfida aperta al potere politico ed economico, ed ovviamente non si ferma qui.
Il grande successo della manifestazione rappresenta una spinta per tutti per andare avanti sui nostri obiettivi, un primo risultato del grande lavoro collettivo e unitario di tutti i promotori, da far crescere insieme all'autonomia e all'indipendenza del movimento.
Per questo è stata convocata per lunedi 20 aprile 2015 alle ore 21 a Villa Montalvo, Campi B., una assemblea per decidere insieme le iniziative da intraprendere per dare continuità alla mobilitazione.

I promotori della manifestazione


Sabato 11 Aprile 2015 Manifestazione popolare No inceneritori No aeroporto SI acqua bene comune

Volantino 11 Aprile 2015 Manifestazione No inceneritori No aeroporto

Volantino 11 Aprile 2015 Sciopero generale provinciale


Riprendiamoci subito territorio, salute e lavoro.
No inceneritori No aeroporto SI acqua bene comune


BASTA nocività nella Piana Firenze-Prato-Pistoia
le alternative ci sono!

Ritrovo ore 15 Casa rossa Osmannoro
arrivo alla sede della Regione in via di Novoli ore 18 circa (al parco di S.Donato)

Bus navetta per il ritorno
Indetto Sciopero Generale Provinciale da Cobas e Cub

Nei prossimi mesi, Quadrifoglio-Hera (Qthermo) e Aeroporto di Firenze (AdF) vorrebbero aprire i cantieri!

Fermiamo l'inceneritore di Case Passerini per dire SI alla strategia rifiuti zero, per differenziare, ridurre, recuperare, cambiare il modo di produrre/consumare le merci, per creare nella Piana un grande"Distretto del riciclo e del riuso"con effetti positivi per nuova occupazione e nuove economie, per dire basta alla combustione dei rifiuti, ai danni per la salute e l'ambiente, allo spreco di risorse, come avviene tuttora a Montale.

Fermiamo il nuovo aeroporto di Firenze per dire SI a collegamenti ferroviari veloci con lo scalo di Pisa e limitare l'attività dell'attuale aeroporto di Peretola, già incompatibile con la vita delle popolazioni circostanti.
La Piana Firenze-Prato-Pistoia non ha lo spazio per costruire un nuovo costoso aeroporto da 5 milioni di passeggeri all'anno: un grande affare per pochi che distruggerebbe le condizioni di vita delle popolazioni (rumori, inquinamento, danni alla salute, alterazione dell'assetto idrogeologico..), cancellerebbe le Oasi esistenti (già pagate con soldi pubblici) e il Parco della Piana, progettato da circa 20 anni per salvaguardare le aree verdi e le attività agricole, metterebbe a rischio il Polo Scientifico di Sesto F.no, sarebbe incompatibile con le funzioni già realizzate e previste nell'area.

Il territorio e' gia' saturo di inquinamenti e veleni
Lotte, movimenti e comitati hanno costruito in questi anni nuovi legami solidali, veri e propri "laboratori di concrete alternative" per una migliore qualità della vita e del lavoro, per un territorio vivibile.
Abbiamo bisogno di:
- una diversa mobilità basata sul trasporto pubblico e non di nuove impossibili autostrade che aumentano il traffico privato e la congestione delle città,
- un vero Parco centrale della Piana, cuore verde della nuova città metropolitana, - fermare la cementificazione, il consumo di suolo e le grandi opere inutili e dannose, come la TAV, funzionali solo a potenti interessi economici, fonte di corruzione e di spreco del denaro pubblico,
- acqua pubblica e non contaminata da amianto e altri veleni

Rimettiamo al centro del nostro futuro i diritti basilari e i beni comuni delle popolazioni, come salute, lavoro, casa, scuola, servizi sociali. Abitanti, lavoratori, studenti, mobilitiamoci in prima persona senza delegare nessuno!

E' possibile fermare le scelte di Governo, Regione e amministrazioni locali!
A tutti/e, chiediamo impegno, partecipazione e coerenza sugli obiettivi comuni.

Promuovono:
Assemblea per la piana Contro le Nocività
Alleanza Beni Comuni Pistoia
COBAS Firenze
Collettivo di Scienze Politiche
Comitato No Tunnel Tav Firenze
Coordinamento Comitati della Piana
Coordinamento Comitato per la della Piana Salute Prato e Pistoia
Coordinamento Toscano Diritto alla Salute
CUB Firenze
Forum Toscano Movimenti per l'acqua
Mamme No Inceneritore
Sesto Bene Comune
Una Città in Comune
Un'altra Sesto è Possibile
VAS vita ambiente e salute onlus
Altra Agricoltura Toscana
Associazione Piazza Vittoria
Associazione RifiutiZero Firenze
Collettivo Scientifico Autorganizzato
Comitato No Aeroporto Campi Bisenzio
Comitato Oltre Poggio a Caiano - Carmignano
Comitato Piazza Brunelleschi
FLC CGIL Firenze
Perunaltracittà Firenze

Video spot: https://www.youtube.com/watch?v=Q5sNuCx84hs

L'assemblea per la piana contro le nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Volantino 10 Aprile 2015 Documentario Palesitna

Venerdì 10 Aprile 2015 Proiezione film documentario sulla situazione in Palestina

Ore 19:00 proiezione di del documentario "The fading Valley", 2013 di Irit Gal, in lingua originale con sottotitoli in italiano (qui il trailer).

Nel film, Gal racconta cosa succede nella Valle del Giordano, un'area fertile che si trova nella Cisgiordania occupata, dove i pascoli dei contadini palestinesi sono stati dichiarati zona sotto il controllo militare, i pozzi sono stati chiusi e l'acqua deviata verso le colonie israeliane, lasciando gli abitanti della valle in grande difficoltà.

A seguire cena di finanziamento per prenotazioni ed info: info@k100fuegos.org - 3292451019

A seguire dibattito


Comunicato solidarietà arresti Cremona

Firenze Antifascista esprime la sua massima solidarietà agli arrestati per il corteo  avvenuto il 24 Gennaio, in risposta all' aggressione squadrista subita dal CSA Dordoni, ad opera dei neofascisti di Casapound. Un vero e proprio assalto armato, con catene e bastoni, che ha procurato il coma e una lunga e gravosa riabilitazione al compagno Emilio.
Il 24 Gennaio c'eravamo tutti per chiudere i covi fascisti e mettere la parola fine a simili episodi. Ma, come sempre avviene, lo Stato si è fatto complice della violenza neofascista, prima difendendo a suon di Polizia e lacrimogeni la sede cremonese di Casapound, poi arrestando, il 31 Marzo, due compagni che avevano partecipato alla manifestazione di risposta con l'accusa di devastazione e saccheggio.
Un reato risalente al codice Rocco, tristemente in voga al giorno d'oggi, capo d'imputazione delle sentenze per i fatti del G8 2001, che hanno visto ben dieci condanne a svariati anni di carcere. Infine, notizia di oggi, l'apparato statale ha tratto in arresto 7 compagni del Dordoni, di cui cinque ai domiciliari e due in carcere, per i fatti del 18 Gennaio, nel quadro di un operazione che ha visto anche l'arresto di altri nove neofascisti.
Il disegno è chiaro: equiparare le due parti trasformando l'aggressione fascista in una "maxi-rissa", criminalizzando chi ha osato difendere il posto in cui lotta ogni giorno, e impedire  la partecipazione dei militanti del CSA Dordoni alle manifestazioni del 25 Aprile a Cremona e del 1 Maggio a Milano, operando un vero e proprio arresto preventivo. Come se non bastasse, nell'operazione è incluso anche il compagno Emilio, colpevole di essere stato lasciato in fin di vita dall'infamia squadrista.
In tale clima repressivo e in una fase in cui il neofascismo cerca sempre più spazio attraverso l'alleanza con il leghista Salvini e continua a rendersi protagonista di aggressioni ai danni di militanti antifascisti, come avvenuto pochi giorni fa a Napoli, è necessario estendere la solidarietà e rilanciare la lotta.
Con questo spirito diamo appuntamento Sabato 18 Aprile, alle ore 15, al sacrario dei caduti di Campo di Marte (viale Paoli) per la manifestazione contro l'apertura della sede di Casapound a Coverciano e con la stessa forza rilanciamo la giornata del 25 Aprile, che ci vedrà in piazza Santo Spirito dalle 15, e dalle 17 in corteo, per un antifascismo reale e militante, più che mai lontano dall'antifascismo di facciata proprio delle istituzioni.

