CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS11/02/2012 - Fonte: http://ilblogdioliva.blogspot.com - Pubblicato da Rosa Schiano a 02:47
Sabato notte caccia F-16 israeliani hanno lanciato una serie di incursioni su obiettivi civili in diverse zone della Striscia di Gaza. Durante un attacco un uomo è morto e suo figlio è rimasto ferito in al-Zaytoon, area sud est di Gaza city.
Un F-16 ha bombardato una fattoria di animali poco prima di mezzanotte. Il guardiano della fattoria, Abed Alkareem Azaitooni, 71 anni, è rimasto ucciso. Si trovava all'interno di un capanno di acciaio posto accanto al recinto per gli animali.
Suo figlio, Mohammed Azaitooni, 22 anni, è rimasto ferito. Stava portando del cibo a suo padre. La maggior parte degli animali nella fattoria sono morti e le attrezzature sono danneggiate. Il proprietario della fattoria ha perso una ventina di mucche, una trentina di pecore e gran parte del cibo per gli animali.
La stessa fattoria fu colpita anche durante Piombo Fuso e fu poi ricostruita.
Anche l'abitazione accanto alla fattoria ha subito dei danni ma fortunatamente nessuno all'interno è rimasto ferito. "Sono stato fortunato perché fino a 10 minuti prima del bombardamento mi trovavo con Abed", ci ha riferito il proprietario dell'abitazione.
Sul posto abbiamo trovato 5-6 ragazzi intenti a cercar di recuperare il mangime per gli animali e tutto ciò che poteva essere salvato.
Una giacca era appesa ad una colonna di cemento, era la giacca di Abed. Galline camminavano fra le macerie della fattoria. Una giaceva a terra morta. Un gallo camminava sul suo corpo lo spingeva con il becco, come se stesse cercando di incitarla a muoversi.
Dalle macerie spuntava la testa di una pecora. Sul terreno, un enorme cratere provocato dalla bomba. Macerie erano sparse ovunque.
Il giorno successivo all'attacco siamo andati alla mourning tent (la tenda del lutto). Abed Kareel Zaytouni aveva 9 figli, 6 maschi e 3 femmine.
La sua famiglia è originaria di Jaffa. Abed aveva passato gli ultimi 20 anni della sua vita lavorando come guardiano. Tornava a casa solo un giorno a settimana. Ha iniziato a lavorare in questa fattoria sei anni fa. Quando era giovane lavorava come facchino.
Suo fratello, Achmed, 73 anni, ci ha detto: "Siamo cresciuti senza i nostri genitori, nostro padre è morto prima che me ne potessi ricordare. Siamo venuti da Jaffa direttamente a Gaza. La nostra vita è iniziata con sofferenza, cercavamo sempre di lavorare ovunque potevamo. Alla fine ognuno si è sposato ed ha avuto una propria famiglia."
Abbiamo visitato il figlio di Abed, Mohammed, 22 anni, ricoverato allo Shifa hospital.
Mohammed lavorava nella stessa fattoria del padre, dava da mangiare agli animali. Ha iniziato a lavorare lì 4 anni fa.
Portava sempre del cibo a suo padre durante il suo orario lavoro. Quella notte avrebbe voluto dargli il cambio, così che suo padre potesse avere una notte di riposo.
Dopo il bombardamento ha cercato subito suo padre, ne sentiva i lamenti. I lamenti poi si sono fermati.
Dieci minuti dopo è arrivata l'ambulanza.
Mohammed si trova ancora in ospedale, vi resterà fino a quando le sue ferite saranno sanate abbastanza da parmettergli di tornare a casa. Ha diverse costole rotte ed un polmone perforato.
Durante quella stessa notte, gli F-16 israeliani hanno lanciato tre incursioni simili in Rafah e Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza. Uno degli attacchi ha colpito un capanno agricolo nel villaggio di al-Qarara. Il secondo attacco ha colpito una stanza vuota di una casa nel villaggio di al-Shouka. Il terzo attacco è avvenuto in un'area vuota nel villaggio di al-Shouka.
Israele nei suoi comunicati ha affermato di aver bombardato obiettivi militari. Gli obiettivi che Israele ha bombardato sono obiettivi civili. Gaza continua a vivere sotto assedio e sotto un cielo sorvolato quotidianamete da aerei militari. Gaza continua a piangere i suoi morti.
