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L'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato

Visualizza le tavole planimetriche dell'opera

volantino NO autostrada

Quella che le autorità locali si ostinano a chiamare bretella Lastra a Signa - Prato, in realtà è un'autostrada a 6 corsie (4 di scorrimento e 2 di sosta) che collega la Mezzana Perfetti Ricasoli e la Fi-Pi-Li. Questa autostrada si svilupperà per poco più di 9 chilometri nei territori dei Comuni di Scandicci, Lastra a Signa, Signa e Campi Bisenzio e prevederà il pagamento di un pedaggio.
Il costo totale dell'intervento ammonta a circa 243 milioni di euro di cui 28,9 milioni come contributo della Regione (pari al finanziamento del 12 per cento circa). Per la realizzazione si è ricorsi al project financing, una procedura che prevede l'intervento di un privato che, attraverso la concessione e il pagamento di un pedaggio per l'utilizzo dell'arteria, conta di assicurare la fattibilità economica dell'intervento. La concessione ha una durata di 45 anni. Il soggetto privato è la società Infrastrutture Toscane, nella quale confluiscono Autostrade per l'Italia Spa, (46%), Camera di Commercio di Firenze (31%), insieme a Baldassini - Tognozzi - Pontello, Consorzio Toscano Costruttori, Consorzio Stabile Ergon, Consorzio Etruria, società Spea, Global Service Toscana, Camera di Commercio di Prato, Mps per l'Impresa, Cassa di Risparmio di Prato, Cassa di Risparmio di Firenze e Cassa di Risparmio di San Miniato.

Descrizione dell'opera
L'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato inizia con l'interconnessione con la strada Mezzana - Perfetti Ricasoli, in prossimità di Capalle, nel comune di Campi Bisenzio (tav. 1/7). Sovrappassa l'autostrada A/11 Firenze - Mare e il fiume Bisenzio attraverso un primo viadotto (Viadotto Bisenzio di 370 metri di lunghezza, tav. 1/7), affronta un primo svincolo (Svincolo SS 325 "Val di Setta", tav. 1/7) e prosegue il suo tracciato cominciando a incunearsi nel Parco delle Miccine (tav.2/7). Incontra un secondo svincolo (Svincolo con asse delle industrie, tav. 2/7), lambisce la zona artigianale e industriale nei pressi dello stadio Zatopek e si misura con un terzo svincolo (Svincolo di Campi Bisenzio con area di servizio, tav. 3/7; sulle rampe da e per Nord è prevista l'esazione del pedaggio). L'autostrada regionale conclude l'attraversamento del Parco delle Miccine avvicinandosi alla strada Barberinese, oltrepassando l'indicatore attraverso un secondo viadotto (Viadotto Indicatore di 370 metri di lunghezza, tav. 4/7) e dirigendosi verso Signa. Affronta un quarto svincolo (Svincolo di Signa, tav. 4/7; su ciascuna rampa è prevista l'esazione del pedaggio.), costeggia San Mauro a Signa e attraversa il fiume Bisenzio, il Parco dei Renai (tav. 5/7) e il fiume Arno attraverso un terzo viadotto (Viadotto Arno di 1448 metri di lunghezza, tav. 5/7 e tav. 6/7). L'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato termina il suo percorso con l'interconnessione con la SGC FI - PI - LI e con lo svincolo di Lastra a Signa (tav.7/7).

Considerazioni sull'opera
Analisi del traffico e qualità dell'aria. Non c'è dubbio che attualmente nella zona dove dovrà sorgere l'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato, i traffici principali si svolgono su una viabilità storica (la SS 325, la SS 67 e la SS 66) che con il passare del tempo ha assunto il carattere di viabilità di quartiere. Però, questa autostrada, per stessa ammissione dello studio che accompagna il progetto, ha come effetto principale l'alleggerimento della A1, costituendone il naturale raddoppio. Quindi, l'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato non si pone l'obiettivo di risolvere il problema del traffico e del conseguente inquinamento presente sulla viabilità storica assorbendo gran parte delle automobili che intasano questa area, ma trasferisce su di sè il traffico presente sull'autostrada A1. Ma se sull'autostrada A1 è ancora in realizzazione l'ampliamento della terza corsia, che senso ha costruire una nuova autostrada con tutti i problemi di impatto ambientale, di devastazione dei parchi naturali e di inquinamento che ne conseguono? Forse l'ampliamento della terza corsia dell'autostrada A1, non ancora completato, è da considerare inadeguato? E allora perchè non si è pensato ad un intervento più risolutivo su una cosa già esistente anzichè costruirne una nuova con tutti i problemi ad essa collegati?
Occorre aggiungere che, guardando i tracciati delle carte, per andare da Lastra a Signa a Prato attraverso la A1 si impiegano 14 chilometri, mentre per andare da Lastra a Signa a Prato attraverso l'autostrada regionale ci sono circa 10 chilometri. Si risparmiano, cioè, 4 chilometri. Da un punto di vista tecnico, nell'ottica delle grandi direttrici Nord - Sud, 4 chilometri non sono niente.
Comunque, che l'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato non risolva il problema del traffico diminuendo l'inquinamento esistente, lo si evince anche dalla ricerca da parte della Regione Toscana di investitori privati per la realizzazione e la gestione dell'autostrada medesima. Con la cifra che questi investitori privati sosterranno (243 milioni di euro), è abbastanza semplice pensare che faranno di tutto per aumentare il traffico. Come? Ad esempio costruendo dei nuovi centri commerciali oppure ponendo in essere qualsiasi altra opera che presupponga un notevole spostamento di autovetture. E' in questo modo che bisogna vedere il nuovo centro commerciale ad Empoli, costruito dentro ad un parco naturale urbano di 7 ettari adiacente alla Fi - Pi - Li, e l'intenzione di farne sorgere un altro a Prato. E seguendo l'esempio di Empoli, perchè domani non costruire un bellissimo centro commerciale dentro il Parco delle Miccine?
Infine, non possiamo dimenticare che durante la fase in cui i cantieri saranno aperti, la movimentazione delle terre e il passaggio dei mezzi pesanti su delle piste non pavimentate determineranno una produzione e un sollevamento di polveri che influirà negativamente sulla qualità dell'aria.