CONTRO LA REPRESSIONE ESTENDERE LA SOLIDARIETÀ E RILANCIARE LA LOTTA
NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!

ARE, ALBERTO, EMILIO, GIAN, ROMA, JONNY, PIPPO, MATTIE E AIOUB LIBERI SUBITO!

Firenze Antifascista


Volantino 4 Aprile 2015 Cena Piana

Volantino Sabato 4 Aprile 2015 Serata Punk OI

Sabato 4 Aprile 2015 Cena finanziamento Assemblea per la Piana contro le nocività

Ore 20.30 Cena - per prenotazioni ed info: info@k100fuegos.org

A seguire Presentazione del dossier sul gruppo Hera (società che costruirà l'inceneritore a Case Passerini) a cura dei compagni del cs Guernica di Modena

A seguire concerto Punk OI con:
Billyboy e la sua banda e Hot Jocker

 

Verso la manifestazione del 11 Aprile 2015


Riceviamo e invitiamo a partecipare

Lunedì 30 Marzo 2015 Presidio Giornata della Terra

Firenze per la Palestina invita tutti a partecipare al presidio per la commemorazione della Giornata della Terra
Ore 17:00 Piazza Ripubblica - Firenze
 
Il 30 Marzo è per i Palestinesi di tutto il mondo "Yum al-Ard", la "Giornata della Terra", celebrazione istituita per testimoniare e ricordare l'ingiustizia della confisca e della distruzione di gran parte dei territori della Palestina da parte del Governo Israeliano.

Questa ricorrenza è anche l'occasione per rievocare i tragici avvenimenti del 1976, quando i Palestinesi rimasti nel 1948 nelle loro terre occupate dall'esercito israeliano, dopo che la maggior parte della popolazione era stata espulsa, scesero in piazza per difendere il diritto alla loro terra che sarebbe stata espropriata a favore della componente ebraica.

Ventotto anni di occupazione erano stati, infatti, segnati da leggi repressive, coprifuoco, divieti di spostamento, confisca delle terre, distruzione di villaggi, divieto di espressione e di organizzazione: tutti tentativi di cancellare l'identità fisica, storica e culturale della terra palestinese.

Il 30 Marzo 1976, in tutte le zone arabe sotto il controllo di Israele, fu indetta una manifestazione per protestare contro gli espropri di terra, ma fu repressa nel sangue dalla polizia: sei palestinesi, tra cui una donna,  furono uccisi, ci furono decine e decine di feriti e centinaia di arresti.

Celebrare oggi, la Giornata della Terra, significa supportare il diritto legittimo alla resistenza del popolo palestinese contro l'espropriazione, la colonizzazione, l'occupazione e l'apartheid tuttora in corso sia in Israele che nei Territori Occupati della Palestina. Questo processo di confisca di terra non ha mai avuto fine e sta portando ad una totale "ebraicizzazione" di tutte le aree che, in territorio israeliano, sono abitate in prevalenza da cittadini Arabo-Palestinesi.

Fino  a che  il Governo Israeliano non cesserà di negare l'esistenza del popolo palestinese e del suo diritto a vivere nella propria terra e non sceglierà di imboccare realmente la strada del dialogo e della comprensione, noi ci schiereremo a favore del popolo palestinese e dei suoi legittimi diritti. Sosteniamo perciò la campagna BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) come strumento di lotta non-violenta contro la politica repressiva dello Stato di Israele e per protestare contro questo regime di apartheid, in solidarietà con il popolo palestinese.

Firenze per la Palestina

Firenze per la Palestina


Riceviamo e invitiamo a partecipare

Volantino 28 Marzo 2015 Festa di primavera

Sabato 28 Marzo Festa di primavera

ore 15.00 ai Giardini della Montagnola (Via Novelli, Coverciano)

Torneo di calcetto
Merenda
Musica dal quartiere
Laboratori creativi
Libri e materiale informativo
Interventi e dibattITI

Sconfiggiamo insieme il virus CasaPound !!!

Assemblea Antifascista di Quartiere


Riceviamo, sottoscriviamo e diffondiamo

Firenze - Chi zittisce chi? Appello contro la criminalizzazione del dissenso all'universita'

«Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario».
George Orwell

Nel promuovere il presente appello in maniera unitaria, invitiamo tutte le realtà politiche, sociali, sindacali e intellettuali a prendere pubblicamente posizione e condannare il pesante clima di intimidazione e delegittimazione che è stato costruito attorno ai collettivi universitari autorganizzati a seguito della contestazione all'ex magistrato Gian Carlo Caselli al Polo delle Scienze Sociali di Novoli.
Ad una legittima critica politica si è risposto non nel merito ma con un'ondata di accuse deliranti; un attacco politico-mediatico di enormi proporzioni, condotto dalla stampa locale e nazionale attraverso l'utilizzo sistematico della menzogna e dell'insulto, finalizzato a creare il terreno favorevole alla repressione dell'attività politica dei collettivi ed alla chiusura degli spazi di libera espressione del dissenso nelle aule universitarie di Firenze.
Prima di tutto quindi, sentiamo la necessità di fare chiarezza sui fatti: la contestazione promossa dal Collettivo Politico di Scienze Politiche, a cui hanno aderito numerose persone tra singoli individui, collettivi studenteschi e realtà politiche cittadine, si è svolta esponendo uno striscione e una bandiera NO TAV mentre un volantino e un intervento al megafono spiegavano agli studenti presenti le ragioni della protesta.
I collettivi protagonisti di questi fatti sono stati immediatamente accusati di intolleranza e di voler soffocare con metodi violenti e "squadristi" il confronto democratico, la libertà di espressione ed il libero scambio di opinioni all'interno delle aule universitarie.
Nonostante i locali del polo di Novoli fossero stati preventivamente militarizzati con un ingente schieramento di polizia e Digos, Caselli non si è presentato all'incontro, adducendo presunte motivazioni di ordine pubblico. Di fatto si è sottratto di sua spontanea volontà al confronto con le ragioni dei manifestanti, preferendo piuttosto insultarli dalle pagine dei quotidiani con la complicità di pessimi giornalisti. Abbiamo assistito ad un penoso tentativo di presentarsi come la vittima di una presunta violenza, col solo scopo di delegittimare l'avversario politico.
Non solo una pessima prova di stile dunque, ma una precisa volontà di zittire una voce scomoda che ha osato parlare contro il pensiero unico dominante. Una voce minoritaria, forse, ma che non teme di schierarsi chiaramente e di esprimersi attraverso le pratiche legittime della contestazione e del boicottaggio.
Invece di rispondere nel merito delle accuse contestategli, l'ex magistrato si è limitato a definire gli studenti in un crescendo di insulti: «bulli, ignoranti, arrabbiati, violenti, terroristi, canaglie e teppaglia», attaccando persino le autorità accademiche incapaci di garantire il libero svolgimento di un dibattito democratico e colpevoli, a suo dire, di aver tollerato l'attività politica dei collettivi studenteschi.
Tale reazione livida e scomposta non ci stupisce affatto: è forse un caso che Caselli trovi sempre qualcuno a contestarlo ovunque vada e di qualunque tema sia chiamato a parlare? Noi non riconosciamo il reato di lesa maestà! Nessuno ha impedito a Caselli di venire, e nessuno l'ha cacciato dall'Università, dato che, volontariamente, non si è presentato. La responsabilità del mancato incontro è esclusivamente sua. Ci risulta difficile credere che l'iniziativa di qualche decina di studenti possa aver "intimidito" a tal punto un ex procuratore del suo "calibro". Tanto più che nessuno si è preso la briga di illustrarci esattamente di quale intollerabile violenza Caselli sia stato vittima, pronti invece a criminalizzare persone per fatti non accaduti.
Riteniamo inaccettabili le minacce e le intimidazioni di chi - strumentalizzando la vicenda della contestazione a Caselli - vorrebbe chiudere gli spazi di agibilità politica e di libera espressione del dissenso all'interno dell'università attaccando, delegittimando e criminalizzando il lavoro dei collettivi studenteschi. Alle minacce e agli insulti da parte di Caselli si è aggiunta anche una mozione del Senato Accademico in solidarietà al magistrato a cui sarebbe stato impedito di parlare.
Non si può dire che il clima repressivo a Firenze sia leggero: nel giro di pochi giorni abbiamo assistito alle minacce di sgombero dello spazio sociale "La Polveriera", allo sgombero di due occupazioni abitative, alle manganellate in piazza sui militanti del Movimento di Lotta per la Casa, alle denunce indirizzate ai militanti del comitato di quartiere "Coverciano Antifascista" e all'irruzione della polizia nel centro sociale "La Riottosa". Tanto più gravi ci appaiono questi fatti se rapportati alla vastità dell'attacco repressivo contro ogni forma di organizzazione del dissenso dal basso su tutto il territorio nazionale.
Citiamo in proposito solo alcuni dei fatti avvenuti negli ultimi mesi: lo sgombero alla Sapienza in occasione dell'iniziativa NO EXPO, la chiusura preventiva della Statale di Milano per ragioni simili, l'inchiesta giudiziaria (con imputazioni addirittura di terrorismo, poi decadute in appello) contro alcuni attivisti NO TAV ed infine la recente inchiesta palermitana che vede coinvolti Ex-Karcere e Anomalia con l'accusa infamante di associazione a delinquere.
A queste compagne e a questi compagni va tutta la nostra solidarietà, come a tutte le altre vittime della repressione che non abbiamo potuto menzionare in questo testo (la lista sarebbe molto lunga!).
Ora, un gruppo di docenti del nostro Ateneo - gli stessi che invocano la libertà di espressione e dipingono l'università come il "tempio della cultura critica e della libera circolazione delle idee" - pretende che i collettivi protagonisti della contestazione siano «espulsi dall'università», sgomberando le loro aule e negando loro la legittimità di esprimersi.
Alla faccia del "confronto democratico": ipocriti! La responsabilità di queste affermazioni è oggettivamente gravissima; e risulta ancora più preoccupante alla luce degli autorevoli ruoli istituzionali ricoperti dagli estensori di tali minacce.
L'ondata di repressione e criminalizzazione non riuscirà a zittire la nostra voce contro il pensiero dominante perché noi continueremo a lottare dentro e fuori le aule universitarie come sempre abbiamo fatto.
Per queste ragioni invitiamo tutte le realtà politiche, sociali, sindacali e intellettuali, nonché tutte le forze che si sentono democratiche e progressiste a sottoscrivere e diffondere questo appello, prendendo posizione e condannando il grave attacco che ci viene mosso.