Fonte: nena-news.com
E' stata confermata prima di mezzogiorno la tregua tra il movimento islamico Hamas e Israele. Sebbene non si tratti di un accordo formale (come nei casi precedenti, si basa sul fatto che ognuna delle parti afferma di "rinunciare alle ostilità" se lo fa anche l'altra parte), il governo di Hamas ha raggiunto evidentemente un'intesa con le altre fazioni armate palestinesi, responsabili del lancio di razzi su Israele. Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa palestinesi, anche il PRC (Palestinian Resistance Committees), il gruppo armato che ha rivendicato il lancio di diversi razzi Qassam e Grad su Be'er Sheva e Ashdod (sud di Israele), ha annunciato di rispettare "temporaneamente" il cessate il fuoco. Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Riunione la scorsa notte del gabinetto di sicurezza israeliano. Si va verso l'escalation. Pronti i carri armati. Le Forze Armate autorizzate ad intensificare gli attacchi aerei contro Gaza. Nuovi lanci di razzi verso il sud di Israele. Almeno 120 palestinesi arrestati in Cisgiordania. Ieri terzo giorno di bombardamenti: la Striscia di Gaza è una polveriera. Il bilancio è salito ieri a 15 morti e almeno 44 feriti. Tra le vittime un ragazzo di 13 anni, un bambino di cinque e uno di due. È la risposta israeliana all'attacco di giovedì ad Eilat, dove un commando palestinese ha aperto il fuoco contro un autobus e due auto provocando otto vittime. Le autorità di Tel Aviv non retrocedono: la responsabile è Hamas, Gaza va punita. E mentre Apache e F-16 dell'aviazione israeliana proseguono nei bombardamenti a tappeto, distruggendo case, fabbriche, parchi gioco, Hamas si prepara a reagire. Il gruppo ha annunciato ieri la fine del cessate il fuoco, in vigore da due anni. Le Brigate Al-Qassam, braccio armato del partito che controlla la Striscia, riprendono la lotta: «Non esiste più alcuna tregua con l'occupante israeliano di fronte al massacro commesso contro la popolazione palestinese senza alcuna giustificazione. Chiamiamo tutti i gruppi ad unirsi nella lotta contro i crimini d'Israele». Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Sale a 14 il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza, dove da giovedì, in seguito agli agguati compiuti nel sud del paese, da un commando palestinese che ha provocato la morte di 8 israeliani (6 civili e 2 soldati), l'aviazione israeliana ha sferrato una dura rappresaglia come annunciato dal premier Netanyahu e dal ministro della Difesa Barak. L'ultimo raid è avvenuto all'alba di questa mattina contro un'automobile che trasportava civili: uccisi tre palestinesi, incluso un bimbo di tre anni. In risposta agli attacchi aerei compiuti da F-16 e Apache dello stato ebraico, sono decine i razzi lanciati dalla Striscia nelle città a sud di Israele, in particolare contro Ashdod, che questa mattina hanno ferito lievemente tre cittadini israeliani. I lanci su Be'er Sheva sono stati rivendicati dal Popular Resistance Committees (PRC). Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Non si è fatta attendere la rappresaglia di Tel Aviv sulla Striscia, in seguito agli attacchi armati sferrati nel Sud del paese. Hamas nega il coinvolgimento, mentre ricomincia il lancio di razzi su Ashkelon e Be'er Sheva. E' stata immediata la reazione ieri dell'aviazione militare israeliana ai molteplici attacchi che hanno colpito il sud di Israele: nella tarda serata di giovedì sono stati sferrati attacchi aerei su Beit Hanoun e Beit Lahiya (nel nord) e Khan Younis (nel sud). Colpito anche il sud nei pressi di Rafah, dove sono stati uccisi 7 palestinesi, tra cui diversi membri del Popular Resistance Commitee, militanti della resistenza popolare (PRC).Israele accusa infatti il PRC, un gruppo che mette insieme miliziani di diverse fazioni politiche, creatosi a Gaza nel 2000, degli attacchi, nonostante l'organizzazione abbia negato qualsiasi coinvolgimento. Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Durante i mesi di maggio e giugno, sono proseguiti gli attacchi dei coloni contro civili palestinesi, la maggior parte dei quali diretti ai terreni agricoli nel Nord della Cisgiordania. Le aggressioni (danneggiamento di proprietà agricole, incendi di alberi di ulivo e distruzione di campi di grano), appaiono come un piano sistematico di attacco delle terre vicine alle colonie: molti contadini palestinesi temono che i coloni stiano organizzando tali aggressioni al fine di confiscare terreni utili all'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Numerosi attacchi si sono verificati ad Hebron, costringendo almeno tre palestinesi, tra cui un bambino di sei anni, a ricorrere alle cure mediche. Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Attacchi armati nel sud di Israele, 7 vittime e decine i feriti. Prima ancora che siano chiarite le dinamiche di quanto avvenuto, il ministro della Difesa Barak si affretta ad accusare Gaza. Leggi tutto
Gaza, stiamo arrivando. con Vittorio nel cuore!Fonte: contropiano.org
La Freedom Flotilla sta ormai per partire verso Gaza. Tutti a bordo!!
Le navi della Freedom Flotilla 2 – Stay Human partiranno nei prossimi giorni dai porti del Mediterraneo, con destinazione la Striscia di Gaza assediata, per interrompere l'illegale blocco navale israeliano. L'iniziativa della Freedom Flotilla, di cui è parte la nave italiana "Stefano Chiarini", è assolutamente legale e non violenta. Respingiamo con forza le ridicole insinuazioni della propaganda sionista in merito alle armi o ad altri strumenti offensivi a bordo delle nostre navi. La "Stefano Chiarini" e le altre imbarcazioni della Freedom Flotilla 2 saranno cariche solo dell'umanità solidale di centinaia di difensori dei diritti umani di ogni nazionalità e di ogni fede religiosa, di cittadini del mondo uniti dalla determinazione di colmare il vuoto della colpevole inerzia dei nostri governi, che nulla hanno fatto e nulla fanno per alleviare le sofferenze del popolo palestinese e per sanzionare l'occupazione israeliana. Non porteremo armi, ma aiuti umanitari, materiale per ricostruire le case e gli ospedali bombardati, materiale scolastico e giocattoli per i bambini di Gaza, medicinali e strumenti sanitari.