Qualità delle acque e impatto paesaggistico nel Parco dei Renai. I corsi d'acqua interessati dal passaggio dell'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato sono di qualità mediocre, mentre le acque dei Renai sono di buona qualità e presentano i requisiti necessari per la balneabilità. Negli anni sessanta, però, i lavori di escavazione finalizzati all'estrazione e alla successiva commercializzazione di sabbia e di altri materiali inerti, misero a giorno la falda acquifera presente nell'area dei Renai. Anche se l'attività estrattiva fu interrotta verso la fine degli anni settanta, i Renai rimangono ancora oggi un'area altamente vulnerabile all'inquinamento. I lavori che verranno realizzati per costruire i pali alti 20 metri sui quali poggerà il viadotto che attraverserà il fiume Bisenzio, il Parco dei Renai e il fiume Arno, non potranno che influire negativamente sulla qualità delle acque.
E l'impatto paesaggistico? Proviamo a pensare ad una persona che si reca al Parco dei Renai per avventurarsi nei tanti sentieri immersi nel verde, oppure per dedicarsi alle svariate attività sportive all'aria aperta, o più semplicemente per fare un bagno. Guardando in alto, sopra la proria testa, non potrà non fare a meno di notare una bellissima colata di cemento sulla quale sfrecceranno migliaia di automobili e di mezzi pesanti. Un bello spettacolo, non c'è che dire.

L' ecosistema. L'area sulla quale è prevista la costruzione dell'autostrada regionale, seppur duramente colpita da decenni di cementificazione selvaggia e di inquinamento, rimane fondamentale per la conservazione della biodiversità animale e vegetale. Basta pensare al sito "Stagni della Piana Fiorentina", che interessa i comuni di Campi Bisenzio, di Signa, di Sesto Fiorentino e di Firenze, e che vede la presenza di residue aree di sosta per gli uccelli lungo una importante rotta migratoria. Varie specie nidificanti minacciate (importante sito per il cavaliere d'Italia), principale colonia Toscana di Niticora. Sono presenti anche alcune specie palustri ormai rare. Interessante presenza, tra i rettili, dell'Emys orbicularis, anche se in numero limitato. Fra gli invertebrati è presente il Lepidottero Lycaena dispar.
Si tratta di ecosistemi artificiali di interesse soprattutto ornitologico, gestiti e mantenuti a fini venatori, situati in un'area fortemente antropizzata, tuttora soggetta ad espansione delle aree urbanizzate. Tutti i laghi sono più o meno minacciati da cambiamenti di destinazione d'uso (realizzazione di insediamenti e infrastrutture, espansione dell'agricoltura), le cenosi acquatiche sono profondamente alterate dall'inquinamento.

Il Rischio idraulico. Campi Bisenzio e San Mauro a Signa sono due località ad elevato rischio idraulico. La zona del Parco delle Miccine e la zona del Parco dei Renai costituiscono due grandi casse di espansione. Queste casse di espansione svolgono degli effetti positivi e determinanti su tutto il sistema delle acque alte perchè, riducendo gli eccessi di portata del Bisenzio, agevolano l'ingresso delle acque del Marina, del Marinella del Reale e del Macinante, riducendo in maniera significativa e determinante il rischio idraulico di tutto il territorio.
L'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato si muove lungo il suo tracciato sopra un terrapieno di 7 metri di altezza che compromette queste casse di espansione, determinando un notevole rischio idraulico.