Contro ogni forma di repressione e criminalizzazione del dissenso!
Sia chiaro che se toccano uno toccano tutti!

LA SOLIDARIETÀ È UN'ARMA, SOTTOSCRIVI E DIFFONDI QUESTO APPELLO!

Contatti:
E-mail: chizittiscechi@autistici.org
Facebook: CHI ZITTISCE CHI? No alla criminalizzazione del dissenso all'Uni-Fi

Promotori:
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Studenti di Sinistra
Spazio Comune La Polveriera
Collettivo d'Agraria
Collettivo Scientifico Autorganizzato
Collettivo di Lettere e Filosofia
Collettivo RossoMalPolo
Collettivo di Scienze
Collettivo di Medicina-Codice Rosso.


Solidarietà agli antifascisti denunciati!

Firenze Antifascista esprime la massima solidarietà ai militanti dell'Assemblea Permanente Antifascista di Coverciano denunciati per manifestazione non autorizzata. Sono stati contestati loro un presidio davanti alla sede di Casapound (o come amano definirla i loschi figuri: "libreria") e un volantinaggio che aveva coinvolto decine di abitanti proprio di quelle strade. Due manifestazioni che esprimevano tutta la rabbia e la contrarietà del quartiere alla presenza dei "fascisti del terzo millennio" mascherati da librai in via D'Annunzio.
Due manifestazioni a cui abbiamo preso parte in tanti!
Come è usuale assistiamo alla criminalizzazione delle pratiche antifasciste che vengono classificate come problemi di ordine pubblico dalle istituzioni e dalle forze repressive che blindano e proteggono le sedi fasciste mentre lasciano impuniti sistematicamente fatti gravissimi a carico dei fascisti (basti ricordare l'insabbiamento delle indagini su Casseri per la strage in piazza Dalmazia).
E' bene rammentare quanti compagni subiscono processi e repressione in questa città per il loro antifascismo praticato strada per strada e giorno per giorno. L'unico antifascismo che conosciamo e che riteniamo sempre valido contro i neofascisti e i neonazisti che cercano costantemente e da sempre di ritagliarsi un'agibilità politica e di alzare la testa. Ci sono ben 5 processi aperti a Firenze che coinvolgono decine di compagni, e tra questi 11 sono stati condannati in primo grado ad 8 mesi per i fatti di via della Scala del 2009.
Non siamo qui a lagnarci della repressione ma neppure vogliamo tacerla, per essere sempre preparati ad affrontarla, e ribadiamo quanto la solidarietà sia indispensabile per non lasciare nessuno da solo.

L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA!
NON UN PASSO INDIETRO!
Firenze Antifascista

Riceviamo e invitiamo a partecipare


Volantini 21 Marzo 2015 presentazione del comitato toscano no expo no israele

Sabato 21 Marzo 2015 presentazione del Comitato Toscano NO Expo - NO Israele

Ore 18.00, Chiostro di Sant'Apollonia, in via Santa Reparata n 12 presso la Polveriera presentazione del:

Comitato Toscano NO Expo - NO Israele
e proiezione di "To shoot an elephant"

Expo 2015 sarà la fiera della menzogna, della devastazione dei territori, della connivenza con le
mafie e del ricorso al lavoro precario super-sfruttato; i grandi affamatori del pianeta saranno fra i
principali "ospiti", grandi multinazionali e stati asserviti ai loro interessi che, attraverso guerre di
rapina delle risorse dei popoli e di sfruttamento, si presenteranno come "salvatori" dell'umanità.
La presenza in pompa magna di Israele nell'Expo conferma che dietro il tema "nutrire il pianeta" si
nascondono coloro che si muovono in senso esattamente opposto. Il padiglione dello stato sionista, denominato "Campi di domani", con una dimensione di 2.400 metri quadrati intende propagandare
le "eccellenze" dell'occupazione israeliana, come l'agricoltura e lo sfruttamento delle risorse idriche
arabo-palestinesi. Per questo il Fronte Palestina ha lanciato la campagna No Expo - No Israele.
In Toscana si è formato un Comitato "NO EXPO NO ISRAELE" composto da soggetti che da
anni si mobilitano accanto al popolo palestinese nella sua lotta di liberazione e che oggi
intendono smascherare attraverso mobilitazioni, iniziative, dibattiti, il vero volto della
kermesse, mostrando le ingerenze e i rapporti tra l'Italia e lo Stato sionista e il fatto che
Israele, camuffandosi da stato democratico, è invece uno stato imperialista in guerra
permanente contro il popolo arabopalestinese commettendo crimini contro l'umanità.

Maggiori informazioni sul sito http://www.frontepalestina.it/
contatti: noexponoisraeletoscana@libero.it


La delibera proposta dai cittadini no-inceneritore si-rifiutizero arriva in consiglio comunale

Martedì 17 Marzo 2015 Assemblea pubblica NO Inceneritori SI rifiuti Zero

c/o pubblica assistenza di Campi Bisenzio via Orly 35

Verso la manifestazione del 11 Aprile

Lottiamo e partecipiamo per tutelare
la nostra salute e il nostro futuro

 

L'assemblea per la piana contro le nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Riceviamo e pubblichiamo

Intolleranti a chi?

Precisazioni sulla contestazione a Caselli e sulla libertà d'espressione (del dissenso).

documento dell'Assemblea contro la presenza di Caselli a Novoli.