Facciamo appello a tutti gli amici del popolo palestinese, della pace e della giustizia, così come a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, ai movimenti ed all'associazionismo affinché nei prossimi giorni mantengano alta l'attenzione sulla partenza e sul viaggio delle nostre navi e siano pronti a mobilitarsi immediatamente nel caso il governo israeliano decida di mettere in atto le sue minacce e di attaccare la Freedom Flotilla, come avvenuto lo scorso anno, quando vennero assassinati dai militari israeliani nove attivisti. Nel caso l'attacco minacciato si verificasse, invitiamo sin da ora a scendere subito in piazza, a Roma all'ambasciata israeliana in Via Michele Mercati, a Milano al consolato israeliano in Corso Europa ed in tutte le altre città nelle piazze principali.
A Roma sarà in funzione, dalla metà di questa settimana, un info point in Via Baldassarre Orero n. 61, che manterrà costantemente il contatto con la "Stefano Chiarini" e diffonderà le informazioni e le comunicazioni. Invitiamo ad attivare iniziative simili ovunque possibile. Saremo vicini ai nostri compagni, amici e fratelli in ogni momento. L'obiettivo della Freedom Flotilla è quello di far cessare, completamente e permanentemente, l'assedio illegale di un milione e mezzo di donne e uomini. Né più, né meno.
Restiamo umani.
Il Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia
Per ricevere notizie dalla e sulla Freedom Flotilla
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sito : http://www.freedomflotilla.it/
e dalla coalizione, witnessgaza : http://witnessgaza.com/
DARG TEAM, DA GAZA IN ITALIA NEL NOME DI VITTORIOTour nel nostro paese dei Darg, rapper (ma non solo) di Gaza. Nei loro testi raccontano la Palestina e la loro vita nella Striscia sotto assedio. Si esibiscono nel nome del loro amico e compagno assassinato, Vittorio Arrigoni.
ALESSANDRA FAVA
Genova, 11 gennaio 2011, Nena News – In pubblico non possono suonare neppure a Gaza, dove vivono. Se fanno un concerto Hamas stacca la luce (almeno loro pensano sia andata così tre settimane fa). Eppure basta che mandino un sms e si materializzano centinaia di fan. Alla chetichella. Come fosse un rave party. Su Facebook hanno diecimila contatti. Si chiamano Darg Team come Da Arabian Revolution Guys, fanno un hip-hop «all'ottanta per cento politico» e sono una faccia della nuova rivoluzione palestinese. Viaggiano sull'onda del movimento del 15 marzo, di quello del 5 maggio, le nuove forme di protesta pacifista che circolano su Twitter, Internet e sulle bocche della gente. Ieri sera hanno suonato a Genova al «Che Festival» di Music for peace, una onlus genovese che organizza missioni umanitarie in zone di conflitto ed è già stata a Gaza due anni fa distribuendo viveri a 2.400 famiglie e torneranno alla fine del mese con 8 container. «Darg Team ha scritto una canzone per Vittorio Arrigoni, lui doveva essere qui con noi il 2 giugno. È come avercelo portato», commenta Stefano Rebora, fondatore e presidente.
A parlare per il Darg è invece Fadi M. Bakheet, art director del gruppo, 29 anni. «Siamo in otto tra i 24 e i 29 anni, tre stanno sul palco (Sam, Mady e Bess che hanno fondato il gruppo nel 2004), uno fa foto. Tutti scriviamo pezzi e musiche, poi discutiamo, riscriviamo finchè esce fuori quello che sentiamo».
Da dove nasce quel «Da»?
È uno scherzo linguistico, su The, tha inglese che diventa Da.
È la seconda volta che uscite da Gaza in tournèe. Che cosa avete in scaletta?
I nostri sono tutti pezzi hip-hop, in arabo. Nella scaletta abbiamo messo Unadikum, un pezzo libanese molto famoso di Ahmed Qabour e Tawfiq Zayyad. L'abbiamo riarrangiata e dedicata a Vittorio Arrigoni. Vittorio la cantava sempre, la faceva cantare alla gente nelle manifestazioni. Ci sembra ilmodo migliore di ricordarlo.
In Italia tanti hanno cercato di trovare una chiave di lettura al suo omicidio. Che cosa ne pensate?
La morte di Vittorio è stato un evento veramente tragico. Per noi era era un palestinese, non un occidentale. Protestava con noi, viveva con noi, era uno della famiglia. La notte che fu rapito tutta Gaza s'è svegliata ed è andata dal ministro dell'interno a chiedere che cercasse di liberarlo. Queste azioni a Gaza sono inaccettabili. Pensiamo che ci sia stata una regia, non palestinese. Sembra un lavoro del Mossad. E la gente di Gaza non ha mai accettato questo omicidio.
Puoi tradurre qualche frase di Unadikum?
«I palestinesi piangono la tua morte, caro fratello. Che tu possa riposare in pace. Non ti dimenticheremo mai. Scriverò parole di resistenza su tutti i muri del mio cervello, come fossero tatuaggi». È una canzone che tutti conoscono, è proprio una canzone della rivoluzione in atto. Un'altra nostra canzone, Long Live Palestine dice «non avere paura, non essere spaventato, c'è un domani luminoso. Dammi una penna e scriverò il mio dolore e ti spiegherò che cosa penso attraverso i miei testi. Le nostre case vengono distrutte, i bambini sono senza casa, ma il nostro spirito vive e questo è un dono di Allah. Vivere sotto assedio a Gaza, mi dà il coraggio per tentare di spezzarlo. Gaza vive dentro di me». Un'altra si chiama Demactory, parla del fatto che a Gaza non c'è nè democrazia, nè dittatura (da qui l'acronimo che abbiamo inventato) e che da normali elezioni siamo finiti in un regime con dei tipi appiciccati alle loro sedie, proprio quello che anche gli altri arabi contestano.