La situazione di Campi Bisenzio. Abbiamo precedentemente affermato che, per stessa ammissione dello studio che accompagna il progetto di realizzazione dell'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato, questa autostrada ha come effetto principale l'alleggerimento della A1. La conseguenza ovvia di questa affermazione è che l'autostrada regionale non ha alcuna utilità per la popolazione campigiana. Al contrario i campigiani metteranno a disposizione dei soggetti privati che la realizzeranno e che la gestiranno, una quantità maggiore di territorio rispetto agli altri comuni coinvolti. Dei 9,2 chilometri di tracciato, 6 chilometri circa sono sul territorio campigiano. Campi Bisenzio, poi, assisterà all'ennesima separazione del suo territorio (Sant'Angelo a Lecore e le Miccime da un lato e il resto di Campi Bisenzio dall'altro), patirà lo sventramento del Parco delle Miccine, subirà un impatto ambientale terrificante e sarà sottoposto ad un elevato rischio idraulico.
A tutto questo si deve aggiungere il problema dell'inquinamento. L'obiettivo della Regione Toscana e dei soggetti privati che costruiranno e riscuoteranno il pedaggio dell'autostrada regionale, è di raggiungere un transito di autoveicoli (automobili ma soprattutto mezzi pesanti) di 40.000 unità. Una scelta perfettamente in linea con la richiesta di rinvio a giudizio
da parte della procura di Firenze nei confronti di 14 amministratori coinvolti nell'inchiesta sull'inquinamento atmossferico da PM 10 (le cosiddette polveri fini) e da biossido di azoto nel territorio fiorentino a partire dal 2005. Si tratta del Presidente della Regione Claudio Martini e dall'assessore all'ambiente Marino Artusa e dei sindaci e degli assessori all'ambiente di sei comuni: Firenze, Scandicci, Signa, Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisenzio. Ma la cosa più preoccupante è che, oltre a tutto questo, Campi Bisenzio subirà gli effetti nefasti derivanti dalla costruzione dell'inceneritore di Case Passerini. E il raddoppio della A1? E l'aereoporto? E l'aumento esponenziale dei centri commerciali che causano dei continui ingorghi? Campi Bisenzio sta diventando sempre più la pattumiera della provincia di Firenze: un luogo dove gli investitori privati accorrono per fare affari e la popolazione è costretta a misurarsi quotidianamente con un radicale peggioramento della qualità della vita.

La situazione dell'Indicatore. L'indicatore merita una citazione a parte perchè quotidianamente subisce il traffico e il relativo inquinamento dovuto al ricongiungersi della Pistoiese e della Barberinese. Le nuove rotatorie in realizzazione sembrava che potessero riqualificare un' area che per diversi anni è stata dimenticata dalle autorità locali e che, invece, tra pochi mesi sarà completamente deturpata dall'attraversamento dell'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato, mediante un viadotto alto 7 metri.

Le alternative all'autostrada regionale. Lo studio presentato dalla Regione Toscana non propone alcuna alternativa: o viene reallizzata l'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato, oppure non si realizza niente. In altre parole questo studio propone di passare direttamente dalla strada di quartiere all'autostrada. In realtà delle soluzioni alternative ci sono e possono prevedere degli interventi differenziati.
A) Per risolvere il problema del traffico sulla A1, si può pensare ad un potenziamento diverso della A1 stessa e non al suo "raddoppio" fuori sede.
B) Per risolvere il problema della viabilità nella zona Lastra a Signa - Prato si può realizzare una viabilità urbana di scorrimento e non un'autostrada. Anche perchè l'adozione di una viabilità urbana di scorrimento avrebbe minori vincoli progettuali e sicuramente si adatterebbe meglio alle particolarità e alle esigenze del territorio.
C) Per risolvere il problema del collegamento tra Lastra a Signa e Signa si può costruire un ponte sull'Arno che permetta di decongestionare il traffico di Ponte a Signa. A questo proposito bisogna notare che l'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato non agevola il collegamento tra le due Signe. Dagli elaborati, infatti, si evince che una persona che vuole andare da Lastra a Signa a Signa dovrebbe innanzitutto avventurarsi in quel groviglio di svincoli presso l'interconnessione con la FI - PI - LI, percorre più di un chilometro arrivando nei pressi dell'Indicatore, uscire dall'autostrada e arrivare a Signa attraverso la normale strada urbana.
E poi non si può fare a meno di osservare che per decenni Signa e Lastra a Signa non si sono mai accordate sulla realizzazione di un ponte che oltrepassasse l'Arno e che rendesse meno invivibile la situazione delle due Signe. Perchè improvvisamente questi due comuni si sono accordati? Forse perchè i finanziamenti per la realizzazione di questo progetto sono privati, e questi potenti soggetti privati sono stati particolarmente convincenti con questi due comuni?

Conclusioni. L'autostrada regionale Lastra a Signa - Prato sortirà degli effetti positivi per i soliti soggetti privati che costruiranno e gestiranno questa devastante opera, per le aziende presenti sul nostro territorio e per quelle che sono state e verranno decentrate. Ancora una volta i cittadini di Campi Bisenzio, di Signa e di Lastra a Signa subiranno un peggioramento del livello di inquinamento, della qualità dell'aria e dell'acqua, della presenza dei parchi naturali, del valore delle loro case, e più in generale delle loro condizioni di vita. Le autorità locali si inventeranno la storia della creazione di posti di lavoro in più, ma come è già accaduto per altre vicende, questi saranno sovrastimati, a termine oppure a chiamata e con uno scarso rispetto delle leggi sulla sicurezza.

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