"Quando l'ingiustizia diventa legge, ribellarsi è un dovere"
Bertold Brecht

Riguardo alla contestazione, promossa dal Collettivo Politico di Scienze Politiche, all'iniziativa organizzata da Sinistra Universitaria e Libera, avente come ospite eccellente (e unico) Giancarlo Caselli, siamo stati accusati di intolleranza e di voler soffocare, con metodi intimidatori, il confronto democratico ed il libero scambio di idee all'interno delle aule universitarie, per di più su un tema importante come la lotta alla mafia. Nulla di più falso!

Semplicemente, ci siamo presi la libertà di esprimerci sulla faccenda, invitando le studentesse e gli studenti di Novoli a boicottare e contestare la presenza del magistrato responsabile della pesante criminalizzazione e repressione del movimento NO TAV (e non solo).

Crediamo che le pratiche del boicottaggio e della contestazione siano più che legittime all'interno di una dialettica politica che non si è mai limitata al "libero confronto tra opinioni" ma è fatta di violenza poliziesca e repressione giudiziaria ai danni dei movimenti sociali che, liberamente, esprimono legittime istanze politiche.

Non solo "innocue" idee, dunque, ma azioni concrete che comportano responsabilità politiche pesanti. Non ci stancheremo mai di denunciare le manganellate, l'uso massiccio dei lacrimogeni CS (proibiti nei conflitti bellici dalle convenzioni internazionali!), le percosse e le molestie sessuali ai danni dei compagni e delle compagne NO TAV fermati dalle forze dell'ordine e il regime di occupazione militare a cui è sottoposta la popolazione valsusina. Dopo queste violenze fisiche arrivano le denunce, gli arresti preventivi, le accuse infamanti di terrorismo e il carcere duro in regime di 41 bis da parte della procura di Torino, diretta proprio da Caselli.

Ma le responsabilità che, a vario titolo, contestiamo al procuratore non finiscono qui; e non ci stupiamo se la risposta dello stesso Caselli, pubblicata da alcuni quotidiani, evita di entrare nel merito delle nostre accuse. Comprendiamo il suo disagio a vestire i panni dell'accusato e non dell'accusatore, ma le sue responsabilità restano indelebili: non stiamo parlando solo di responsabilità personali o penali dirette (che non a caso non ci competono - essendo noi politici e non magistrati) ma di GRAVISSIME RESPONSABILITÀ POLITICHE. Riepiloghiamole:

1. La vulgata, sostenuta anche da Caselli, secondo cui "l'emergenza terroristica" è stata affrontata con gli strumenti della democrazia senza cedere all'autoritarismo ed al militarismo è una falsità storica. Il recente "caso Triaca" e le confessioni del poliziotto torturatore Nicola Ciocia, soprannominato dai colleghi "Dott. De Tormentis", dimostrano come gli apparati repressivi statali, nei quali operava lo stesso Caselli in ruolo di spicco, abbiano adoperato sistematicamente lo strumento della TORTURA contro i militanti delle organizzazioni politiche della sinistra extraparlamentare (armate e non). È certamente scomodo ricostruire una verità storica che oggi viene chiamata in causa solo in maniera strumentale.

2. Premesso che l'attività di giudice antimafia non può costituire di per sè un certificato di purezza morale, anche in questo ambito ci sono zone d'ombra, nonostante l'impressionante quantità di arresti di mafiosi ed ergastoli vantati nel suo curriculum. Ad esempio sulle sue spalle pesa la responsabilità di aver sempre difeso la "professionalità" di Arnaldo La Barbera, funzionario di polizia e agente segreto del Sisde, autore di depistaggi nelle indagini sull'attentato dell'Addaura e sulla strage di via D'Amelio, anche mediante le torture inflitte a Vincenzo Scarantino. Lo stesso Arnaldo La Barbera che ritroveremo alla scuola Diaz a Genova e alla caserma di Bolzaneto nel luglio 2001. Inoltre, Caselli non ha mai chiarito del tutto la vicenda della mancata perquisizione nella villa del boss Totò Riina. Un'inchiesta giudiziaria in merito a questa vicenda verrà aperta solo qualche anno dopo e porterà alla luce inquietanti collegamenti tra Stato e mafia ("pericolosi per la democrazia" direbbe qualcuno...), con il coinvolgimento di alcuni ufficiali dei Carabinieri: il capitano De Caprio, il colonnello Mori e il generale Subranni (già autore del depistaggio delle indagini sull'assassinio di Peppino Impastato nel 1978). Ciò nonostante, Caselli non ha mai smesso di rinnovare la sua stima nei confronti di questi ufficiali suoi stretti collaboratori...

3. Infine, il principale inquisitore del movimento NO TAV ha utilizzato il concetto di legalità come un'arma politica per intimidire e criminalizzare una legittima protesta politica e sociale. Il processo ai NO TAV è un PROCESSO POLITICO! L'accusa di terrorismo è ridicola (e infatti è decaduta in appello) ma è comunque servita ad incarcerare preventivamente numerosi attivisti NO TAV in regime di carcere duro (41 bis.). Non è forse questa una intimidazione che ricorda pericolosamente i metodi mafiosi? Non è forse terrorista lo Stato che criminalizza la popolazione di un'intera valle? Ci chiediamo dov'era la succitata libertà di espressione quando la procura di Torino inquisiva per reati d'opinione lo scrittore Erri De Luca, accusandolo di "istigazione a delinquere" per aver solidarizzato attivamente con il movimento NO TAV (che, tra l'altro, da sempre denuncia le infiltrazioni mafiose nel consorzio di aziende che gestisce la realizzazione dell'opera).

Non ci stupisce che una lista universitaria di "sinistra" tenti di sdoganare un inquisitore come Caselli nell'ambito di una iniziativa puramente elettorale. La stessa "sinistra" che ha rinunciato, ormai da tempo, ad "abolire lo stato di cose presente" per schierarsi dalla parte del potere costituito ed assumere un ruolo di mera amministrazione dell'esistente. Insensibili alle istanze di chi il cambiamento sociale lo sente come una necessità impellente, si sono assunti la responsabilità di far entrare la polizia in università... Questo proprio il giorno dopo le cariche in piazza agli occupanti del Movimento di Lotta per la Casa, che rivendicavano il proprio diritto alla casa e alla dignità in opposizione alla Legge Saccardi. Altro che confronto democratico!

Purtroppo, questa ideologia del "confronto democratico" e del feticcio della legalità (accompagnata dalla gogna mediatica per chi non vi si conforma) serve solo a legittimare l'operato di chi reprime e criminalizza la manifestazione del dissenso politico. Come possiamo "confrontarci democraticamente" con chi non agisce sul piano del libero scambio di opinioni ma su quello della violenza di stato, delle denunce, dei manganelli e del carcere? Caselli agisce come un MAGISTRATO POLITICO che usa la "giustizia" e la legalità per difendere gli interessi del potere economico e politico, legale e illegale (che quasi sempre si intrecciano senza soluzione di continuità in nome del profitto). Come possiamo rispondere a chi calpesta legalmente la lotta di chi ha il coraggio di alzare la testa e dire NO! agli interessi dei potenti?

Che Caselli non si sia presentato non ci sorprende affatto. Evidentemente è abituato a platee generose di applausi acritici ed a giornali che lo glorificano come "eroe della democrazia". Non ha voluto affrontare i "terribili contestatori" ma ha affidato le sue accuse ai giornalisti compiacenti. Non siamo un gruppuscolo di "cattivi antagonisti", come siamo stati dipinti dai media, ma una forza politica composta da vari collettivi e realtà politiche universitarie e cittadine. Prova ne sono le centinaia di studenti e lavoratori che partecipano alle nostre numerose iniziative politiche.

Ribadiamo che non facciamo della legalità la nostra bandiera quando la legalità calpesta la giustizia sociale e difende a mano armata profitti e sfruttamento. Ribadiamo la legittimità della pratica del boicottaggio e della contestazione, cosi come la legittimità delle pratiche messe in campo dal movimento NO TAV, contro cui Caselli si accanisce violentemente. Non ci stupisce la richiesta, in nome della libertà di espressione, del direttore della scuola di Giurisprudenza Prof. Paolo Cappellini di far rimuovere dalla polizia con la forza il nostro striscione! Né ci sconvolge la mozione di solidarietà a Caselli da parte del Senato Accademico, come se fosse lui la vittima di una violenza intollerabile...