Che cosa sta succedendo al movimento dei giovani palestinesi, tipo il 15 marzo?
Va avanti. Nel mondo arabo è in atto una vera primavera. Ci sono i ragazzi del 15 marzo, del 5 maggio, ci sono vari movimenti giovanili a Gaza e nei territori occupati. Tentano una riconciliazione intergenerazionale e sopratuttto, ragazzi e ragazze, vogliono dimostrare che sono in grado di fare qualcosa e uno dei successi è la riconciliazione tra Hamas e Fatah. Come Darg team partecipiamo a tutte le azioni, siamo un piccolo gruppo, ma possiamo fare da collettore naturale. Siamo attivi nelle social commmunity e le nostre canzoni vengono ascoltate da tutti. Tra la Palestina e l'estero abbiamo raggiunto 10mila contatti su Facebook.
Le canzoni di un rapper tunisino sono vietate nel suo paese. Che cosa succede con le vostre a Gaza?
A Gaza non ci sono diritti d'autore. Ma il governo usa il pugno di ferro, ti seguono, ti osservono e cercano di prevenire. A partire dal 2009, cinque anni dopo la fondazione del nostro gruppo, ci hanno detto che non potevamo fare più musica e che ci avrebbero tenuto d'occhio. Noi ce ne siamo fregati e abbiamo continuato a fare musica. È difficile spiegare come funziona Gaza. Possono impedirci di fare concerti in pubblico, non di mettere la nostra musica in rete. E così abbiamo usato Internet anche per ospitare artisti stranieri nelle nostre canzoni e abbiamo continuato a fare piccoli concerti privati.
Piccoli in che senso?
Lo scorso anno ad aprile abbiamo mandato un po' di sms in giro per un concerto in un albergo di Gaza City. Alla fine ci siamo trovati in 200 e passa. L'ultimo concerto tre settimane fa è stato pubblico, abbiamo suonato per il convoglio italiano. Purtroppo la corrente è andata via molte volte. Siamo convinti che siano stati quelli Hamas.
In che cosa sperate?
Vogliamo la libertà per la Palestina non solo per Gaza. Andremo avanti con la resistenza pacifica, continueremo a scrivere testi, invitare gente a Gaza e cercare di raggiungere più gente possibile per influenzare le decisioni mondiali e finalmente trovare un equilibrio per il Medio oriente. Per il resto siamomolto ambiziosi, vogliamo essere fra gli autori della cultura moderna palestinese e vorremmo che la musica diventasse la nostra carriera.
I Darg suonano stasera a Torino. Poi Milano, Bologna, Firenze, Urbino, Roma, Trento. Il 20 luglio contano di essere a piazza Alimonda, dieci anni dopo la morte di Carlo Giuliani.
Questa intervista e' stata pubblicata l'11 giugno 2011 dal quotidiano Il Manifesto
Fonte: forumpalestina.org
La marina militare israeliana ha fermato oggi a colpi di armi da fuoco una nave proveniente dall'Egitto con aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza e l'ha costretta ad invertire la rotta. Lo riferiscono fonti locali confermando che l'episodio si è concluso senza vittime. La nave Finch - ribattezzata 'Spirito di Rachel Corriè - l' attivista statunitense uccisa dagli israeliani a Gaza nel 2003 - era partita dal Pireo (Grecia) l'11 maggio scorso e poi aveva attraccato al porto egiziano di el-Arish, nel Sinai settentrionale. È stata intercettata dalla marina israeliana quando ha cercato di entrare nelle acque di Gaza. A bordo trasporta tubature destinate alla rete fognaria di Gaza. Un segnale pesante per la rotta della Freedom Flotilla internazionale che a giugno cercherà di forzare il blocco navale israeliano che assedia Gaza.

guerrillaradio - Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.
