CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOSCerchiamo di raccontare i fatti e gli scontri di Piazza Navona riportando e cercando di far girare il materiale e il lavoro svolto da
tutti i compagni.
Il materiale è preso da http://www.militant-blog.org e http://lombardia.indymedia.org
Fotografie e Video - Intervista Rifondazione - Resoconto
Ricostruzione dei fatti, ultimi aggiornamenti:
Scuola di montaggio - Mercoledi 29 ottobre mentre il
decreto legge Gelmini diventava legge l'appuntamento di tutto il mondo scolastico era fissato la mattina in p.za Navona.
I primi ad arrivare in piazza sono stati studenti medi e il camion dei cobas scuola ..leggi tutto
Video - 29 Ottobre 2008 - I burattini del potere - clicca qui per vedere il video
Video - La verità sui fatti di Piazza Navona (aggiornamento #1) - clicca qui per vedere il video
Video - La verità sui fatti di Piazza Navona - clicca qui per vedere il video
Altro materiale fotografico e video:
Servizio fotografico sui fasci in Piazza Navona (quando pestano gli studenti medi e durante gli scontri) (fonte: http://lombardia.indymedia.org) clicca qui
Queste immagini testimoniano, inoltre,il modus operandi che negli ultimi due anni il Blocco ha messo in pratica davanti alle scuole romane per intimidire gli studenti di sinistra e garantirsi agibilità. clicca qui - Ingrandite
Video - Liceali picchiati in Piazza Navona - clicca qui per vedere il video di "Chi l'ha visto"
Video - Scontri Piazza Navona - I pestaggi prima degli scontri - clicca qui per vedere il video del Tg2
Video - provocatori a Roma Piazza Navona - clicca qui per vederlo su youtube.com
Video - Levati francesco - clicca qui per vederlo su youtube.com
Accusa alle forze dell'ordine: non si sono messe di mezzo, li hanno lasciati fare,
c osì abbiamo sbaragliato i fascisti: Il racconto dei militanti di Rifondazione:
ROMA — Parliamoci chiaro: prima che arrivassimo noi c'erano già state tre aggressioni contro
persone finite all'ospedale o comunque rimaste ferite. Ammesso e non concesso che ce l'avesse
avuta prima, quella gente non aveva più alcuna legittimità a stare in piazza. Abbiamo chiesto che
fossero allontanati, e niente. Gli abbiamo gridato di andarsene, e niente. A quel punto li abbiamo
caricati e sbaragliati. Basta, finito. Inutile stare a nascondersi o girarci intorno. ..leggi tutto
Questa è una cronaca, ovviamente parziale, di quanto accaduto ieri a Piazza navona. (fonte: http://www.militant-blog.org)
CAUSA
Ieri mattina il Blocco Studentesco ha tentato per l’ennesima volta di strumentalizzare la protesta studentesca presentandosi direttamente sotto il
Senato così come aveva già fatto il giorno precedente. Il giochino è paraculo quanto semplice, arrivo con il mio camion e la mia
amplificazione, mi porto pure il servizio d’ordine di squadristi e a quel punto cerco di monopolizzare la comunicazione di una piazza che si presenta
spontanea e non strutturata. Insomma, come si dice in gergo, metto il cappello. Ma non è detto che quello che funziona una volta funzioni per
sempre. Ieri, infatti, a rovinare i piani di Casa Pound ci hanno pensato i lavoratori dei Cobas Scuola che, a differenza dei borghesucci fascisti di Piazza
dei Giuochi Delfici, avevano mille e una ragione per stare in piazza. Visto che il decreto taglierà 87.000 posti di lavoro colpendo principalmente i
precari che non vedranno rinnovato il loro contratto. A quel punto i fascisti, infastiditi anche dalla presenza di un'altra amplificazione che rompeva il
loro monopolio, hanno comunque tentato di prendere la testa della manifestazione caricando più volte studenti e lavoratori che non volevano farsi
strumentalizzare. Il tutto sotto lo sguardo acquiescente delle forze dell’ordine. Direte voi, ecco che riemerge il pregiudizio nei confronti delle
guardie, ma leggete quanto scrive Curzio Maltese (mica un Autonomo) su La Repubblica (mica Lotta Continua) di oggi. A rimetterci sono stati alcuni studenti
e due compagni, uno dei quali dopo essere caduto a terra colpito da una catenata è stato preso a calci in testa da numerosi di questi
“eroici” combattenti (daje Vale’, partigiano combattente sempre in prima fila).
EFFETTO
La notizia dell’aggressione fa il giro della città, arriva al corteo degli studenti medi e nelle Facoltà occupate della Sapienza. La
rabbia è diventata enorme e si è fatta onda, questa si, incontrollabile. Perché ne abbiamo le palle piene delle aggressioni sotto le
scuole, delle coltellate assassine, degli assalti squadristici contro i centri sociali… e perché questi topi di fogna d’ora in poi
dovranno averlo ben chiaro: guai a chi ci tocca.Arriviamo incordonati su Corso Vittorio Emanuele accolti dagli applausi dei compagni giovanissimi cacciati
a bastonate dalla piazza. Ad attenderci altri cordoni, altri compagni e altre compagne. La stessa rabbia negli occhi, la stessa determinazione. Si va. Il
corteo entra da Piazza di San Pantaleo, un cordone di PS ci si para davanti, ma oggi non è aria e allora si spostano. Qualcuno lancia un coro:
CAMERATA, BASCO NERO e il corteo risponde ruggendo IL TUO POSTO E’ AL CIMITERO. Finalmente, non se ne poteva più della presunta
apoliticità, dei “ne destra ne sinistra” dei vari Bascetta e dei suoi epigoni. Entriamo in piazza, parte, ritmato, un SIAMO TUTTI
ANTIFASCISTI. Li vediamo, stanno dall’altra parte della piazza. Avanziamo compatti, incordonati, decisi. Noi siamo a mani nude, loro hanno tutti dei
manici di piccone. Avanziamo ancora, arriviamo a dieci metri da loro. Qualche “pompiere” si para davanti, dice di “non rompere” il
movimento. Ma vaffanculo, che movimento vuoi fare con chi spranga i compagni. Al tre, decidiamo, si parte. UNO e allora pensi cazzo non c’ho niente
in mano DUE e neanche un fazzoletto in faccia TRE ma ‘sti cazzi CAAARICAA. Vola di tutto, le loro prime file reggono quelli dietro si squagliano come
neve al sole. Provano a tenerci a distanza coi bastoni e noi non abbiano altro a disposizione che le sedie di vimini del bar affianco. Che anche se
lanciate da un palazzo non farebbero male a nessuno. Fa niente, li stringiamo all’angolo, li sommergiamo. Qualcuno arriva al contatto, e ora quel
bastone sai dove te lo infiliamo, pezzo di merda. Scappano, scomposti. Polacchi sta li a chiamare la linea, ma non s’è ancora accorto che
dietro non c’è più nessuno. Si gira, capisce, e la sua faccia, da sola, vale il prezzo del biglietto. La polizia a quel punto carica
sia noi che loro. Finisce così, alcuni di noi sono ammaccati ma nemmeno un dubbio ne valeva la pena, cazzo se ne valeva la pena. 50 fascisti armati
di bastoni sono stati cacciati dalla piazza dai compagni a mani nude, e adesso che vadano pure a piangersi addosso. Questa è per Renato,
questa è per DAX.
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