Piuttosto, invitiamo tutte le forze che si sentono progressiste, antimafia e democratiche a condividere il nostro sdegno e a prendere una posizione netta contro chi reprime e criminalizza il dissenso! Con la nostra contestazione speriamo almeno di aver sollevato qualche dubbio...

TERRORISTA E VIOLENTO È CHI REPRIME!

Assemblea contro la presenza di Caselli a Novoli


Comunicato sugli sgomberi di Mercoledì 4 Marzo 2015

Come Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos vogliamo esprimere la massima solidarietà al Movimento di Lotta per la Casa e agli occupanti delle case occupate di via Benedetto Marcello e di Via Baracca 18, sgomberate mercoledì 4 Marzo con un ingente dispiegamento di polizia antisommossa. Al PD e alle istituzioni di Campi Bisenzio, Firenze e all'assessore regionale Saccardi vogliamo dire invece che non resteremo inermi di fronte allo scempio e alla guerra che stanno scatenando contro chi subisce così pesantemente la crisi economica, non potendo sostenere gli affitti esosi che conosciamo. Di seguito pubblichiamo il comunicato del Gruppo Casa di Campi Bisenzio, col quale ieri siamo riusciti ad ottenere il rinvio di uno sfratto di una famiglia a cui è stata riconosciuta la morosità incolpevole.
 

Cantiere sociale Camilo Cienfuegos

Mercoledì 4 Marzo è una giornata che non dimenticheremo facilmente. Mentre ottenevamo, non senza fatica, il rinvio per 3 mesi di uno sfratto di una famiglia straniera a cui è stata riconosciuta la morosità incolpevole (l'unico reddito di cui disponeva è venuto a mancare a causa del licenziamento), giungevano notizie sempre più allarmanti da Firenze, dove la questura sgomberava in grande stile due case occupate dal Movimento di Lotta per la Casa, in via Benedetto Marcello e in via Baracca 18, lasciando per strada circa 150 persone, fra cui ovviamente tanti bambini. Un'operazione violenta condotta con decine di agenti in assetto antisommossa, strade bloccate dalla mattina fino al tardo pomeriggio, nel meschino tentativo di rinfocolare la guerra tra poveri di cui PD e istituzioni varie si fanno portatori, mettendo gli uni contro gli altri lavoratori imbottigliati nel traffico e altri lavoratori che vivono anche il problema abitativo. Dalle 18 un corteo ha giustamente portato nel quartiere la rabbia degli occupanti sgomberati e individuato il PD come mandante di questa politica antisociale ed autoritaria.
Spesso, infatti, l'occupazione di stabili sfitti, abbandonati da anni e di proprietà di banche, società di assicurazioni, palazzinari e speculatori di ogni genere è l'unica soluzione per garantire un diritto basilare come quello alla casa. In una situazione di crisi economica come quella attuale, e con leggi come il jobs act, di fatto, diventare morosi è fin troppo facile. Gli ammortizzatori sociali sono del tutto insufficienti da anni, gli affitti in aumento, e i comuni stanno a guardare: svendita di case popolari, strutture d'accoglienza e di emergenza inesistenti o quasi.
In ultimo vogliamo denunciare la legge regionale sulla casa proposta dall'assessore Saccardi, che riduce ulteriormente la possibilità per una famiglia di ottenere un alloggio popolare e dichiara guerra agli occupanti, escludendoli dalle graduatorie. Inutile sottolineare che la brutale e vergognosa operazione del 4 Marzo faccia parte di questo disegno. E' per questo che rilanciamo la mobilitazione contro l'approvazione di tale legge di Martedì 10 Marzo, in Piazza San Marco alle 14,30.

BASTA GENTE SENZA CASA E CASE SENZA GENTE!
CHI PERDE IL LAVORO PERDE ANCHE LA CASA!
BASTA SFRATTI! BASTA SGOMBERI!
Gruppo Casa di Campi Bisenzio


Il Consiglio Comunale di Campi Bisenzio respinge la proposta di delibera "No inceneritori, Si strategia rifiuti zero" presentata da 450 cittadini

Campi Bisenzio 4 Marzo 2015 - Comunicato stampa

Ieri sera 3 marzo, di nuovo grande partecipazione di cittadini al Consiglio Comunale per la discussione e la votazione della proposta di delibera "No inceneritori, Si strategia Rifiuti zero" presentata da oltre 450 cittadini.
Come già avvenuto lo scorso 30 ottobre, in occasione della petizione popolare firmata da 1300 persone, sono state spese tante belle parole da parte del Sindaco Fossi e della maggioranza (PD, lista Fossi e Impegno Democratico Attivo) sulla raccolta differenziata dei rifiuti, sulle buone pratiche, ma poi ancora una volta molta ipocrisia e nessun impegno a dire un chiaro NO agli inceneritori (un tabù!), nonostante che ormai nessun consigliere difenda più in modo esplicito la combustione rifiuti, come avveniva fino a qualche anno fa.
Interventi penosi e contraddittori, appigli formali quanto inconsistenti, del tipo "non dipende da noi" "tutto è già stato deciso" oppure dubbi sulla stessa regolarità della delibera, che invece è stata dichiarata votabile dalla segreteria del Comune, per nascondere l'incapacità politica del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza di prendere una posizione, di sostenere a tutti i livelli una diversa gestione dei rifiuti e tutelare concretamente la salute pubblica e la sovranità del territorio.
Nei fatti, le scelte del Governo Renzi, della Giunta Regionale Rossi e soprattutto gli intreressi forti di chi costruirà e gestirà l'inceneritore di Case Passerini (Quadrifoglio ed Hera) contano più della salute delle popolazioni e non si toccano! La strategia rifiuti zero, nonostante tante concrete esperienze in Italia e nel mondo, può dunque aspettare, perchè ormai tutti hanno capito che fare inceneritori è incompatibile con i sistemi porta a porta e con le buone pratiche del riciclaggio!
Così la delibera è stata respinta con 8 favorevoli (tutte le opposizioni), 14 contrari (maggioranza) e 3 astenuti (sempre della maggioranza), segnando così, ancora una volta, una distanza incolmabile con il sentire comune della maggior parte della popolazione e dimostrando definitivamente che solo la mobilitazione popolare potrà fermare la costruzione di grandi opere inutili e dannose, come nuovo aeroporto e inceneritore.
Dopo l'esito della votazione, i presenti hanno fatto sentire la loro protesta e percorso in corteo la via Santo Stefano con slogan e bandiere.
Ovviamente non finisce qui: la mobilitazione a favore delle alternative, contro inceneritori, nuovo aeroporto e tutte le nocività prosegue e si rafforza con assemblee e volantinaggi in tutto il territorio per preparare la grande manifestazione popolare indetta da tutti i comitati della Piana Firenze-Prato-Pistoia per sabato 11 aprile 2015 dall'Osmannoro alla Regione Toscana di via Novoli, passando per l'aeroporto.
Invitiamo perciò i cittadini a partecipare all'assemblea organizzativa che si terrà alla Pubblica Assistenza di Campi in via Orly martedi 17 marzo ore 21.15

L'assemblea per la piana contro le nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


La delibera proposta dai cittadini no-inceneritore si-rifiutizero arriva in consiglio comunale

Martedì 3 Marzo 2015 La delibera proposta dai cittadini no-inceneritore si-rifiutizero arriva in consiglio comunale

Ore 21 Sala Pertini Piazza Dante - Campi Bisenzio

I consiglieri che dovranno votare da che parte stanno?

Partecipiamo numerosi!

Difendiamo il nostro territorio!
Difendiamo la nostra salute!

Leggi il testo della delibera

 

L'assemblea per la piana contro le nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Volantino laboratori Freepto

Freepto lab - ricette per non farsi troppo male con le tecnologie (a volte) utili a comunicare.