Vittorio Arrigoni - Facebook Page about Vittorio Arrigoni
ISM confirms the death of Vittorio Arrigoni
Vittorio Arrigoni, intervista inedita su Savonanews.it, girata a Gaza - Jabalia da Mario Molinari. Il montaggio del filmato era e resterà incompiuto dopo l'omicidio di Vittorio. Info: m.molinari@mac.com Guarda il video
Vittorio Arrrigoni Gaza risponde a Roberto Saviano. "Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni... quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz " J. Saramago Guarda il video
Vittorio non è mai stato così vivo come ora (fonte: contropiano.org)
Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell’aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con il consolato, il processo farsa. Continua
Addio Vittorio, Restiamo umani (fonte: nena-news.com)
Raduni, presidi, veglie, nei Territori Palestinesi sotto occupazione come in Italia. A Gaza City in centinaia, per ricordare e piangere Vittorio Arrigoni. Continua
Restiamo umani! (di Germano Monti - Manolo Luppichini - Giuliana Sgrena fonte: contropiano.org)
Chi ha ucciso Vittorio voleva dirci: «State lontani da Gaza. State lontani dalla Palestina e da tutti i popoli arabi che pretendono di prendere in mano il proprio destino, che osano chiedere autodeterminazione, libertà, giustizia e diritti umani». Chi ha spento la splendida vita di un uomo meraviglioso ha sbagliato i suoi conti. A migliaia, da tutto il mondo, torneremo a Gaza ed in Palestina, romperemo l'assedio medioevale imposto dallo Stato di Israele ad un milione e mezzo di persone... Continua
Cosa c'è dietro l'uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza La competizione tra i network della Jihad
(di Sergio Cararo, fonte forumpalestina.org)
Il rapimentoe l'assassinio di Vittorio Arrigoni per mano di un gruppo islamico di ispirazione salafita, segnala l'aspra competizione in corso tra i network dell'islam politico, una competizione accentuata dalle rivolte, dagli sconvolgimenti e dalle alleanze spurie e inedite in corso nel Medio Oriente. A Gaza questa competizione tra Hamas e i gruppi islamici salafiti, già in diverse occasioni è sfociata in scontri sanguinosi. Continua
Vittorio è stato ucciso per dare un segnale: "State alla larga da Gaza e dalla Palestina" (fonte forumpalestina.org)
Le cause e la dinamica del sequestro e dell'uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista e corrispondente del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina da Gaza, sono in corso di ricostruzione. Alcune informazioni e alcune valutazioni possono però essere indicate sin da ora.
Vittorio era in procinto di rientrare in Italia per poter collaborare alla missione della Freedom Flotilla che a maggio intende rompere l'assedio della popolazione palestinese di Gaza, un assedio che Vittorio ha sistematicamente denunciato e documentato da anni.
Vittorio è stato trovato già morto quando la polizia palestinese, aiutata dalla popolazione, era riuscita a trovare il posto dove era tenuto sequestrato. L'ultimatum di 30 ore dunque era solo pretestuoso. I sequestratori sono giovanissimi, di cui almeno uno è cittadino giordano e non palestinese. Continua
Fonte: forumpalestina.org
Nella Striscia di Gaza da ieri è in corso un'escalation di attacchi sia da parte dell'aviazione sia dell'artiglieria israeliana. Quattro persone, tra cui un anziano, sono state uccise e altre 40 ferite, comprese diverse donne e bambini, oggi pomeriggio, durante attacchi aerei e dell'artiglieria israeliana. I raid aerei contro i tunnel di Rafah hanno provocato 3 morti e 14 feriti. Il corrispondente di Infopal riferisce che i violenti bombardamenti aerei e di artiglieria non ha precedenti nella Striscia di Gaza dopo la guerra del 2008. Sono state colpite anche le centrali elettriche. Nel primo pomeriggio, i missili sparati da carri armati israeliani hanno ucciso un anziano e ferito sei persone. Testimoni oculari hanno spiegato che un anziano, Mahmoud al-Manasra, 50 anni, è stato ucciso da proiettili dell'artiglieria lanciato contro la sua abitazione, nel quartiere di ash-Shuja’iyah, a Gaza City. Due persone sono rimaste ferite da bombardamenti che hanno preso di mira il già distrutto aeroporto internazionale "Yasser Arafat", a Rafah. Altri bombardamenti si sono abbattuti su Khan Younis.
A Sderot, nel Negev, uno scuola-bus israeliano è stato colpito da un razzo anti-carro lanciato dalla Striscia di Gaza: due persone sono rimaste ferite, tra cui un ragazzino. Nessuna fazione della resistenza ha, per il momento, rivendicato il lancio. Questi attacchi fanno seguito a una nottata di bombardamenti: quattro raid israeliani e un ferito. Questa mattanza ha già un nome: "Operation Scorching Summer" ("Bruciatura d'estate").
di Redazione Contropiano - www.contropiano.org
"Proteggere i civili", "impedire i bombardamenti dagli aerei". Una risoluzione dell'ONU con una no fly zone sarebbe utile e urgente anche per la Striscia di Gaza dove i civili uccisi dalle forze armate israeliane sono il quadruplo di quelli morti in Libia.
L'aviazione israeliana ha lanciato anche questa mattina un nuovo raid dibombardamenti sulla Striscia di Gaza. Nella notte c'erano stati altri tre raid aerei. Dalle prime notizie non ci sarebbero vittime tra i palestinesi ma solo danni a strutture con effetti sulla distribuzione dell'elettricità. Ieri alcuni razzi lanciati dai gruppi palestinesi attivi a Gaza erano riusciti a raggiungere la città industriale di Askhelon, nel sud di Israele ma senza fare vittime. I razzi erano partiti subito dopo il seppellimento di otto palestinesi uccisi nei raid israeliani dei giorni scorsi. Il premier israeliano Netanyahu ha affermato che Israele "per proteggere i propri cittadini" si appresta ad una prova di forza su Gaza.
Fonte: infopal.it
Gaza - Questo pomeriggio, le forze d'occupazione israeliane hanno lanciato un nuovo, feroce, attacco contro la Striscia di Gaza: cinque palestinesi, tra cui due bambini, sono stati uccisi, e almeno dieci sono stati feriti.
Secondo quanto hanno raccontato testimoni oculari, l'abitazione di Faiq al-Helu, in via an-Nazaz, è stata colpita da almeno cinque cannonate israeliane: i bambini della famiglia sono stati sterminati.