Il cantiere sociale Camilo Cienfuegos e il collettivo A/I presentano:

Quattro giornate di laboratori basati su Freepto, una distribuzione linux studiata per attivisti e non solo.
I laboratori introducono comunque concetti e strumenti utili in generale, Freepto e' solo un buon punto di partenza, che rende comode alcune operazioni altrimenti piu' complesse.
Le giornate sono pensate come laboratori pomeridiani di circa 3/4 ore. In ogni puntata l'argomento trattato viene concluso, quindi non e' indispensabile partecipare a tutti e quattro i laboratori per capirci qualcosa.

Domenica 1 Marzo 2015 ore 15.30
Introduzione a freepto e distribuzioni di linux simili.
Considerazioni sulla sicurezza fisica dei computer/tablet/smartphone
Cifratura/cancellazione/ripulitura di file.

Domenica 15 Marzo 2015 ore 15.30
Consigli per la navigazione in rete; quante e quali informazioni lasciamo dietro di noi.

Domenica 5 Aprile 2015 ore 15.30 ANNULLATO  (Sarà ripreso nell'ultimo laboratorio del 19) 
Strumenti utili per la posta, la navigazione web, l'uso dei social network, chat, instant messaging.


Domenica 19 Aprile 2015 ore 15.30
Presentazione di freepto con il collettivo Avana.
Strumenti utili per la posta, la navigazione web, l'uso dei social network, chat, instant messaging.
 


Nessuno spazio per fascisti, leghisti e razzisti! Mai con salvini!

Dopo aver passato vent'anni al governo con Berlusconi, privatizzato, distrutto scuola e sanità, innalzato l'età pensionabile, attaccato i diritti dei lavoratori e firmato tutti i trattati europei, oggi la Lega Nord cerca di sfruttare le insicurezze, la precarietà e le paure che essa stessa ha contribuito a creare. Non lo fanno da soli ma in compagnia dei neofascisti di Casapound che per rendersi più "presentabili" hanno dato vita a "Sovranità", nata anche a Firenze da poche settimane in un'iniziativa all'Hotel Mediterraneo.

Noi faremo di tutto per contrastarli e smascherare la loro operazione politica: un vicolo cieco che porterà solo un'ulteriore peggioramento delle nostre condizioni di vita, nuove guerre e più sfruttamento.

Rilanciamo quindi l'appello per il PRESIDIO di GIOVEDI' 26 FEBBRAIO a partire dalle ore 20,30 alla CASA DEL POPOLO di PONTE A NICCHERI e riportiamo l'appello degli "antifascisti e antirazzisti di Bagno a Ripoli, precisando che l'aperitivo fissato da Salvini al locale 22 NOIR è stato annullato grazie alla pressione degli antifascisti e invitiamo chiunque a negare ospitalità ad organizzazioni xenofobe, razziste e fasciste.

Firenze Antifascista

 
#maiconsalviniancheabagnoaripoli

FUORI RAZZISTI E FASCISTI Giovedi 26 febbraio il leader della Lega Nord Matteo Salvini sarà a Bagno a Ripoli per propagandare le idee razziste e xenofobe del suo movimento. La Lega Nord si sta alleando, per le prossime elezioni regionali, con il movimento fascista di Casapound per sostenere la candidatura di Borghi. Ricordiamo a tutti che Casapound si è resa più volte protagonista di aggressioni squadriste contro migranti, militanti di sinistra ecc.. Casapound è anche il movimento in cui si muoveva Gianluca Casseri (militante di Caspound Pistoia e più volte presente alle iniziative di Casapound a Firenze), l'assassino di Samb Modou e Diop Mor. Il razzista Matteo Salvini sarà ospitato dalle ore 19 presso il ristorante 22 NOIR a Ponte a Niccheri per un aperitivo e dalle ore 21 presso la biblioteca comunale di Bagno a Ripoli. Facciamo appello a tutta la popolazione di Bagno a Ripoli che si riconosce nei valori dell'antirazzismo, dell'antifascismo e dell'accoglienza a mobilitarsi per impedire la presenza di questo losco personaggio nel nostro comune.

L'ANPI insieme agli antifascisti ed antirazzisti di Bagno a Ripoli convoca un PRESIDIO ANTIRAZZISTA ED ANTIFASCISTA
presso il circolo Arci di Ponte a Niccheri
dalle ore 20:30 digiovedi 26 febbraio
SALVINI VATTENE BAGNO A RIPOLI NON TI VUOLE ANTIRAZZISTI E ANTIFASCISTI DI BAGNO A RIPOLI


Firenze Antifascista sulla giornata di Sabato 14 Febbraio 2015

Sabato 14 febbraio al Piazzale Michelangelo a Firenze è andata in scena una pantomima di Fratelli d'Italia, Casa Pound e Lega Nord uniti nel ricordo dei cosiddetti "martiri delle foibe": ancora una volta il tentativo è stato quello di stravolgere la storia e decontestualizzare quanto accadde sul confine orientale con l'unico scopo di riabilitare il fascismo.
Non più di un centinaio di persone si sono concentrate, chiuse all'intero di una porzione del piazzale completamente transennato e circondato a sua volta da Polizia, Carabinieri e Finanza che in forze si sono schierate fino alla zona sottostante da Gavinana a tutto il lungarno.
Un dispiegamento di forze che non ha risparmiato neanche il quartiere di Coverciano dove il fondo che dovrebbe ospitare la nuova sede di Casa Pound era presidiato addirittura dalla sera prima con camionette, defender, agenti in assetto antisommossa e della Digos.
Tutto questo la dice lunga su come il loro peso militante e la loro capacità di mobilitazione sarebbe irrisoria se non fosse controbilanciato dagli apparati dello Stato che consentono loro di manifestare e difendono i loro covi: in due parole agibilità e impunità! Negli anni passati gli antifascisti hanno sempre deciso di opporsi con manifestazioni di piazza che numericamente e qualitativamente hanno sempre dimostrato un'alta capacità di mobilitazione.
Quest'anno invece la scelta è stata un'altra. Ben più importante era valorizzare la festa del Carnevale Antifascista promossa dall'assemblea di quartiere che a Coverciano è nata per iniziativa dei residenti contro l'apertura della nuova sede di Casa Pound, che ha visto la partecipazione di tantissime famiglie che abitano proprio il quartiere e dove sono state raccolte ancora decine di firme proprio contro l'apertura di quel fondo.
Inutile poi sarebbe stato rincorrerli in quella parte di città che ospita le ville e le residenze della borghesia e dell'aristocrazia fiorentina e dove il nostro referente, lavoratori e proletari, sono completamente assenti.
Ma allo stesso modo non potevamo lasciare che la loro iniziativa filasse liscia.
Senza proclami pubblici una cinquantina di antifascisti si sono dati appuntamento sul lungarno, davanti alla Biblioteca Nazionale, esattamente sotto al Piazzale perchè fosse visibile anche ai fascisti il messaggio che volevamo lanciare.
Uno striscione di quaranta metri, srotolato sulla spalletta dell'Arno diceva:
NOI NON SCORDIAMO. FASCISTI ASSASSINI. DAX VIVE, EMILIO RESISTI!

Firenze Antifascista


Volantino 31 Gennaio incontro con la comunita kurda e cena curda di autofinanziamento

Sabato 31 Gennaio 2015 Incontro dibattito con la comunità Kurda sulla resistenza di Kobane e cena Kurda di autofinanziamento

Ore 18:00 - Incontro/dibattito, intervengono:

- un esponente della comunità Kurda in Toscana
- Ivan Grozny, giornalista freelance di ritorno da Kobane
- Alberto Mari, di ritorno dai campi profughi del Kurdistan Iracheno

Ore 20:30 - Cena Kurda di autofinanziamento

Durante la serata proiezione di video sulla resistenza Kurda all'ISIS e materiale informativo

Viva la resistenza di Kobane! Biji berxwedana Kobanè!   

 


Bobby Sands in un centro sociale di destra? La truffa di casaggì!