Colpito in pieno anche il campo di calcio nel quartiere di ash-Shuja'iyah, ad est di Gaza City, e pesanti sono stati pure gli attacchi nell'area di Nahal Oz, sempre ad est di Gaza City, dove si è registrato il maggior numero di feriti.
I corpi delle vittime sono stati già trasferiti all'ospedale della città, ash-Shifa.
Le vittime sono Mohammed Jihad al-Helu, di 11 anni; Yasser 'Ahed al-Helu, 16 anni; Yasser Hamid al-Helu, di 50; Mohammed Saber Hararah, di 20. La quinta vittima non è stata ancora identificata.
Fonti mediche locali hanno fatto sapere che gran parte dei feriti sono gravi e che resta ancora incerto il numero esatto. Quelli accertati finora sono tra gli otto e i dieci.
Fonte: Infopal
Questa mattina, raid aerei dell'Aviazione israeliana sono tornati a colpire la Striscia di Gaza assediata.
Le operazioni aeree si sono concentrate a nord e a sud di Gaza.
Un sito noto come as-Safinah, in passato sede dell'Intelligente locale, è stato colpito da un primo raid a nord ovest di Gaza City.
Per la terza volta, nell'arco di pochi giorni, Israele ha attaccato una postazione della brigate al-Qassam a Khan Younes (Striscia di Gaza sud). Qui sono stati lanciati due missili e, come nel primo raid, non ci sarebbero stati feriti.
Da terra, intanto, l'artiglieria israeliana ha aperto il fuoco contro proprietà palestinesi, arrecando danni ad alcuni terreni agricoli nell'area di al-Wasta dove un cittadino palestinese è rimasto ferito.
Il premier israeliano ha fatto sapere di non escludere un'intensificazione negli attacchi contro la Striscia di Gaza in risposta ai colpi di mortaio che vengono lanciati in direzione del Negev, ma anche in conseguenza dell'episodio di sabato scorso, dove un soldato è stato ucciso - presumibilmente per "fuoco amico" come dichiarerà ufficialmente l'esercito. Altri quattro soldati dello Stato ebraico erano rimasti feriti.
Fonte: nena-news.com
Non esiste un nuovo piano per Gaza – non c’è il vero desiderio di occuparla e metterla sotto diretto controllo israeliano. C’è l’intenzione di abbattere la Striscia e la sua popolazione ancora una volta, ma con più brutalità e per un lasso di tempo più breve.
DI ILAN PAPPE
Ancora una volta ascoltiamo tamburi di Guerra in Israele e risuonano perché è ancora una volta l’invincibilità di Israele ad essere in discussione. Nonostante la trionfante retorica dei reportage commemorativi apparsi nei diversi media, due anni dopo “Piombo Fuso”, il sentimento è che quella campagna fu un fallimento tanto quanto lo è stata la seconda guerra del Libano del 2006. Sfortunatamente, i leader, i generali e la maggior parte dell’opinione pubblica nello stato ebraico, conoscono solo un modo per affrontare le sconfitte e i fiaschi militari. Possono trovare riscatto solo attraverso un’altra operazione di successo o una guerra, basta che siano condotte con maggiore forza e crudeltà della precedente, con la speranza di ottenere migliori risultati al prossimo round.
Forza e potenza, così come sono spiegate dai commentatori di punta nei media locali (ripetendo a pappagallo ciò che ascoltano dai generali dell’esercito) sono necessarie come “deterrente”, “per dare una lezione”, e per “indebolire” il nemico. Non esiste un nuovo piano per Gaza – non c’è il vero desiderio di occuparla e metterla sotto diretto controllo israeliano. C’è l’intenzione di abbattere la Striscia e la sua popolazione ancora una volta, ma con più brutalità e per un lasso di tempo più breve. Ci si potrebbe chiedere, perché questa volta dovrebbe portare a risultati diversi da quelli ottenuti con Operazione Piombo Fuso? Domanda sbagliata. La questione è, cosa altro l’attuale elite politica e militare di Israele (che include il governo e i maggiori partiti di opposizione) fa? Leggi tutto
Fonte: nena-news.com
Gli aerei israeliani colpirono per tutto il giorno la Striscia. Era l’inizio di «Piombo fuso» che dopo tre settimane avrebbe lasciato sul terreno 1.400 palestinesi morti, tra i quali centinaia di donne e bambini. Oggi a Roma la commemorazione delle vittime.
Gerusalemme, 27 dicembre 2010, Nena News – Apparvero in cielo all’improvviso intorno alle 11.30, le decine di cacciabombardieri israeliani che il 27 dicembre di due anni fa colpirono massicciamente e in più punti la Striscia di Gaza facendo strage in particolare di agenti di polizia riuniti per una cerimonia ufficiale. Ma era solo l’inizio di «Piombo fuso», il nome con il quale è nota l’offensiva israeliana contro Gaza, che in tre settimane avrebbe ucciso oltre 1.400 palestinesi e ferito almeno altri 5mila, in buona parte civili (gli israeliani uccisi furono 13, quasi tutti militari caduti in combattimento o per fuoco amico). Senza dimenticare le molte migliaia di abitazioni distrutte o danneggiate gravemente. Immensi i danni alle infrastrutture civili. Leggi tutto
Soldati israeliani uccidono un palestinese a Kahn Yunis. Sale la tensione anche a Gaza
(fonte: forumpalestina.org)
Un palestinese ha perso la vita questa mattina in seguito alle ferite riportate dopo un bombardamento dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Un altro uomo è rimasto ferito. La conferma giunge da fonti ospedaliere palestinesi. Da almeno una settimana nella zona sono in corso una serie di violenze.Il bombardamento, avvenuto prima dell'alba vicino alla città di Khan Younis, nel sud della Striscia, segue l'escalation di violenza registrata nell'ultima settimana lungo il confine con il territorio governato da Hamas, e giunge all'indomani dello scontro lungo la frontiera Israele-Libano
Gaza. Gli orfani di Nema
Nonostante la posizione sfavorevole , Piombo Fuso non ha macinato vittime nella famiglia Abu Said. Il massacro si è tuttavia perpetrato quattro giorni fa
16/07/2010 (fonte: it.peacereporter.net)
Gli Abu Said sono beduini, e da quarant'anni vivono dei frutti della loro terra in una fattoria isolata nei pressi di Johr el-Diek, davanti al confine a Est di Gaza City, e per quarant'anni dichiarano di non avere avuto grossi problemi con il bellicoso vicinato israeliano. In realtà, approfondendo il discorso con il capofamiglia, dopo la prima intifada, la seconda intifada e l'inizio dell'assedio, sotto la minaccia delle armi hanno dovuto progressivamente arretrare di molto le loro coltivazioni, se vent'anni aravano a ridosso al confine ora sono retrocessi di 400 metri, con perdite rilevanti: dei bei frutteti che una volta prosperavano carichi di frutta non sono rimaste neanche le radici. Leggi tutto
In Svezia e in Italia i sindacati annunciano il boicottaggio delle merci israeliane.
Il blocco navale israeliano contro Gaza è illegale
(fonte: forumpalestina.org) I lavoratori portuali svedesi hanno deciso di dare il via a un'azione di boicottaggio di Israele, impedendo l'ingresso nei porti delle navi e delle merci israeliane. Lo ha detto Peter Annerback, portavoce dell'organizzazione sindacale Swedish Port Workers Union che conta 1500 membri. Il blocco nei confronti di Israele durerà più di una settimana, dal 15 al 24 giugno. "Non accettiamo il silenzio e la complicità con il terrorismo di stato israeliano e l’ennesima violazione della legalità internazionale. Sosteniamo la campagna di boicottaggio dell’economia di guerra israeliana" hanno detto dal palco della manifestazione di sabato pomeriggio i rappresentanti della Unione Sindacale di Base e dei Cobas prima di dare la parola al rappresentante della comunità palestinese. L’Alto commissario dell’Onu per i Diritti umani, la signora Navi Pillay, ha detto che il blocco navale della Striscia di Gaza è illegale e che va rimosso. “La legge umanitaria internazionale vieta di affamare un popolo come arma di guerra… ed è proibito anche imporre ai civili punizioni collettive”, ha detto Pillay.
E' in preparazione una nuova aggressione israeliana contro Gaza? Voci su una operazione "Piombo Fuso 2" (fonte: Infopal.it) - I comandi militari e politici israeliani stanno delineando scenari per una possibile nuova aggressione a Gaza, che potrebbe durare una settimana, con il coinvolgimento dell'artiglieria e dell'aviazione, preludio di un'invasione via terra. Un alto ufficiale israeliano afferma che "non sono scherzi, siamo in guerra", aggiungendo che l'esercito si sta preprando ad affrontare qualsiasi scenario. Israele accusa di nuovo Hamas di possedere missili che potrebbero colpire obiettivi israeliani. La tv israeliana riferisce che "Piombo Fuso 2" vedrebbe ampiamente coinvolti carri armati Merkava 4, di nuovo tipo, oltre alle brigate d'artiglieria, di fanteria ed "avanzate tecnologie belliche". Un altro ufficiale ha affermato che l'esercito potrebbe invadere aree densamente abitate. Potrebbe anche utilizzare tecnologie avanzate per intercettare missili a corto raggio lanciati da Hamas, i quali - sempre secondo l'ufficiale israeliano - sarebbero del tipo in possesso di Hezbollah. Gli analisti israeliani affermano che questi nuovi sistemi d'arma sono molto costosi, perciò vi è una grande disparità rispetto al costo dei razzi artigianali di Hamas, che gravano sulle casse della Resistenza per circa un paio di dollari l'uno! Nel frattempo, Roni Daniel, analista militare israeliano, afferma che il sistema di protezione "Iron Dome" potrebbe non essere in grado di proteggere le colonie israeliane vicine a Gaza dai razzi artigianali di Hamas, ma potrebbe limitare i danni. Altri analisti sostengono invece che il sistema proteggerebbe Israele anche da un intenso e simultaneo lancio di razzi. Anche a Gaza, i gruppi della Resistenza ritengono che Israele si stia preparando ad una nuova aggressione, perciò essi sono in massima allerta e pronti a controbattere.