Non è la prima volta, non sarà neanche l'ultima, ma aggiungere sporcizia alla sporcizia non ha mai fatto diventare pulito nessuno né, tantomeno, i fascistelli del «centro sociale di destra» Casaggì di Firenze.
Il fatto reiterato da tempo in ambito neofascista riguarda i maldestri tentativi con cui un'area evidentemente a corto di simboli e di idee prova ad appropriarsi della figura di Bobby Sands. Infatti, se in diverse città italiane capita di vedere manifesti che commemorano il combattente repubblicano firmati «i camerati», un altro centro sociale di destra, Casapound, era arrivato addirittura a commercializzare un sidro chiamato «Bobby Sands».
Lo scandalo con cui vengono portati avanti questi insulti alla memoria di Bobby Sands hanno a che vedere prima di tutto con la fede socialista del compagno irlandese, con una lotta dove la tensione verso la libertà dell'isola non poteva mai e in nessun modo essere disgiunta dall'impegno a rimuovere le disuguaglianze sociali. È al «sole dell'avvenire», insomma, come ben sa chiunque abbia letto anche una sola riga firmata da Bobby Sands, che allude il celebre motto «il nostro giorno verrà».
Se non bastassero le evidenze storiche, però, sarà utile ricordare anche i solidi rapporti tra le destre italiane e britanniche: un'internazionale nera dove trovano posto sigle come National Front, British National Party, Greater British Movement, League of St. George, C18... tutti ottimamente ammanicati con la destra dell'Ulster e, neanche a dirlo, con la locale polizia, per la quale non hanno mai disdegnato di fare opera di delazione consegnando elenchi di repubblicani da eliminare.
Una volta chiarito come neppure la croce celtica irlandese abbia nulla a che vedere con quella appesa al collo o stampata sulle magliette di tanti camerati, essendo quest'ultima ispirata al simbolo dei collaborazionisti francesi, le ragioni dell'antifascismo viscerale di qualunque repubblicano, a cominciare da Bobby Sands, diventano particolarmente evidenti.
Malgrado tutto questo, però, Casaggì riesce a fare finta di nulla e sul suo blog mette in bella mostra materiali e immagini relativi alla lotta per l'indipendenza Irlandese e, peggio ancora, annuncia per il 26 gennaio un evento tutto dedicato alla memoria di Bobby Sands. Piatto forte dell'iniziativa, stando al blog, sarebbero le «letture non conformi» tratte dal libro Le compagne di Bobby Sands, scritto da Silvia Calamati e pubblicato in nuova edizione dalla Castelvecchi nel 2011.
Se il termine «compagne» non è certo usato casualmente nel titolo del libro, è la stessa Calamati a sciogliere qualunque dubbio. L'autrice vicentina, considerata «la voce italiana dell'Irlanda del Nord», raggiunta telefonicamente dichiara non soltanto di non avere nulla a che fare con l'iniziativa di Casaggì, ma anche di rifiutare nella maniera più categorica l'accostamento del suo nome a quello di qualunque organizzazione di destra del passato, del presente e del futuro.
«Lo stesso Bobby Sands Trust», specifica la Calamati, «ha diffidato ufficialmente i gruppi della destra italiana dal continuare a sfruttare il nome di Bobby Sands per i loro scopi. Una decisione che non soltanto rispetto, ma condivido e appoggio pienamente» (questo è link del comunicato di diffida emesso dal Bobby Sands Trust: http://www.bobbysandstrust.com/archives/1935).
A far infuriare la Calamati, inoltre, un'altra grave scorrettezza di Casaggì. In cerca di un'autorevolezza assolutamente nulla, infatti, il blog del gruppo fascista toscano si è permesso di pubblicare parti di un libro da lei scritto spacciandolo come un'intervista. La presunta intervista, neanche a dirlo, non è mai stata concessa né potrebbe esserlo mai da parte di chi, riconoscendosi nei valori della Resistenza, non ha nessuna intenzione di concedere alcun tipo di credito o legittimazione a chiunque professi ideologie destrorse: si tratta di una vera e propria «truffa» che, evidentemente, i poveri di spirito di Casaggì pensano di mascherare chiamando «non conforme»quello che è un vero e proprio furto dell'ingegno e della storia politica altrui.

Giù le mani da Bobby Sands. La nostra storia non si tocca
Antifascisti

Cantiere sociale Camilo Cienfuegos


Volantino 24 Gennaio 2015 Manifestazione nazionale antifascista a Cremona

Sabato 24 Gennaio 2015 Manifestazione nazionale antifascista a Cremona

#Emilio Resisti

Concentramento ore 15:00 CSA Dordoni - Cremona, Via Mantova 7/A

 

Leggi i comunicati di solidarietà del Cantiere Sociale e di Firenze Antifascista


Volantino 23 Gennaio 2015 campagna No EXPO e cena palestinese per BDS

Venerdi 23 Gennaio 2015 No EXPO - No Israele

Dalle Ore 19:00

Presentazione della Campagna No EXPO - No Israele e del Comitato Toscano No EXPO - No Israele

Cena Palestinese di autofinanziamento del BDS - Firenze

Per info e prenotazioni: info@k100fuegos.org - cell. 329 2451019

Ore 22.30 Causa (ska punk) in concerto


Volantino 22 Gennaio 2015 manifestazione NO JOBS ACT

Giovedì 22 Gennaio 2015 manifestazione contro l'Europa dei banchieri e dei padroni

Renzi e Merkel, Firenze non e' la vostra vetrina!

I prossimi 22 e 23 gennaio Firenze ospiterà il vertice bilaterale Italia-Germania, alla presenza di Renzi e della Merkel. Dal punto di vista mediatico sarà l'ennesimo appuntamento per rilanciare la retorica dell'unità e dei "valori europei" e per spacciare illusioni sulla fine dell'austerità, ma la realtà è ben diversa. Questo vertice è promosso da chi tutti i giorni, in Italia, Germania, come in tutta Europa, attacca le condizioni di lavoro e di vita di milioni di lavoratori e non esita un attimo a bombardare e uccidere per i propri interessi. La realtà è che l'Unione Europea è strumento di sfruttamento e repressione nelle mani delle classi dominanti e che le nostre vite, dopo l'approvazione del jobs act, saranno usate da Renzi come merce di scambio sul tavolo delle trattative.
In questi mesi stiamo rispondendo come lavoratori, disoccupati, studenti, sfrattati, con manifestazioni, scioperi, presidi. Sappiamo bene che possiamo ottenere risultati solo contando sulle nostre forze, fuori dalle mediazioni e dalle false divisioni tra precari e garantiti, rifiutando la logica della guerra tra poveri e individuando i nostri veri nemici. Perciò saremo in piazza giovedì 22, per ribadire con forza che Renzi e la Merkel a Firenze non li vogliamo.

Contro l'Europa dei banchieri e dei padroni
Manifestazione giovedi' 22 gennaio 17:30
Piazza dell'Unita'

Assemblea NO JOBS ACT - Firenze


Domenica 18 Gennaio a Cremona un'altra gravissima aggressione squadrista

I fascisti di Casa Pound si sono presentati davanti al Csa Dordoni aggredendo i compagni presenti.
Emilio è in coma all'ospedale colpito da sprangate e calci al volto.

Con queste poche righe vogliamo esprimere innanzitutto la nostra vicinanza a Emilio e a tutti gli antifa cremonesi.
Vogliamo anche ribadire l'importanza di impedire, con ogni mezzo, ogni agibilità a fascisti vecchi e nuovi.
Fascisti che, come a Firenze, aprono sedi grazie a disponibilità economiche che solo il loro ruolo di servi gli può garantire.
Fascisti che hanno solide coperture istituzionali.
Fascisti che, come si è verificato anche a Cremona, godono di connivenze e trattamenti particolari da parte delle forze dell'ordine.
Fascisti che trovano terreno fertile anche grazie a quei "democratici" che pensano che l'antifascismo sia superato o sia solo un problema di "opposti estremismi".
I fascisti non si sconfiggono solo con le parole, tanto meno con l'indifferenza.
Il fascismo si combatte negando ogni spazio, con ogni mezzo necesssario e dovunque si manifesti.
Forza Emilio. Avanti antifascisti/e.

Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio (Fi)


Solidarietà al csa Dordoni. Lotta forte Emilio!

Apprendiamo con rabbia e preoccupazione quanto successo nel tardo pomeriggio di ieri, 18 gennaio a Cremona, dove una squadraccia di 60 tra affiliati a Casapound della città ed alcuni provenienti da fuori, hanno di fatto tentato di assalire il CSA Dordoni, dove all'interno vi erano una decina di militanti per eseguire dei lavori al centro.

I fascisti sono stati bloccati all'entrata grazie alla determinazione di quei pochi che erano all'interno, ingaggiando uno scontro impari, durante il quale un compagno, Emilio, ha prima ricevuto un colpo di spranga alla testa, ed una volta perduti i sensi è stato preso a calci fino a che i suoi compagni non sono riusciti a liberarlo. Emilio si trova in queste ore, in coma in gravi condizioni, e sta lottando per vivere come ha fatto per difendere i suoi compagni ed il suo centro sociale.
Al suo arrivo la Polizia, come da tradizione, ha caricato i compagni del Dordoni permettendo ai fascisti di dileguarsi.

E' un'altra gravissima dimostrazione di come agiscono i fascisti di Casapound e tutti gli altri gruppi fascisti: di giorno si presentano come i "bravi ragazzi che vogliono solo aprire una libreria", poi, quando fa buio i libri fanno spazio a spranghe, tirapugni e violenza che può colpire non solo antifascisti, immigrati o militanti politici, ma chiunque sia in grado di fare un ragionamento, perchè il fascismo è la difesa del potere, il fascismo è il degrado culturale, il fascismo è barbarie.

Questo episodio, accaduto il giorno seguente al presidio improvvisato da parte di alcuni cittadini di Coverciano di fronte ad un numero spropositato di poliziotti a difesa di una decina di fascisti toscani in atteggiamento provocatorio e violento, altro non fa che rafforzare le tesi espresse dagli antifascisti del quartiere ed aumentare la determinazione con cui Casapound deve essere cacciata, bandita ed eliminata una volta per tutte.

La cittadinanza deve rispondere adesso prima che episodi come quello di Cremona si verifichino anche per le nostre strade.

SABATO 24 GENNAIO CORTEO ANTIFASCISTA A CREMONA!

CHIUDERE CASAPOUND! CHIUDERE I COVI FASCISTI!

Firenze Antifascista


Volantino 15 Ge3nnaio 2015 - Serata sostegno prigionieri politici palestinesi

Giovedì 15 Gennaio 2015 al CPA Fi Sud - Serata sostegno prigionieri politici palestinesi

Dalle ore 19.00 presentazione della campagna, materiale informativo, proiezione del video "Donne in lotta", cena di finanziamento.

Libertà per Ahmad Sa'Adat e per tutti i prigionieri politici!
Fine della collaborazione sulla sicurezza tra l'Anp e l'occupazione sionista!


Il 15 gennaio del 2002 Ahmad Sa'adat, leader palestinese e Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e molti dei sui compagni vennero catturati dai servizi di sicurezza dell'Autorità Nazionale Palestinese per volere delle forze di occupazione israeliane. Sa'adat ed i suoi compagni sono stati trattenuti per oltre quattro anni in una prigione dell'Autorità Palestinese a Jerico sotto il controllo delle guardie statunitensi e britanniche. Durante questo periodo Sa'adat non è mai stato accusato e l'Alta corte di giustizia palestinese ordinò il suo rilascio ma lui e i compagni restarono imprigionati su ordine di Israele, USA e Gran Bretagna fino a quando, il 14 marzo 2006, la prigione fu attaccata e i detenuti furono sequestrati dalle forze militari sioniste.

Il rapimento e la detenzione di Ahmad Sa'adat e dei suoi compagni sono solo alcune delle conseguenze della cooperazione per la sicurezza tra l'Occupazione e l'Autorità Palestinese in Cisgiordania. L'intelligence dell'ANP e i servizi di "sicurezza preventiva" interrogano ed incarcerano centinaia di Palestinesi nell'interesse della "sicurezza" dello Stato di occupazione, mirando alla Resistenza e contro i diritti e gli interessi del popolo palestinese. Tutto ciò può continuare grazie anche al diretto coinvolgimento di Stati Uniti, Canada e Unione Europea che forniscono formazione e milioni di dollari.

Laddove non siano sufficienti la reclusione in sé, la tortura e l'isolamento, con il “gioco” della detenzione amministrativa (senza né accusa né condanna) e della “porta girevole” tra le forze di occupazione sioniste e l'ANP (i detenuti rilasciati dagli uni vengono arrestati nuovamente dagli altri) si tenta di escludere il prigioniero dal suo ruolo all'interno della società civile.

Storicamente i prigionieri rappresentano il seme di ogni lotta di liberazione, la loro libertà rappresenta uno dei punti cardine intorno a cui si uniscono le forze della Resistenza. Il dovere di tutte e tutti deve essere quindi quello di sostenerli, senza esitazioni.

Campagna in sostegno alle lotte dei prigionieri palestinesi:
www.frontepalestina.it/?q=sostegno-alle-lotte-dei-prigionieri-palestinesi

Campagna internazionale per la liberazione di Ahmad Sa'adat:
www.freeahmadsaadat.org


Volantino 17 Gennaio cena sociale, presentazione libro e concerto punk Oi!

Sabato 17 Gennaio 2015 Cena sociale, presentazione libro e concerto

Ore 20:00 - Cena sociale

Gradite prenotazioni: info@k100fuegos.org

Ore 22:00 - G. Armati e F. Paradiso presentano il libro
Le radici della rabbiaRed Star Press Editore

A seguire concerto punk Oi! con: 
Nabat
Bomber 80


Riceviamo, diffondiamo e invitiamo a partecipare!

Sabato 10 Gennaio 2015 Presidio per non dimenticare "Piombo fuso"

dalle 15.00 alle 19.00 Piazza della Repubblica - Firenze

GAZA: Dalla prigione al cielo aperto al campo di rovine

Durante l' operazione "Piombo Fuso" - dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 - l'esercito israeliano invase la Striscia di Gaza, sottoponendola al fuoco devastante dell'artiglieria ed ai bombardamenti dell'aviazione e della marina, che lasciarono dietro di sé una lunga scia di sangue palestinese, con i suoi 1.419 morti, i 5.360 feriti e la distruzione totale o parziale di almeno 3.356 edifici.
Si colloca nella strategia di genocidio del popolo gazawi da parte dello stato sionista.
che ha trovato il suo culmine nell'estate 2014 con l'operazione "Barriera Protettiva" con più di 2100 morti, di cui 577 bambini.
Dopo la "tregua" continua l'oppressione e aggressione dell'esercito israeliano in Cisgiordania e Gerusalemme Est.

Invitiamo tutti a partecipare al Presidio
dalle 15.00 alle 19.00
Piazza della Repubblica- Firenze
con: microfono aperto, letture, musica, performance teatrale

per denunciare il Genocidio dello Stato sionista a Gaza
per sostenere la resistenza del popolo palestinese e chi quotidianamente in Palestina lotta contro l'occupazione
per dire no agli accordi militari Italia- Israele
per denunciamo il silenzio assordante della comunità internazionale
per mostrare la nostra solidarietà a Gaza e alla Palestina che non si arrende
per promuovere la campagna Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele

Firenze per la Palestina

Firenze per la Palestina


Volantino 3 Gennaio cena sociale e concerto in ricordo della battaglia di Valibona

Sabato 3 Gennaio 2015 Ricordiamo la battaglia di Valibona - Cena sociale e concerto

Ricordiamo la battaglia di Valibona, ricordiamo Lanciotto Ballerini Partigiano Comunista!

Ore 10:00 appuntamento al Cantiere e partenza per Valibona

Ore 20:00 - Cena sociale a base di pecora
Gradite prenotazioni: info@k100fuegos.org

Ore 23:00 - Concerto con:
Banda K100
Fratelli Rossi
Impatto Sociale
Moreno Ciandri Band

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k100fPer suonare sul palco del c.s. k100Fuegos

scriveteci a: bands@k100fuegos.org l'indirizzo è di nuovo attivo, indicando: nome del gruppo, città di provenienza, genere suonato, rimborso, eventuale necessità di pernottamento, recapito telefonico.

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