Il Cairo, la polizia eegiziana aggredisce la Gaza Freedom March. Molti i feriti (fonte: infoaut.org) - La manifestazione indetta dalla Gaza Freedom March stava cercardo di muovere i primi passi dal museo egizio del Cairo quando è stata brutalmente aggredita dagli apparati di sicurezza egiziani. "I poliziotti egiziani si sono scagliati contro di noi con bastoni e picchiando alla cieca" ci ha riferito una manifestante con la voce rotta dall'emozione. Intanto arrivano sms dai manifestanti "siamo circondati dalla polizia egiziana al museo egizio temiamo nuove cariche. Fate sentire la nostra voce telefonate a tv, giornali, politici e mobilitatevi noi vogliamo raggiungere Gaza." Leggi tutto
Ultime notizie dalla Gaza Freedom March (fonte: forumpalestina.org) - 27 Dicembre 2009 - 28 Dicembre 2009 - 29 Dicembre 2009 - 30 Dicembre 2009
Il mondo tace, s.o.s. Gaza insiste (fonte: forumpalestina.org) Campagna di solidarietà con l’ospedale Al Awda e l’Unione dei Comitati della Sanità. Clicca qui per visionare il documento e le ultime sottoscrizioni
Lo sciopero della fame (fonte: amiciziaitalo-palestinese.org) - Leggi tutto
UNOCHA: a Gaza continua una "prolungata crisi di dignita’ umana" (fonte: amiciziaitalo-palestinese.org) - Il devastante attacco israeliano "Piombo fuso" condotto contro Gaza dal mare, da terra, e dall’aria, ha avuto un catastrofico impatto su quella minuta striscia di territorio. E’ un trauma che tuttavia non e’ iniziato il 27 dicembre 2008, ne’ ha avuto fine il 22 gennaio 2009. A sette mesi dai bombardamenti israeliani, la crisi umanitaria ancora opprime il piccolo territorio costiero, tutt’ora completamente isolato dal resto del mondo. Leggi tutto
Armi misteriose a Gaza (fonte: rainews24.rai.it) - Ho esaminato le immagini gli spettri e le tabelle dei campioni che avete preso a Gaza dopo la recente guerra e mostrano con molta chiarezza che sono state utilizzate in quel posto delle armi basate su nano sistemi e questa è una delle prime prove evidenti che i nano sistemi soprattutto i nano tubi a carbonio possono essere utilizzati con efficacia distruttiva molto forte. A mia conoscenza è il primo caso sperimentato sul campo durante un atto bellico. Così ha commentato il Prof. Alberto Breccia Fratadocchi membro del Comitato Scientifico dell’ organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), le analisi dei campioni delle armi misteriose usate a Gaza nell’ ultimo conflitto(di Maurizio Torrealta) Guarda l'inchiesta su rainews24
S.O.S. GAZA: Una t.a.c. per l'ospedale Al Awda (fonte: forumpalestina.org) Leggi
S.O.S. GAZA: Missione compiuta ma è solo l'inizio (di Germano Monti del Forum Palestina) - Siamo tutti giustamente orgogliosi di aver portato a termine quella che molti ritenevano una mission impossible, per non dire un’iniziativa velleitaria e destinata ad un’inevitabile fallimento. Invece, la delegazione del Forum Palestina e i medici e gli infermieri del progetto "Mente e guerra" sono riusciti a rompere l’embargo che attanaglia la Striscia di Gaza. Siamo entrati nel territorio proibito, abbiamo consegnato il denaro raccolto in tutta Italia per l’ospedale Al Awda e gli operatori sanitari hanno preso servizio presso lo stesso ospedale, a fianco dei colleghi palestinesi. Con i mezzi che avevamo a disposizione, abbiamo documentato i crimini commessi dallo Stato di Israele: abbiamo visitato i feriti ricoverati nell’ospedale Palestine al Cairo e ci siamo recati sui luoghi dei bombardamenti. I feriti che abbiamo visto sono tutti civili, colpiti nelle loro case o in strada da armi terribili, lanciate con feroce cinismo su zone densamente popolate, con lo scopo deliberato di uccidere e rendere invalidi. Nonostante il lavoro eroico dei medici dell’ospedale Palestine, è quasi impossibile sanare le ferite prodotte dal fosforo bianco, dalle DIME e da tutte le altre diavolerie che gli Israeliani hanno scagliato contro una popolazione ..leggi tutto
Pagina sul massacro Israeliano nei confronti del Popolo Palestinese:
Criminale embargo imposto alla Striscia di Gaza - giugno 2007: Inizia il criminale embargo imposto da Israele nei confronti dei palestinesi residenti a Gaza - Il blocco totale di ogni tipo di rifornimento sta causando una catastrofe umanitaria. - Secondo cifre fornite dall’Onu, almeno un milione di abitanti della Striscia, rischiano di subire le conseguenze dell’embargo.
Ramallah - Gaza - Giugno 2006 (fonte: infopal.it) 4000 bambini palestinesi arrestati dal 2000 a oggi. 400 sono attualmente in carcere Leggi
AltriMondiali - Luglio 2006 (di Michele Papagna coordinatore de l'Altropallone) urge sostegno concreto e straordinario per i 7 palestinesi di Gaza Leggi
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Palestina Attacco a sud est di Gaza city - Airstrike south east Gaza city
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Cuba Il nostro omaggio a Camilo Cienfuegos per il 50esimo anniversario dalla sua scomparsa
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Valibona La battaglia di Valibona il 3 Gennaio del 1944
Lanciotto Ballerini Biografia di Lanciotto Ballerini, eroe Antifascista, comandante Partigiano.

